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Mary Wollstonecraft: la fondatrice del femminismo

Mary Wollstonecraft: la fondatrice del femminismo

Mary Wollstonecraft è da molti considerata la pioniera del femminismo, e si può dire che in un certo senso sia davvero così.

Si può cominciare a parlare di femminismo infatti, storicamente, solo a partire dalle grandi rivoluzioni borghesi (francese e industriale) quando cioè vennero proclamati i diritti degli uomini e da essi furono escluse le donne.

Mary, filosofa e scrittrice, è conosciuta soprattutto per il suo trattato, pubblicato appunto nel 1792, Rivendicazione dei diritti della donna.

Biografia

Mary nasce il 27 aprile 1759 a Spitafields (Regno Unito) in una famiglia tutto sommato normale ma che, a causa del padre, finisce presto in miseria.

All’epoca i lavori riservati alle donne erano principalmente due: istitutrice o governante a causa del grande divario presente tra uomini e donne nel campo dell’istruzione.

Mary inizia quindi a lavorare come istitutrice, iniziando anche la sua carriera di scrittrice.

Il suo primo lavoro Pensieri sull’istruzione delle figlie (1787) riguarda soprattutto le condizioni della donna nella società dell’epoca con alcune riflessioni sulla donna nubile e sulle sue limitazioni economiche.

 Mary Wollstonecraft: la fondatrice del femminismo
Fonte: Pinterest

Mary e l’amore

Successivamente Mary trova lavoro presso una casa editrice e pochi anni dopo si trasferisce a Parigi.

Qui incontra e si innamora perdutamente di Gilbert Imlay, con il quale avrà una figlia.

L’uomo però la considera solo un’avventura e la abbandona poco tempo dopo, lasciandola in uno stato disperato di profonda depressione che la porta a tentare il suicidio.

E’ paradossale pensare che mentre Mary scriveva il suo trattato difendendo i diritti della donna e la sua indipendenza, soffriva così intensamente per la fine della sua storia d’amore.

Questo a dimostrazione che pur credendo fermamente nei diritti delle donne, Mary era una donna come tutte noi.

Una donna capace di amare, di essere madre, di soffrire e poi rialzarsi.

Proprio in questo periodo infatti, durante gli anni di tumulto francesi, la Wollstonecraft scrive Rivendicazione dei diritti della donna.

I punti principali del trattato

Nel suo scritto, Mary insiste sull’istruzione paritaria delle donne fin dalla tenera età e nell’insegnamento di una libertà di pensiero.

All’epoca infatti, questa prerogativa era riservata solo agli uomini, la scrittrice tenta così di sfidare le convenzioni dell’epoca.

Attacca infatti anche i romanzi d’amore, letti pressoché dalle donne, poiché inducevano la loro dipendenza dall’uomo e impedivano loro di ragionare con la propria testa.

Una nuova possibilità

Una volta superata la delusione dell’abbandono di Imlay, Mary fa ritorno in Inghilterra.

Nel Regno Unico rincontra e sposa il filosofo scrittore precursore del pensiero anarchico William Godwin, con il quale conduce un matrimonio votato all’indipendenza reciproca.

I due vivono infatti in due case separate, anche se vicine, e Mary riprende così a scrivere finalmente serena.

La felicità tanto agognata però, sembra non essere destinata a lei. 

Mary muore a 38 anni dando alla luce la seconda figlia: Mary Shelley, futura scrittrice britannica, nota per aver scritto a soli 19 anni il romanzo gotico Frankestein.

Leggendo il trattato nei giorni nostri, ciò che Mary dichiarava ci appare del tutto naturale, ma il mondo dell’epoca non era ancora pronto per le donne come lei.

Interessante e spaventoso allo stesso tempo che ancora oggi nella società moderna, noi donne possiamo applicare e fare tesoro delle parole della Wollstonecraft.

 Articolo di Tina Brooks

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