Mamma Mia! Ci risiamo, il sequel del famoso musical con le canzoni degli ABBA, è uscito la scorsa settimana nei cinema italiani ed è primo al box office. Oggi facciamo una recensione ricca di spoiler del nuovo musical uscito nelle sale.

 

Mamma-mia-Ci-risiamo-2-e1525795682636-1500x500-320x107 Mamma Mia! Ci Risiamo: la recensione completa del ritorno del cult con le musiche degli ABBA
Fonte foto: talkymedia

 

È uscito lo scorso 6 settembre nelle sale italiane, in netto ritardo rispetto all’uscita americana, il 20 luglio.
Nonostante l’Italia sia stata il fanalino di coda, ha accolto bene il sequel di uno dei musical più famosi: Mamma Mia.
Il prequel era l’adattamento cinematografico dell’omonimo musical, nato nel 1975, con la colonna sonora interamente fatta di canzoni del gruppo svedese degli ABBA.
Protagoniste della storia erano Donna (interpretata dalla leggendaria Meryl Streep) e sua figlia Sophie (Amanda Seyfried). La storia iniziava con la ventenne Sophie, in procinto di sposarsi, intenzionata a sapere l’identità di suo padre. Manda, perciò, tre inviti al suo matrimonio ai tre uomini che la madre frequentava nel periodo del concepimento.

Il resto è storia nota: non si saprà mai chi è il vero padre di Sophie, ma la ragazza acquisisce tre padri e rende ancora più stretto il legame con la madre. Donna, dal canto suo, ritrova l’amore della sua vita, l’uomo che aveva perso vent’anni prima e che è uno dei papabili padri di sua figlia, interpretato da un sempre fascinoso Pierce Brosnan.

 

Ma ora rieccoci di nuovo qui, nell’isola di Kalokairi, in Grecia, a cinque anni dal primo film.

Fin da subito abbiamo la conferma che tutti i fan temevano alla vista dei trailer: Donna è morta ed ha lasciato un enorme vuoto in tutti.
Sophie decide di riaprire l’hotel aperto dalla madre in passato e vuole che sia un evento memorabile. Purtroppo le condizioni sono avverse: solo uno dei suoi tre padri riesce a venire (Pierce Brosnan), suo marito (Dominic Cooper) è lontano per lavoro ed un temporale distrugge tutti gli addobbi per la festa.
Contemporaneamente vediamo i flashback della vita di Donna, all’età di Sophie, appena laureata e vogliosa di avventure in tutto il mondo, interpretata da un’eccelsa Lily James, che riesce a non farci storcere il naso, nonostante prenda il posto della nostra amata Meryl Streep.

 

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Fonte foto: Mirror

 

Così vediamo Donna andare prima a Parigi ed incontrare Harry, interpretato dal giovane Hugh Skinner, ma che noi conosciamo col volto di Colin Firth, che ha la sua prima volta proprio con Donna.
Dopo la notte passata insieme, Donna vola per la Grecia, ma perde il traghetto per l’isola di Kalokairi. Ad andarle in aiuto sarà il giovane Bill (Josh Dylan da giovane, Stellan Skarsgard nella versione adulta).
Dopo la traversata, Donna si rifugia in un casolare abbandonato sull’isola ed è qui che conosce finalmente Sam (Jeremy Irvine da giovane, Pierce Brosnan da adulto).

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Fonte foto: Fan Fest

Con lui non sarà solo l’avventura di una notte, ma inizierà una storia d’amore, seppur breve. Infatti fra i due finirà all’improvviso, quando Donna scopre che Sam è promesso sposo ad un’altra ragazza.
In suo aiuto arrivano le amiche di sempre, Rosie e Tanya, interpretate da giovani, rispettivamente da Alexa Davies e Jessica Keenan Wynn (quest’ultima in maniera inquietantemente simile alla versione adulta). Le tre formano il trio Donna and the Dynamonds, gruppo che abbiamo già conosciuto nel primo film, nel quale le due amiche di Donna erano interpretate dalle fantastiche Julie Walter e Christine Baranski.

 

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Fonte foto: YouTube

 

Torniamo nel presente dove gli eventi lentamente, si aggiustano: gli altri due padri di Sophie riescono a raggiungerla sull’isola, insieme a suo marito. La festa viene comunque fatta, anche senza stampa e pubblicità, ma solo con grande allegria e voglia di stare insieme.
Arriva anche la nonna di Sophie, “quella che non viene mai” e scopriamo che è un’artista eccentrica e molto snob di Las Vegas, interpretata dalla leggenda musicale Cher. Durante la festa Sophie scopre di essere incinta, dettaglio che era stato già rivelato nel trailer e che quindi non regala alcuna sorpresa o lacrima.

Ma le lacrime non tardano ad arrivare: la storia si sposta a nove mesi dopo, al battesimo del figlio di Sophie e Sky, nella stessa chiesa in cui Donna battezzava la figlia venticinque anni prima.
È proprio qui che fa il suo ingresso trionfale Meryl Streep, che tanto chiamavamo a gran voce. E sulle note di “My Love, My Life”, cantata da Sophie e da Donna, sia versione giovane, che versione adulta, i cuori si spezzano in mille pezzi e le lacrime scendono a secchiate.

 

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Fonte foto: Daily Express

 

Il tutto è accompagnato da 18 pezzi degli ABBA, forse meno conosciuti rispetto a quelli usati nel primo film, ma altrettanto belli. Sono stati riutilizzati solamente i più famosi “Mamma Mia”, cantata dalle versioni giovani delle Donna and the Dynamonds, con una bellissima intro quasi in acustico di Lily James e “Dancing Queen”, questa volta guidata da Sophie, con accanto un fantastico Colin Firth (vedere per credere).

In generale possiamo definire Mamma mia 2! Ci risiamo, come un buon seguito di un musical di successo. Nonostante la prima parte del film sia più debole, la seconda recupera pienamente, forse proprio per l’entrata in scena degli attori che ci hanno fatto innamorare della storia del primo.
Non che le new-entry non siano valide, ma se vengono paragonate ai grandi attori di cui fanno la controparte, non c’è partita.
Ma una menzione speciale va fatta: Lily James, nei panni di Donna da giovane, è bravissima, fresca, divertente, talentuosa e bellissima ed incarna alla perfezione quello spirito giovane del personaggio di Donna, che Meryl Streep ci ha mostrato nel primo film.
Il cast è comunque azzeccato, sia per la bravura degli interpreti (vecchi e nuovi), sia per la somiglianza con le controparti. Ci regalano un film allegro e coinvolgente.

 

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Fonte foto: USA Today

 

Il film scorre bene, alternando ballate romantiche a pezzi più divertenti, tante le gag per cui ridere, ma anche i momenti intensi, come la già citata apparizione della Streep durante il battesimo che, a costo di apparire ripetitivi, vi prosciugherà e vi farà perdere la dignità davanti al vostro vicino al cinema.

Quella che, inizialmente, poteva sembrare una mossa arguta di marketing per i nostalgici di Mamma Mia, si è rivelata una mossa azzeccata. Forse non avrà lo stesso smalto del primo film, che rimane uno dei capisaldi del musical moderno, ma riesce a regalare lo stesso effetto del primo: allegria, ed è proprio questo che un musical dovrebbe fare.

 

Mamma mia: Here We Go Again

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