“Fai da te”: la rubrica, nasce da un concetto di uomo della strada che sta crescendo nel mondo in questo ventunesimo secolo.

Fai da te, nel senso del più classico “do it your self”: è abbandono di tutte le scuole che ci hanno maturati e cresciuti fino all’età adulta.  Il concetto di base è lasciar parlare quella matrice di consapevolezza che uno sguardo attento sul mondo porta all’attenzione della mente.

L’uomo della strada: l’uomo comune, il qui ed ora nelle sue pecche e manchevolezze, ma col suo desiderio di riscatto per avere troppo spesso soffocato la propria voce in nome di un padrone, di una opinione dominante, di un pensiero collettivo mal condiviso.

“Fai da te” sarà lo scorrere di una serie di polaroid, di istantanei fotogrammi sul mondo, sulla vita, in cui l’autore si calerà nei panni di ciò che realmente egli è. L’uomo comune, l’uomo della strada, il bambino che ha visto il cambio di millennio. L’adulto che teme di invecchiare in un futuro incerto, un occhio socchiuso su un pianeta che lotta contro il collasso.

Non sarà presentando me, la mia preparazione o i miei ideali che metterò mano alla penna, ma camminando per le strade di questa contemporaneità. Parlando la lingua degli uomini e condividendo gli aspetti positivi e negativi del circostante che dipingerò queste istantanee di vita vera, di vita sognata, attimi rubati.

Un occhio, una telecamera, una macchina fotografica sulle giornate, a scadenza settimanale, tradotti in lettere, condivisi col pubblico della nostra testata.

Vuole essere questo il primo capitolo di questo nostro viaggio insieme. La presentazione di ciò che scopriremo passo per passo fra le vie della mente, nella contemplazione di un presente chiassoso e caotico: come è cambiata la nostra forma-mentis dai tempi di Platone ad oggi, quale violenza stia subendo o abbia subito superando guerre, deportazioni e dittature. Siamo ancora gli stessi: l’uomo è ancora definibile essere umano o è la sua stessa natura ad essere stata inficiata dal progresso?

“La macchina” ci ha divorati? Lo sviluppo è diventato regresso? Possiamo continuare a fidarci di noi stessi o è solo affidandoci ad un potere superiore, come nei tempi più bui della nostra storia che troveremo la via?

Fai da te: apri i tuoi occhi, sii cosciente, fermati dove i blocchi diventano muri insormontabili in grado di isolarti e fidati di ogni mano tesa, di ogni voce ancora gentile e tenta sempre di giungere laddove speri di trovare ristoro.

Fai da te nel senso apri la tua mente alla filosofia del futuro, esplora il tuo potenziale, dissetati fino all’ultima goccia esperienziale e sii te stesso.

Ricrea te stesso nel senso: guarda con quanto di più creativo e intelligente questa modernità ci sta trasmettendo, al futuro di noi stessi. Un sano egoismo che ci permetta di beneficiare della fonte di tutte le cose che sta dentro di noi e agisci sul presente alla luce del tuo potere autocritico.

“Fai da te” si è presentata, saranno stralci, argomenti, oggetti di discussione a catalizzare la nostra attenzione in questa rubrica settimanale di cui sarò autore. E andremo avanti finchè ci saranno argomenti da esaurire, porte da aprire, computer da accedere, domande da porre, occhi da aprire.

Grazie come sempre per la vostra attenzione. Portate un foglio e una penna sempre con voi, tracciate il profilo delle vostre giornate, mandate un messaggio a chi volete bene, pensate sempre positivo e ricordatevi il motto: “pensa globale, agisci locale”.

 

                                                                                  

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