23 Ottobre 2020

Questione di frangia: come portarla al meglio

Tante sono le dive che hanno subito il fascino della frangi: da Louise Brooks, attrice del cinema muto anni Venti, alla sensualissima e “Tiffanyssima” Audrey Hepburn, da Uma Thurman (in una scena del capolavoro Pulp Fiction), ma anche Shannen Doherty e Jennie Garth (Brenda e Kelly in “Beverly Hills 90210“), fino ad arrivare recentemente a Carla Bruni in occasione del Festival di Cannes.

Una delle “tentazioni” nel mondo magico dell’ hairstyle, ma talmente forte a che una donna difficilmente riesce a resistere, uno di quei tagli che stiamo certi non passerà mai di moda.

Frangia: una storia di stile

Il termine “frangia” ha origini antichissime: viene citato addirittura da Tacito, che la chiama framea.

frangia
Fonte: Biografieonline

La prima comparsa di questo hair look tuttavia, risale a molti secoli prima, ossia all’epoca degli Egizi.

Qui l’acconciatura rappresentava lo stato sociale, anche se la “frangia” più famosa resta quella di Cleopatra, con la quale espresse tutta la sua femminilità.

In epoca romana, la frangia leggermente bombata tagliata ad angolo retto sulle tempie diventa l’acconciatura dei guerrieri.

Primo fra tutti Scipione l’Africano, mentre in Oriente e nell’epoca medievale era caratteristica delle giovani donne non ancora maritate.

Ma il vero “boom” della frangia si ebbe solo nell’epoca moderna, e più nello specifico negli anni Venti.

Sono gli anni, negli Stati Uniti, del “cinema muto” che rende famosa una giovane ballerina del Kansas, di nome Louise Brooks.

Un’attrice che con il suo “caschetto con frangia dritta” diventa il prototipo della ragazza europea dell’epoca, inquieta e piena di vita, e negli anni ’60, musa di Guido Crepax, alla quale il disegnatore si ispira per creare uno dei personaggi che lo renderà famoso e celebre in tutto il mondo : quello di Valentina.

Negli anni la frangia cambia, e assume nuovi stili, nuove forme.

Gli anni ’40 sono gli anni del peekaboo bang, la frangia lunga che copre metà volto resa famosa dall’attrice noir Veronica Lake, mentre negli anni ’50 icona di stile diventa Audrey Hepburn, che con la sua “Colazione da Tiffany” lancia la moda della frangetta corta affiancata al “pixie bob”.

Gli anni ’60 rappresentano un periodo di ribellione allo stile classico, quello della frangia bombata, che si “trasforma” diventando lunga abbinata allo stile paggetto dei capelli lunghi e lisci.

E poi si ritorna al cotonato negli anni ’80, e al minimal negli anni ’90.

Frangia: consigli di stile per tutti i visi (o quasi)

“Vorrei provare a farmi la frangia, ma non so se mi sta bene”

frangia
Fonte: Pixabay

Quante volte ci sarà capitato di dire o di sentire dire da una qualche amica questa frase. Un dubbio presto risolto: la frangia sta bene a tutte, basta dare la forma giusta.

Se si ha un viso rettangolare, si può optare per una forma lunga e voluminosa, a patto che sia ben proporzionata con il resto del viso. Per un viso, invece, “a cuore”, meglio puntare su un taglio laterale.

Tuttavia, per i visi un pò più tondi non è il taglio adatto, in quanto andrebbe enfatizzare la rotondità.

SITOGRAFIA:

Grazia.it

D.it

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