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GLI INTERNATI: cronache di una camicia di forza

E, mentre pensavo e ripensavo a tutto quello che avrei potuto combinare, ed a quanto in realtà io fossi una persona “tutto fumo e niente arrosto”.

Non avrei nemmeno avuto il coraggio di passargli avanti senza arrossare o inciampare perdendo l’ultimo briciolo di dignità, fummo attirate da urla.

“Un italiano!” urlai a Giuly, che si tappava le orecchie per il tono palesemente troppo alto che avevo avuto nell’affermarlo.

“Su, forza, andiamo a vedere che cavolo sta dicendo!”.

Su una specie di palchetto, in una stanza adiacente, c’era lui, un ragazzo dalla corporatura strana, direi ridicola.

Urlava a gran voce:

“Ragazzi, mettiamocela tutta! Il giornale del Manicomio è la nostra speranza per guarire, è la nostra creatura.

Il giornale deve andare in stampa domani mattina!

E poi diventeremo famosi, guadagneremo un sacco di soldi, e finalmente potrò pagarmi il viaggio in Spagna! Ragazzi, stanotte ho sognato una donna del segno dei Gemelli che mi ha detto che mi guiderà ogni notte nei miei sogni e mi consiglierà i migliori articoli. Forza!”.

 

Ma chi è questo? Abbiamo pensato subito che fosse uno dei “pazzi veri”. Delirava, parlava su quel palchetto, ma peccato che nessuno lo ascoltasse e che la stanza fosse vuota. Peccato.

La sua corporatura era davvero stranissima, aveva un testone enorme e delle gambe magrissime.

Io e mia sorella pensammo subito ad uno spiedino su cui poggiava una mozzarella con gli occhiali e la barba.

E scoppiammo nuovamente a ridere.

Il bello di trovarsi in un posto come quello con la persona a cui si vuole più bene è quello: trovare il lato positivo in tutto……….

…………………………………CONTINUA NELLA PROSSIMA PUNTATA!!!!!!!!

 

 

 

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