Dolce e Gabbana: un marchio Made in Italy specchio delle contraddizioni del Paese.

Dolce e Gabbana: un marchio Made in Italy specchio delle contraddizioni del Paese

Gli stilisti italiani Dolce e Gabbana saranno con molta probabilità i grandi assenti della Settimana della Moda milanese in corso in questi giorni. La loro ultima sfilata di alta moda si è tenuta a Como a Luglio nell’esclusiva location di Villa Olmo, vestita per l’occasione in puro stile anni ’30.

Fra sneakers e abiti in chiffon, l’evento ha regalato diverse novità agli amanti del mondo dell’alta moda. I look scelti dai due stilisti hanno seguito un trend come sempre elegante e sofisticato. Desta, pertanto, non poco
stupore la loro assenza all’appuntamento milanese dove avevano debuttato nell’ormai lontano 1985. Sta circolando voce (ma non è ancora arrivata alcuna conferma) relativa a una possibile “sfilata segreta” organizzata per i più giovani proprio durante la settimana della moda.

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La storia del successo di Dolce e Gabbana

Dolce e Gabbana hanno avuto il merito di portare il marchio dell’italianità in tutto il mondo, grazie allo stile caratteristico presente in tutti i capi di loro creazione. A partire ovviamente dall’abbigliamento e dalle calzature, come si può vedere dagli abiti Dolce e Gabbana esposti nella vetrina online di YOOX , ad esempio. Senza poi dimenticarsi dei profumi e degli accessori con l’inconfondibile marchio D&G.

Tutto ebbe inizio negli anni’80 dall’incontro tra i due: fu Dolce a contattare l’azienda dove lavorava Gabbana, alla
ricerca di un impiego. Da lì a 5 anni ecco il lancio del duo siciliano-lombardo alla Fashion Week di Milano che tuttavia registrò ancora poco clamore e fu seguito da numeri abbastanza scarni in termini di vendite.

Si era ancora ai livelli iniziali, tipici dei debuttanti, con tutte le fatiche (anche economiche) del caso.

I due dovettero attendere il 1990, l’anno che segnò l’arrivo del successo grazie alla prima collezione maschile
prodotta dal marchio. Fu Madonna a consacrare il brand degli stilisti, prima indossando un loro abito al Festival di Cannes, e poi commissionando un’intera collezione nel 1993.
Gli anni 2000 confermarono quanto di buono fatto, lanciando definitivamente nel gotha della moda il marchio di Dolce e Gabbana.


D&G: un brand specchio delle contraddizioni italiane

Sono molte le contraddizioni che hanno animato, e continuano ad animare (come appare evidente dalle ultime notizie che li riguardano), la storia di questo fantastico duo. Contraddizioni che, per molti versi, rappresentano un po’ lo specchio della nostra Italia. Un Paese da un lato ancorato alle tradizioni, ma anche terreno fertile di creazioni
conosciute in tutto il mondo per via della qualità che le contraddistingue.

La storia del successo di Dolce e Gabbana subì un brusco freno in seguito all’accusa di evasione fiscale per 250 milioni di euro a lor carico negli anni 2009-2013. I due stilisti vennero prima accusati per poi essere prosciolti in via definitiva dalle accuse, ritenute infondate dalla Cassazione . Nonostante il fatto non sia sussistito, i danni all’immagine del brand furono notevoli soprattutto per via delle tempistiche dilatate.

Un altro tema spinoso riguarda il rapporto con le nuove generazioni. Un fruttuoso dialogo con i Millennials era stato avviato lo scorso anno in occasione della sfilata maschile PE17, dove grande spazio fu dato ai fashion influencer di Instagram. Di segno opposto rispetto all’apertura dimostrata in questa occasione nei confronti dei social,
appare la campagna promossa da Gabbana in favore del cosiddetto “digital detox”. Il 10 settembre, infatti, lo stilista ha deciso di prendersi una pausa dal proprio account Instagram. Da qui è partito un vero e proprio trend che ha fatto diversi proseliti in Italia.
Più che la dimostrazione di avversione verso il social network, potrebbe essersi trattato di una mera provocazione. D’altra parte questa coppia di stilisti non è nuova a dichiarazioni bruciapelo che hanno fatto scalpore, come quando hanno dichiarato di essere favorevoli alla famiglia tradizionale. Ciò suscitò non poche polemiche, in un
paese diviso a metà tra cattolici e progressisti, tra tutela dei diritti civili e protezione della famiglia tradizionale.
In un modo o nell’altro, dunque, Dolce e Gabbana continuano a far parlare di loro, se non altro grazie al successo raggiunto e alla loro storia dai tratti tipicamente italici.