Lucida Mansi era una bellissima nobildonna lucchese del Seicento, amante del lusso e degli agi.

La particolarità che la contraddistingue e la fa ricordare ancora oggi nella città delle Mura e non solo, è che sarebbe stata coinvolta in un patto col diavolo per preservare la sua bellezza. Per non aver tenuto fede al patto che la riguardava, sparì misteriosamente in una notte di Luna.

Cosa sappiamo della Lucida “prima” della leggenda?

Lucida Samminati (questo il suo cognome da nubile) probabilmente nacque a Lucca intorno al 1606 (anche se le date sono anch’esse avvolte nella leggenda, non essendo certe).

Sposò da giovane il nobile Vincenzo Diversi, che morì assassinato dopo appena due anni di matrimonio pare per una disputa con un avversario su certi confini controversi.

Lucida allora si risposò dopo non molto tempo con l’anziano Gaspare di Nicolao Mansi (col cui cognome è nota ancora oggi), appartenente ad un’antica e ricchissima famiglia lucchese arricchitasi grazie al commercio in tutt’Europa della seta.

La notevole differenza d’età fra due coniugi spesso destava scandalo, sospetto e invidia. Ieri come oggi, ci si chiedeva come la giovane e bellissima Lucida avesse potuto sposare un anziano (e pare non certo avvenente) come Gaspare al punto che si ritiene che Lucida possa anche esser stata costretta a sposare il Mansi per avere una rendita (e che rendita; le proprietà dei Mansi erano notevolissime) con cui vivere. La giovane iniziò a vivere malissimo l’unione con l’anziano marito e, per “evadere” dalla prigione rappresentata dal suo matrimonio, iniziò a condurre una vita sregolata e dissoluta a dir poco, ritenuta scandalosa per una donna sposata quale era lei. 

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Il ritratto di Lucida Mansi (www.vanillamagazine.it)

Lucida Mansi morì di peste nel febbraio 1649.

Proprio dalla grandissima libertà di abitudini e di costumi di cui godeva Lucida nasce la sua leggenda.

Si dice infatti che Lucida non esitasse a soddisfare qualsiasi appetito, aveva moltitudini di amanti (che pare uccidesse come una mantide religiosa dopo la fine di ogni atto sessuale). Il vanto e cruccio più grande di Lucida era la bellezza: come restare per sempre giovane e soprattutto come poter mantenersi per sempre tale (un po’ come una Dorian Gray ante-litteram). 

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La splendida villa dei Mansi a Segromigno, nei pressi di Lucca, dove si dice che Lucida si sia fatta costruire una stanza piena di specchi per ammirare da ogni angolazione la sua avvenenza (www.discovertuscany.com)

Si può solo immaginare dunque, dato il personaggio, lo sconcerto e la collera quando Lucida scoprì sul suo volto i primi segni del tempo. Dopo aver pianto tutte le sue lacrime ed essersi disperata terribilmente, come molte donne che non sanno rassegnarsi all’età che avanza, Lucida decise di compromettere non tanto il suo corpo (come avrebbe potuto fare oggi con la chirurgia plastica) quanto piuttosto la sua anima.

Come potè Lucida arrivare a compromettersi? Le si presentò davanti il diavolo, nelle sembianze di un bellissimo giovane, e le offrì di contrarre un patto.

Trent’anni ulteriori di giovinezza e bellezza se in cambio lei gli avesse ceduto la propria anima. Il tempo per lei non passava, Lucida restava sempre giovane, bellissima e libertina, mentre tutti gli altri naturalmente invecchiavano. 

Non era possibile però continuare a vivere sempre al massimo senza pagare il terribile scotto pattuito: dopo trent’anni esatti dal patto che la vincolava al diavolo per sempre, Lucida tentò di ingannarlo arrampicandosi sulla Torre delle Ore di Lucca, ieri come oggi centrale nella scansione del tempo della città.

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La Torre delle Ore, nel centro di Lucca, dove pare che Lucida compì l’ultimo disperato tentativo di fuggire dal demonio (www.blog.zingarate.com)

Una volta arrivata in cima alla Torre tentando di seminare il demonio, Lucida tentò di fermare ancora una volta il tempo fermando le lancette dell’orologio, ma il diavolo fu più veloce: l’orologio della Torre battè i dodici rintocchi della mezzanotte, i trent’anni di fasti e bellezza erano passati, e il diavolo pretendeva la propria ricompensa.

Dopo quell’ultimo, disperato, inseguimento, Lucida fu trascinata via dal diavolo e, pare a bordo di una carrozza infuocata, scomparve per sempre calando a picco nel lago del Giardino Botanico della città. 

Pare che nelle notti di Luna, ancora oggi, Lucida si senta gridare forte, a bordo della carrozza dove la trascinò il diavolo, dalle parti del lago del Giardino dove, in una notte d’estate del 1643, scomparve per sempre.

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Raffigurazione di Lucida Mansi a bordo della carrozza infuocata del diavolo quella fatidica notte di Luna (www.vivendoalucca.it)

 

Link utili:

  • Sulla storia di Lucida Mansi è stato girato un episodio della serie Le leggende del cuore, per la regia di Claudio Piccolotto, sceneggiatura del regista e di Giovanni Trevisan, produzione di Mediastep Roma: ecco il link al trailer della puntata su YouTube
  • E’ disponibile anche una canzone su Lucida Mansi, scritta dal musicista Joe Natta e inserita nel progetto musicale Leggende lucchesi: ecco il videoclip girato direttamente sotto le Mura di Lucca
  • Su Lucida Mansi nel 2015 è stato girato un documentario chiamato La bella degli specchi per la regia della giovanissima lucchese Lavinia Andreini, presentato al Lucca Film Festival di quell’anno: è stato un progetto che ha coinvolto molti altri giovani artisti ed ha mostrato molti luoghi della città. Ecco il trailer del progetto su Vimeo

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