Australia : nelle acque Australiane “galleggia” l’essere più letale del pianeta

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L’ Australia è la patria assoluta del marsupiale per eccellenza,il Canguro. Come ben risputo l’habitat naturale che predilige è la Steppa,ma negli ultimi decenni si possono trovare esemplari anche nelle zone più costiere. Geograficamente la costa Australiana è bagnata prevalentemente dall’Oceano Pacifico e dall’Oceano Indiano. Acque strepitose,soprattutto per appassionati di Surf,come la famosissima Bondi Beach.

Oltre al simpaticissimo Canguro, in Australia  si può incontrare anche un altro abitante , non molto piacevole .

Dunque le acque Australiane, famosissime in tutto il mondo e ammirate da milioni di turisti ogni anno, sono l’habitat di una subdola specie di Medusa, potenzialmente letale.

Sto parlando dell’ Irukandji , la specie di Medusa più piccola del pianeta, quasi invisibile. Ha le dimensioni dell’unghia del dito mignolo ma è uno degli esseri viventi più letali.

Come tutte le altre specie di Meduse anche l’Irukandji è dotata di pungiglioni nei tentacoli ( nematocisti ).

Il loro veleno è letale, la sua puntura da sfogo a sintomi terrificanti, che danno forma alla nota “ Sindrome di Irukandji “.

Fonte : Pinterest

I temilbili sintomi della puntura di Irukandji danno origine appunto alla “Sindrome” che il più delle volte, conduce alla morte del malcapitato.

La sindrome di Irukandji si manifesta a distanza di circa 30 minuti dalla puntura. La vittima accusa forti dolori alla testa, nausea, tachicardia e un notevole aumento della pressione arteriosa. Inoltre, accentuati dolori muscolari.

Molto spesso può essere fatale anche una singola, semplice puntura.

Nelle acque Australiane, negli ultimi anni ci sono stati diversi decessi attribuiti nella maggior parte dei casi a situazioni di morte dovuta a cause naturali.

Ultimamente  gli Scienziati hanno svernato delle ipotesi molto più che plausibili, attribuendo il settanta percento dei decessi proprio al contatto con l’Irukandji . Visto che le autopsie hanno rivelato come principale causa del decesso, l’attacco di cuore, non è da escludere quindi l’ipotesi del contatto con la temibile medusa.

Un essere quasi invisibile e dall’aspetto ridicolo e innocuo ha un potenziale di veleno pari a quello del Mamba Nero.

Di questa specie di Medusa, purtroppo non si sa molto, ne di lei, né del suo veleno. Non si può studiare la causa della sua consistenza e fragilità. Provando ad ambientarle in teche di vetro e in acquari hanno vita breve, visto che sbattendo contro le pareti dei contenitori muoiono a causa della collisione e della loro inconsistenza.

Quello, in fin dei conti, è il loro potenziale direttamente proporzionale alla dimensione quasi impercettibile che la rendono  l’essere vivente più pericoloso che si possa incontrare.

Fonte:  https://www.biopills.net/medusa-irukandji/