Il Labirinto della Masone: il bambù invade Parma

Il Labirinto della Masone: il bambù invade Parma

Alla scoperta del labirinto più grande del mondo

Labirinto. Mi viene in mente una canzone dei Negrita del 1999 : si chiamava “In ogni atomo”.

Il video era stato girato in un labirinto, e questo aveva suscitato all’epoca interesse e curiosità: quanto mi sarebbe piaciuto perdermici.

Tre anni fa il mio desiderio si è avverato, e non ho dovuto neanche viaggiare tanto: ed ecco un immenso labirinto a pochi chilometri da casa.

Ma non uno qualsiasi, il più grande del mondo: il Labirinto della Masone di Fontanellato, in provincia di Parma, la mia città.

Con il termine “labirinto” si fa riferimento ad una costruzione architettonica, costruita in modo tale che risulti difficile per chi vi entra trovare l’uscita.

Di tali costruzioni se ne ha notizia già dall’antichità. Infatti nella nella sua Naturalis historia Plinio il Vecchio ne cita quattro : Cnosso a Creta, Lemno in Grecia, Meride in Egitto e  Porsenna in Italia.

Di questi il più famoso in letteratura è senza dubbio il primo, in quanto al suo interno la mitologia greca racchiude il mito di Minosse e del Minotauro, oltre che portare alla memoria la storia del suo costruttore, Dedalo, e del figlio di questi Icaro.

Con il passare dei secoli, anche nell’epoca medievale, il labirinto e il suo significato hanno assunto importanza, tanto che le tecniche alla base della sua costruzione sono state riutilizzate e riadattate in diverse chiese.

Arte, ma anche letteratura: dalla drammaturga macedone Ilinka Crvenkovska allo scrittore argentino Jorge Luis Borges,  diversi autori hanno dedicato diverse novelle al tema del labirinto.

E proprio a quest’ ultimo sembra essere dedicato il labirinto di Parma : una promessa che l’ideatore, Franco Maria Ricci, avrebbe fatto a Borges.

Franco Maria Ricci : l’editore che sussurrava ai bambù

Franco Maria Ricci nasce a Parma nel 1937, da una famiglia di origini genovese.

Dopo una piccola parentesi scientifica (si laurea in geologia e lavora presso la Gulf Oil in Turchia), nel 1963 decide di dedicarsi all’editoria.

Lavora a Parma come editore e si dedica allo studio dell’opera e dello stile di Giambattista Bodoni, di cui ristampa il Manuale Tipografico.

Il successo che ne deriva lo porta a spingersi più in là, nella realizzazione di volumi estremamente raffinati, tanto da fondare due anni dopo (1965) una propria  casa editrice : la FMR, che pubblica edizioni d’arte e letterarie di pregio.

Le collane I segni dell’uomoLa Biblioteca di Babele curata da Jorge Luis Borges, QuadreriaOratio dominicaMorganaLe guide impossibiliGrand Tour, solo per citarne alcune.

Nel 2005 decide di “mettere in pratica” anni di progettazione.

In collaborazione con l’architetto Pier Carlo Bontempi, dà il via alla costruzione di un labirinto nella campagna presso Fontanellato (PR), che verrà ultimato nel 2015.

Credits: Massimo Listri

Come promessa a Jorge Luis Borges.

 

IL LABIRINTO DELLA MASONE: ONORE AL BAMBU’

Quello della Masone di Fontanellato (PR) è attualmente il labirinto naturale più grande al mondo,con i suoi 8 ettari di superficie totale e 3 chilometri di percorsi interni.

Ispirato al modello romano (pianta con angoli retti e suddivisa in quartieri), è arricchito qua e là da bivi e vicoli ciechi, che nei labirinti romani, rigorosamente univiari, non c’erano.

Il perimetro è a forma di stella, forma che compare per la prima volta nel Trattato di architettura del Filarete, e in seguito fu adottata da Vespasiano Gonzaga a Sabbioneta e dalla Repubblica Veneta a Palmanova in Friuli.

 All’interno risiede anche una cappella a forma di piramide, a commemorazione dell’antico legame tra i labirinti e la Fede.

Sul pavimento di questo edifico è raffigurato un labirinto come un continuo richiamo tra esterno ed interno.

In questo luogo è anche possibile celebrare cerimonie.

La particolarità di questo Labirinto è il materiale con cui è costruito: il bambù.

Tale costruzione è la dimostrazione vivente delle immense potenzialità di questa pianta; per realizzarla sono state piantate circa 20.000 piante di bambù.

Credit copyright: Marco Campanini
Credit copyright: Marco Campanini
Copyright: Marco Campanini

Al suo interno se ne possono trovare circa venti specie differenti, da quelle nane a quelle giganti; tra queste:

  • Phyllostachys viridiglaucescens
  • P.Pubescens
  • Hibanoubambusa tranquillans “Shiroshima”

 

NEL DETTAGLIO: IL BAMBU’

Labirinto

Il bambù è una pianta appartenente alla famiglia delle Poaceae (Graminaceae) e alla sottofamiglia Bambusoideae.

Pianta sempreverde, elegante, flessuosa, dotata di grande vigore, come dimostra la rapidità della crescita.

Le varietà possono essere alte pochi centimetri o raggiungere dimensioni notevoli.

La vera forza del bambù è l’elevata fotosintesi che riduce l’anidride carbonica atmosferica, restituendo ingenti quantità d’ossigeno.

 

“Under the Bamboo Tree”: due giorni…a tutto bambù

Amanti della natura, e soprattutto del bambù UNITEVI E VENITE IN MASSA AL LABIRINTO DELLA MASONE!Il bambù viene anche definito ” l’ acciaio vegetale”, grazie alla straordinaria resistenza meccanica sia alla compressione che alla trazione, oltre che essere usato in tantissimi modi.

Alcuni di essi verranno illustrati in questi due giorni che il Labirinto della Masone ha deciso di dedicare a questa pianta.
Conferenze, esposizioni e laboratori volti a far conoscere questa straordinaria pianta, elegante e dalle mille virtù, che solo recentemente in Italia ha suscitato grande interesse.
COSI’ DOPO QUESTA ESPERIENZA NON CONOSCERETE IL BAMBU’ SOLO COME IL CIBO DEI PANDA!!!
Labirinto
SITOGRAFIA:
LETTURE INTERESSANTI:

Pubblicato da martysmith89

Se dovessi descrivere la mia vita, la definerei come un paesaggio pedemontano, dove rilievi irti e rocciosi si intrecciano con ampie vallate sconfinate. La mia prima grande passione,quella per la scienza, c'è stata fin da piccola ma ha cominciato ad assumere la forma della Biologia in seconda liceo, e dell'Immunogenetica adesso. L'altra, quella per la scrittura, quasi in parallelo, grazie ad eventi casuali: per me è stato come un fulmine, che mi ha colpita e ha lasciato un segno indelebile. Io e la scrittura siamo unite da un filo invisibile ma solido.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.