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San Martino tra leggenda e realtà

San Martino tra leggenda e realtà

Oggi è l’undici novembre, la giornata di San Martino, uno dei santi più famosi della storia grazie anche alla leggenda che lo accompagna da secoli.

Martino: da soldato a vescovo.

Martino era un giovane soldato romano della Pannonia, l’attuale Ungheria. La sua famiglia lo mandò a Pavia a studiare e qui fu poi reclutato dalla guardia imperiale. In Italia conobbe la religione cristiana e decise ben presto di convertirsi e diventare catecumeno. Questa sua scelta religiosa andava a scontrarsi con la vita militare che stava conducendo, chiese quindi di abbandonare l’esercito e si recò in Francia, a Poitiers. Qui incontrò Sant’Ilario che lo battezzò e lo fece ordinare sacerdote.

Martino sacerdote e vescovo dei poveri

Martino si schierò contro gli ariani e fece costruire ben due monasteri poco distanti da Tours, dove divenne vescovo nel 372. In questo periodo si schierò sempre dalla parte dei poveri e dei più deboli e per questo la sua storia è così famosa. Muore nel 397 a Candes, ma la sua salma viene trasportata nella cattedrale di Tours. Martino divenne il santo protettore della Francia e dei mendicanti. I suoi simboli sono il bastone e il mantello.

Martino di Tours e la leggenda.

La leggenda narra che l’undici novembre mentre si trovava ad Amiens in Francia e cavalcava in una giornata fredda e piovosa vide un vecchio mendicante vestito solo di pochi stracci. Martino senza pensarci troppo, prese il suo grosso mantello di lana e lo tagliò in due con la spada, donandone metá  al povero.

Il giovane soldato continuò poi per la sua strada con il vento e la pioggia che si facevano sempre più forti, finché improvvisamente il cielo si rischiarò e divenne così caldo che poté togliersi il mantello. Quella notte, in sogno gli apparvero degli angeli, uno dei quali aveva il suo pezzo di mantello, sembrava proprio che quel vecchio mendicante fosse uno di loro e quella di Martino una prova della sua bontà d’animo.

L’estate di San Martino.

Quell’improvvisa calura che aiutò Martino durante quella cavalcata e che fu voluta da Dio per ringraziarlo del gesto appena compiuto, è chiamata oggi l’estate di San Martino, perché quasi ogni anno capita che in queste giornate di novembre la temperatura si alzi e non piova, nonostante il periodo quasi invernale. Questa festa è una delle prime che ci introduce al periodo invernale che presto diventerà quello natalizio.

Le tradizioni di San Martino.

In questo periodo dell’anno molte sagre e feste tradizionali lo ricordano, anche perché l’estate di San Martino coincide con la fine dei lavori agricoli e l’arrivo del vino novello. Momenti molto importanti nell’antica vita agricola.  L’11 novembre viene ricordato con filastrocche e festeggiamenti ma soprattutto con alcune ricette tradizionali. In Italia il dolce tipico è il biscotto di San Martino, che può essere in piccolo formato da intingere nel passito di Pantelleria, come lo vuole la Sicilia oppure un unico grande biscotto a forma di cavaliere e decorato con canditi e zuccherini colorati come si vede al nord.

Oggi quindi è la giornata giusta per andare in pasticceria o per preparare da sé il biscotto di uno dei santi più generosi della storia.

Articolo di Erika Franceschini

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