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Susan Sarandon: Perché il suo arresto non spaventa Trump

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Susan Sarandon un arresto che non fa tanto scalpore

È di pochi giorni fa, la notizia dell’arresto dell’attrice premio Oscar Susan Sarandon. Notizia apparsa sui media Europei in misura sproporzionata rispetto ai media Americani.

Sarà perché in America hanno altro di cui preoccuparsi. O forse perché in Europa eravamo tristi per il primo giorno senza partite di calcio.

L’interprete della celebre Lousie, si è resa rea infatti di aver partecipato ad un sit-in di protesta contro la politica immigratoria del presidente Donald Trump. Il tutto condito dai tweet di aggiornamento fino all’arresto.

Susan-Sarandon-tweeted-about-her-arrest-urging-women-to-stay-strong-1400830-320x111 Susan Sarandon: Perché il suo arresto non spaventa Trump

I cortei “minori”, negli States, non sono una rarità.

Certo, l’attrice è stata poi rilasciata in brevissimo tempo, ma l’eco del suo arresto ha fatto immediatamente il giro del mondo.

I cortei “minori” negli States, non sono una rarità, tanto che vi è facile trovare anche bambini o ragazzi minorenni non accompagnati. Anche questo, infatti, viste le dimensioni ridotte, rischiava di passare inosservato. Meno male che è arrivata la nostra eroina a salvarci dalla noia.

Un’azione potente, bella, con centinaia di donne che chiedono la riunificazione delle famiglie separate dalla politica immorale dell’agenzia per l’immigrazione. La democrazia è questo“, twitta la Sarandon.

Cara Susan, lasciatelo dire: queste micro-proteste sono patetiche!

Sia chiaro: io personalmente, sono fortemente contrario alla politica di Trump e sono arrabbiato, almeno quanto te, per quello successo nei giorni recenti per cui tu protestavi. Ma, fare gli idealisti, in cortei minuscoli e privi di qualsivoglia potere d’influenza serve solo a fare il gioco di chi vogliamo combattere.

La storia è piena di personaggi che, a causa del loro pensiero, hanno ricevuto rappresaglie da parte di governi oscurantisti. Da Ken Saro Wiva, passando per Pablo Neruda fino a Mikis Theodorakis.

C’è una sottile differenza però. Questi tre, ma potrei citarne altri cento, si erano schierati! Avevano espresso la loro posizione in maniera netta, appartenevano alle opposizioni dure e sopratutto, avevano contrapposto il loro pensiero a quello degli altri.

Era il loro pensiero, quello che volevano essere fatto, ad essere scomodo. Il loro crimine era quello di pensare, non quello di protestare in centinaia.

Cara Susan, cerca di capire che con i sit-in e le marcette, riceverai solo derisioni. Perché è l’intelligenza ciò che gli altri temono.

 

 

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3 thoughts on “Susan Sarandon: Perché il suo arresto non spaventa Trump

  1. Io non sapevo del suo arresto…Non mi ritrovo con le tue parole, anzi son felice di sapere che ci sono personaggi famosi che si schierano in prima linea contro le ingiustizie e non solo tramite i loro addetti stampa!

    1. Certo, anche a me piace che i personaggi famosi si espongano in primo piano.
      Il senso di quello che volevo dire è che ci sono stati personaggi (come quelli citati, ma ti potrei citare anche john Lennon, Saviano, Umberto Eco, Pasolini) che si sono esposti usando il loro pensiero. Ripeto: il pensiero è creatore! Quando si protesta, secondo me, è inutile fare manifestazioni piccine, ma esporre un argomento inattaccabile.

  2. Eugenio sono d’accordo con te. Ho esperienze di proteste pacifiche che non hanno prodotto grandi risultati, se non quello di alimentare il cosiddetto “nemico”. Come dici giustamente tu, il pensiero è creatore ed il web, se usato bene, può creare una narrazione diversa che semina giustizia, molto più di andare in piazza la domenica mattina.

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