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Pornografia: cosa scatta quando si guardano foto e video hard?

Pornografia: cosa scatta quando si guardano foto e video hard?

Cosa scatta in noi quando vediamo foto o video hard? Cosa ci spinge a cercarli?

 

Dal punto di vista biologico, l’attrazione verso la pornografia sarebbe tutta una “questione di testa”.
Uno studio del 2005 di Stephan Hamann ha evidenziato l’attivazione di determinate aree cerebrali di fronte ad immagini erotiche.
Inoltre ha evidenziato come le aree cerebrali che si attivano sono diverse nei maschi e nelle femmine.

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Al “centro” dell’attivazione cerebrale davanti alla pornografia vi sarebbe soprattutto l’amigdala

Essa è una piccola struttura sottocorticale che gioca un ruolo chiave nella risposta alle emozioni e la memorizzazione delle stesse.
Lo studio ha evidenziato come immagini ad alto contenuto erotico attivino nei maschi due aree particolari del sistema limbico.

Le aree sono l’amigdala e l’ipotalamo.

Queste aree ricevono gli input dalle aree sensoriali e producono l’ eccitazione emotiva.
Discorso diverso per le femmine.

Nel caso delle donne gli stimoli alla base dell’eccitazione sessuale sarebbero altri,più di natura psicologica e tattile.
Nonostante tutto,gli esperti ribadiscono che il quadro delle differenze uomo-donna è tutt’altro che completo.

Il fenomeno YouPorn : i perché della pornografia online

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Inutile negarlo: tutti, almeno una volta nella vita, avranno “spulciato” sul sito più hot degli ultimi decenni.

Chi, per semplice curiosità, chi per puro piacere sessuale, chi, per apprendere tecniche e “posizioni” particolari.

Chi non ha mai aperto You porn, magari anche utilizzando le navigazioni in incognito, per non incorrere ad imbarazzi?

Chi mente, commette una eresia.

Da quando c’è stata la possibilità di visualizzare i video delle categorie di proprio gradimento, si è notato un radicale cambiamento delle abitudini degli internauti.

Sono state stimate circa 93 miliardi di visite negli ultimi anni, senza distinzione di sesso e di età.

è stato incoronato come il sito “re dei contenuti hard su web”, una sorta di ape regina, che convoglia il suo sciame nelle situazioni quotidiane più disparate.

Una grossa fetta degli utenti ha, infatti, dichiarato di visualizzare i video sfruttando le pause lavorative.

Spesso è riuscito anche a provocare forti crisi anche nel mondo della relazione a due, poiché spesso il sapere che il proprio compagno sfrutta la visualizzazione di video erotici per ottenere piacere, svilisce la donna.

Leggevo su alcuni forum di donne “disperate per un YouPorn di troppo nella relazione”, dopo aver “colto in flagrante” la propria dolce metà.

Come si suol dire, “con le mani nel sacco”.

Ma cosa dice la psicologia in merito?

Si parla spesso di “onanismo”, cioè l’immaturità psicosessuale.

Essa sopraggiunge quando si finisce con l’ottenere maggiore piacere grazie alla visualizzazione su web, piuttosto che con una donna in carne ed ossa.

Questo però, si riflette nei cambiamenti delle tendenze.

Infatti, soprattutto negli ultimi anni, si vive nell’esasperato mondo fatto di modelli di donna perfetti all’inverosimile, ed in una diffusione eccessiva dell’eccitazione in tutte le sue forme.

L’uomo, in particolare modo, riceve circa 500 stimoli erotici che possono condurlo ad una iper eccitazione.

Questo, porta poi l’individuo ad una visione della sessualità incentrata su una fase orgasmica, tanto da portare in secondo piano anche la fase fisica tattile.

Quindi, l’unico modo per consumare velocemente l’istinto, è concedersi una visione un po’ particolare, riuscendo a placare così il proprio desiderio.

Questo, naturalmente porta la donna a sentirsi limitata nel suo “narcisismo di sentirsi unica e desiderata”.

Tuttavia, non vivendo con la stessa intensità l’impulso sessuale, ovviamente, non può comprendere appieno i neccanismi mentali che si innescano nell’uomo.

Ma cosa dice la legislazione riguardo ai porno?

La legislazione sulla pornografia

Per quanto riguarda la legislazione in materia di pornografia la legge italiana riconosce la legalità della stessa con precise regole.

Innanzitutto va precisato che si deve avere riguardo sia al buon costume e decenza che alla libertà di manifestazione del pensiero.

Il codice penale, ad esempio, sembra non lasciare spazio (art. 528 c.p.) alla possibilità sia di commerciare e introdurre che di produrre materiale pornografico nei confini dello Stato.

Chiaramente i concetti di “atti osceni” e “senso del pudore” si modificano in base al contesto culturale e morale entro cui si muovono e quindi in base al periodo storico in cui una certa morale è seguita.

Ragione per cui la Corte Costituzionale ha negato che la pornografia di per sé sia illegale in Italia.

Nello specifico si riferisce che tale aggettivazione al caso in cui il materiale venga ostentato pubblicamente.

Ciò non si cura della riservatezza di coloro che non hanno alcun interesse a visionare lo stesso e soprattutto di quella del minore.

Viceversa se si da soltanto la possibilità al privato di poter scegliere se fruire o meno di un servizio per accedere al materiale pornografico .

Quest’ultima attività non riceve sanzione dalla legge italiana ( sentenza della Corte Costituzionale del 27 luglio 1992 n.368).
Ovviamente viene punita anche la semplice detenzione di materiale pedopornografico (art.600 ter e ss. c.p.).

Inoltre a tutela dei minori di anni 18 è vietata la riproduzione del semplice nudo anche artistico che non abbia connotazioni pornografiche.
La detenzione per essere punibile deve essere cosciente.

In parole povere, deve essere provata la consapevolezza del detentore di avere quei file nelle sue cartelle.

Per la pedopornografia è prevista la reclusione da sei a dodici anni.

A questa si aggiunge una multa variabile dai 25.822, 00 euro ai 258.228, 00 euro.
Per quanto riguarda la produzione di materiale casalingo o artigianale, la sentenza della Corte di Cassazione n. 11997 del 25 marzo 2011 la vieta anche se non destinata tale produzione alla diffusione in larga scala.

 

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