Manuelita Sáenz, la libertadora di Simon Bolivar

Tania Carnasciali

Manuelita Sáenz nasce in una situazione svantaggiata: figlia di una relazione illegittima del padre, non conoscerà mai l’affetto e il calore di una famiglia. Siamo nel 1800 in Perú, e i figli illegittimi vengono cresciuto lontano da casa, nello specifico in convento lontano dalla società fino a che non hanno l’età per sposarsi.

Manuelita, però, fin da piccola mostra la sua forza e il suo carattere ribelle: diventerà l’incubo delle suore, farà di tutto per farsi mandare via senza riuscirci. Le rigide regole dell’epoca non le permettevano di crescere in casa con suo padre e la sua famiglia, così viene mandata da uno zio prete che però si rivelerà un alleato.

La ragazza da sempre coltiva idee di patriottismo, di una patria libera dalle angherie inferte dalla corona spagnola, e segue con passione le vicende del Libertador Simon Bolivar, che nonostante le sconfitte riesce sempre a ritirarsi su e liberare paesino dopo paesino buona parte del Sud America.

Il disonore di Manuelita Saenz

La ragazza cresce, e non fa mistero della sua volontà di unirsi all’esercito patriota. È molto bella e attira le attenzioni di un soldato spagnolo: secondo la serie Netflix questo la inganna fingendo di essere stato uno dei fedelissimi di Bolivar (in realtà ad esserlo era stato il fratello), nella realtà non è chiaro se viene rapita dal soldato o scappano insieme. Fatto sta che hanno una relazione senza essere sposati, e questo disonora Manuelita che non potrà più ambire a sposarsi ed essere una buona padrona di casa, come si confaceva alle donne dell’epoca.

Dopo qualche anno in cui vive a casa in una sorta di clausura, le viene imposto dalla famiglia di sposare un medico e affarista inglese, molto più grande di lei. Nonostante non abbia nessuna intenzione di farlo, fa buon viso a cattivo gioco e decide che sarà il suo lasciapassare per spianare la strada a Bolivar e all’esercito patriota.

L’incontro tra Manuelita Saenz e Bolivar

Manuelita Sáenz
Manuelita Sáenz

Manuelita Saenz da sempre sogna di incontrare il generale Simon Bolivar: segue le sue gesta, che fanno il giro del Sud America, e la sua aura di uomo forte e coraggioso entra nelle sue fantasie di bambina e ragazzina.

Non è attratta solo dalla fama, ma anche dall’ideologia: Manuelita Sáenz vuole un mondo libero, indipendente e un Sud America che non debba sottostare alla corte spagnola. Decide così di diventare una signora dell’alta società peruviana, grazie alla posizione che le dà il suo matrimonio, e utilizzarla per spianare la strada all’arrivo ormai imminente di Bolivar.

Quando il Libertador arriva fa di tutto per farsi notare e ci riesce: è ad una festa in suo onore che i due si innamorano follemente e rimarranno insieme fino alla morte di Bolivar.

La nascita della Libertadora

Entrambi testardi e passionali, non smetteranno mai di mettere l’indipendenza del Sud America al primo posto: lotteranno sempre per questo scopo, anche quando il generale Santander, un tempo alleato e amico di Bolivar, decide che è il momento di cambiare rotta e pur non rinunciando alla causa, sceglie la politica provocando una profonda rottura con Simon.

Arriva addirittura a prendere parte ad un attentato nei suoi confronti, che verrà sventato proprio da Manuelita che permetterà a Bolivar di scappare e salvarsi la vita. Questo la farà passare alla storia come Libertadora del Libertador, nome che lo stresso Bolivar le ha dato.

A questo punto della sua vita, il generale, è malato di tubercolosi e stanco dopo i vari tradimenti da parte di coloro che un tempo erano suoi alleati: è rimasto solo, il suo sogno di indipendenza si sta sgretolando e la salute è compromessa. Ha accanto Manuelita Saenz e pochi altri amici fidati, ma la delusione è grande e nonostante tutto l’amore che lei gli donerà, la fine arriverà inesorabile.

Manuelita Saenz è nota soprattutto per la sua storia con Simon Bolivar, ma la sua vita è stata molto più di questo: ha aperto il passo alle donne in un momento storico in cui era concesso loro solo parlare di merletti e cose frivole, beveva, fumava, portava i pantaloni, tutte cose impensabili per le donne dell’epoca.

Le sue idee liberali le sono costate molto, perché gli uomini del tempo non erano disposti a dare spazio ad una donna per le questioni politiche. Ha vissuto la sua vita con le sue regole, non piegandosi mai alle avversità e alle difficoltà, e amando Bolivar, ricambiata, con tutta l’anima.

 

 

 

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