Sanremo 2019: quarta serata dedicata ai duetti

La serata numero quattro, (penultima) di Sanremo 2019 si apre con Baglioni che propone dei ballerini sui trampoli che danzono soavi con le note di acqua dalla luna.

I conduttori in abiti luminosi, (la Raffaele indossa philosophy di Lorenzo Serafini) presenteranno i concorrenti che si faranno accompagnare a loro volta da cantanti scelti da loro.

Aprono i duetti Federica Carta&Shade con Cristina D’avena. Motta si fa accompagnare da Nada, Irama sceglie la voce decisa di Noemi.

Irrompe sul palco il primo ospite della serata, Ligabue con il suo nuovo singolo “Luci d’America”. Bisio ricorda che è al 29° anno di carriera.

I due fanno un piccolo sketch, Liga rientra sulle note di “We will rock you” dei Queen. Dopo “Urlando contro il cielo” il pubblico esulta Liga che con Baglioni  canta “Dio è morto” per omaggio a Francesco Guccini.

Arrivano sul palco Patty Bravo& Briga duettando con Giovanni Caccamo.

I Negrita dividono la loro canzone con Enrico Ruggeri e Roy Paci. Tocca a Il Volo con il violista Alessandro Quarta con uno stile che ricorda quello “balcanico”, il pubblico apprezza con la standing ovation.

Claudio Baglioni suona la chitarra con Virginia Raffaele in maniera inusuale.

Arisa, presentata dalla conduttrice del dopofestival Anna Foglietta, arriva sul palco facendosi accompagnare da Tony Hadley e le coreografie dei Kataklò, rendendo la canzone molto orecchiabile. Eccezionale la prova canora dell’artista americano, che rende giustizia alla prova con il suo italiano maccheronico, ma apprezzabile.

Gue Pequeño canta con Mahmood e ripropone il pezzo “Soldi”: una storia triste, di sfruttamento, ma che grazie all’intervento del super ospite prende il volo.

“Rose viola” di Ghemon questa sera ha toni molto più bassi, ma la canzone continua a non decollare nonostante la presenza di ben due artisti come spalla. La canzone vorrebbe prendere ancor più profondità con i Calibro 35, ma non ci arriva.

Francesco Renga, questa sera, ha superato sè stesso. La prova canora, in cooperazione con Bungaro ha commosso il pubblico, mentre Eleonora Baganato volteggiava sullo sfondo con Friedmann Vogel.

Ultimo si conferma una delle grandi sorprese del festival, ed il suo pezzo ha fatto esplodere la platea. Il duetto con Fabrizio Moro, fresco vincitore, ha reso il brano ancor più fresco. Sicuramente diventerà un tormentone da radio.

Bisio stasera parla del figlio e in particolare delle generazioni ed è lì che entra Anastasio il rapper di Meta di Sorrento che ha vinto ” X Factor” il quale presenta un pezzo scritto apposta per Sanremo “Correre”

Con Nek c’è Neri Marcorè sul palco dell’Ariston, un duetto particolare con una versione “narrata del testo” fatta dall’attore.

IIBoomdabash cantano “nemmeno  per un milione” con il campano Rocco Hunt ed i Musici Cantori di Milano.

The zen circus con la loro “l’amore è una dittatura” optano per la voce di Brunori Sas dando un timbro diverso alle note.

Paola Turci insieme a Beppe Fiorello con la sua voce graffiante si esibisce nel suo diluvio universale. Anche l’amicizia sale sul palco, Anna Tatangelo e Syria insieme duettano.

Un abbraccio alla fine della canzone ce lo regalano Ex-Otago e  Jack Savoretti che trasmette l’emozione del testo.

La voce profonda di Enrico Nigiotti si fa accompagnare da Paolo Jannacci e Massimo Ottoni. Passiamo a un momento rock femminile, Loredana Bertè canta con Irene Grandi. Accoppiata vincente di voci forti che prende gli applausi del pubblico.

Daniele Silvestri & Rancore arrivano sul palco accompagnata da Manuela ( Baglioni fa una piccola gaffe) ops Manuel Agnelli degli Afterhours.

E’ il turno di “tre assi del mondo contemporaneo” come li definisce la conduttrice: Einar canta con Biondo e Sergio Silvestre. Tre giovani che condividono la stessa passione.

Verso fine serata ( un pò tardi) Baglioni ricorda il crollo del ponte Morandi di Genova.

Simone Cristicchi regala un momento da Brividi insieme a Ermal Meta con “abbi cura di me”.

Penultimo duetto della serata quello di Nino D’Angelo con Sottotono  e Livio Cori,  voci intrecciate in un unico testo.

Chiude la serata dei duetti Achille Lauro con Morgan.

Giovanni Toti, il presidente della regione Liguria, premia il miglior duetto, che risulta essere quello di Motta con Nada, però in sala si sentono fischi e disaccordo.