Recensione “First Man”: la storia di un uomo che ha fatto la “storia”

In questi giorni è nelle sale “First Man”, l’ultima fatica di Damien Chazelle, con Ryan Gosling: il biopic su Neil Armstrong, il primo uomo sulla Luna.

 

recensione first man
Fonte foto: NewsArt

 

Nell’epoca dei biopic, poteva forse mancare quello su Neil Armstrong?

Abbiamo iniziato ad amare il regista Damien Chazelle col film Whiplash ed abbiamo capito che era vero amore con La La Land, film per cui ha vinto l’Oscar per la miglior regia, diventando il regista più giovane a vincere l’ambito premio, con soli 32 anni.

Chazelle si allontana dal tema musicale, per cimentarsi nel biopic dell’uomo che ha toccato per la prima volta il suolo lunare.

Sceglie per il suo film l’attore che, ormai, è il suo pupillo, Ryan Gosling, fresco di successi come Blade Runner 2049 ed il già citato La La Land

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Fonte foto: Paste

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La storia racconta la vita di Neil Armstrong, ingegnere aeronautico, segnato dalla morte della figlia, colpita da un tumore durante l’infanzia.

L’evento traumatico lo spinge a partecipare al programma Gemini, che prevedeva il volo umano nello spazio intrapreso dagli USA, in lotta contro l’URSS per il dominio dello stesso.

Il programma non ha sempre esiti positivi, ed è segnato da lutti ed incidenti prima del decollo. Il progetto portò allo sbarco sulla Luna dei due astronauti Neil Armstrong e Buzz Aldrin, il 20 luglio 1969.

Quello che fa Chazelle, non è un film sulla spedizione lunare, ma il racconto della storia di un uomo che segnerà la storia umana per sempre. 

Nel film si intervallano le esperienze di Neil nello spazio, la preparazione, le prime simulazioni ed i lanci, a spaccati di vita quotidiana con sua moglie, interpretata da un’eccellente Claire Foy, ed i due figli piccoli.

First Man è uno spaccato storico sulla società americana anni Sessanta; mostra la concorrenza con l’URSS nel campo spaziale e le proteste da parte dei civili, che insorgevano contro le ingenti spese del Governo, per un progetto spaziale considerato superfluo, a fronte della presenza di problemi ben più gravi.

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Fonte foto: Mashable

 

Quello che Chazelle fa è molto diverso, rispetto ad altri film che toccano tematiche simili. Rare sono le immagini dei lanci spaziali visti dall’esterno, non c’è un’esagerazione di effetti speciali per ricreare i lanci, e la prospettiva è tutta fatta ad uomo.

Durante le varie operazioni di lancio, la camera si concentra sui dettagli interni della navicella spaziale, prestando attenzione soprattutto agli occhi di Armstrong, su quello che vedevano e su quello che esprimevano.

Con questa scelta, si enfatizza la misura uomo del progetto: non ci sono panoramiche spettacolari, con cui altri film ci hanno abituato (basti pensare a film come Interstellar o Gravity), la scena principale avviene tutta all’interno della navicella, dove sono gli astronauti.

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Fonte foto: Wild Italy

 

Gosling, dal canto suo, dà una perfetta interpretazione di Armstrong, un uomo segnato da un dolore prematuro, che però vede nella Luna un momento di rivalsa per sé stesso e per sua figlia: tanti sono i momenti in cui viene rappresentato a guardare il cielo; mentre al momento dell’atterraggio, guardando la Terra nella stessa maniera, sembra voler dire “Ora ce l’ho fatta, posso tornare indietro”.

In molti hanno criticato la poca espressività di Gosling, che in realtà la calibra perfettamente tra i momenti intimi con la moglie ed i figli ed i momenti nello spazio.

Foy offre un’eccellente interpretazione di una moglie che non sa se rivedrà il marito e di una madre che guarda con preoccupazione i suoi figli, che potrebbero crescere senza un padre da un giorno all’altro. Ottimo il dialogo fra i due prima della partenza, denso di realismo e di disperazione.

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Fonte foto: DailyMood.it

 

Chazelle offre una visione fatta “ad uomo” di uno degli eventi storici più importanti della storia umana. Evidenzia lo stress e la difficoltà che i protagonisti hanno provato nella storia, senza edulcorazioni inutili e ridondanti.
Il sonoro regala allo spettatore una profonda immersione nell’esperienza di Neil Armstrong, quasi come se fossimo con lui.

First Man è un film consigliatissimo per chi non vuole un film patriottico americano, per chi vuole immergersi totalmente nelle missioni spaziali e per chi vuole vedere la storia di un uomo che ha fatto

“un piccolo passo per un uomo, ma un grande passo per l’umanità”.