La storia di Fabio: Quando il progresso fallisce ed anche i robot vengono “licenziati”

Scozia, il primo robot licenziato. Fallito il primo esperimento nella cultura scozzese di usare un robot in un supermercato.

Fabio, è  questo il nome dato al primo robot della storia ad essere stato licenziato. Accade ad Edimburgo, cittadina scozzese che ha voluto sperimentare questo passo nella tecnologia. Il robot, una versione umanizzata Pepper di Softbank è stato programmato dalla Heriot-watt University per Margiotta, una catena di negozi scozzesi. L’obiettivo, come spiega il gestore Elena Margiotta era quello di introdurre un robot per mostrare  che erano propensi alle innovazioni.

Il ruolo di Fabio era inizialmente quello di gestire i prodotti sugli scaffali e consigliare i clienti, oltre ad essere programmato per divertire e abbracciare le persone intente a fare la spesa. La brutta notizia però è che le informazioni che dava erano piuttosto vaghe. Un esempio? Quando qualcuno chiedeva dove si potesse trovare la birra, molto “superficialmente” Fabio rispondeva “nel reparto alcolici”.

fabio robot

Vedendo inoltre che i clienti non erano propensi ad una conversazione con il robot, Fabio è stato relegato in un angolo del negozio. Quando però è stato notato che quella zona era evitata, le misure sono state drastiche. Si è dovuto infatti provvedere al licenziamento.

Un fallimento della tecnologia dunque. Ma come è possibile, considerando che viviamo in un era di progressi e innovazioni? In altre culture, come quella giapponese per esempio, vi è un largo utilizzo di robot, in particolare Pepper. Questi sono usati anche negli Stati Uniti, dove è stato dimostrato che con essi si migliorano le strategie di vendita. Forse però la cultura scozzese non la pensa allo stesso modo. Interagire con i robot infatti limita le relazioni reali e non è sicuramente lo stesso se un robot o un umano offre un caffè e un saluto di benvenuto.

Nonostante queste limitazioni, il robot è stato salutato tristemente dai dipendenti del negozio di Edimburgo. “Quando lo abbiamo impacchettato per rimetterlo nella scatola -dice un sorpreso Dr. Oliver Lemon, direttore dell’Interaction Lab di Heriot-Watt, che ha programmato il robot- uno di loro si è anche messo a piangere”. Fabio d’altro canto, non sembra essere minimamente toccato. Al licenziamento ha infatti risposto “Sei affamato?”

 

 

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