DONUTS DAY: la festa delle ciambelline fritte

New York, 2017. La prima volta nella Grande Mela inebria come poche esperienze. Era Marzo, nevicava fortissimo. Scarpe fradicie. La statua di Balto. Il Natual Science museum. Un sorriso a 42 denti. Perché, quando sei in una città nuova, enorme come New York, con un appena formato gruppo di amici, nemmeno mucchi di neve fermano la tua volontà di esplorazione. Ma l`ora di pranzo arriva anche a Manhattan, e un gruppo di diciassettenni difficilmente può permettersi i prezzi standard della zona. Dunque, decidiamo di infilarci in un microscopico negozio che a malapena ha posto per ospitarci tutti. Si chiama Dunkin` Donuts. Ha l`aria di essere una multinazionale, ma i prezzi sono davvero ridotti. Così, il mondo delle ciambelle di Homer Simpson si apre davanti a noi.

Certo, chi non conosce i Donuts? Tra film, cartoni animati e canzoni, possono essere trovati davvero ovunque. Ma, nella realtà, in Italia pochi li consumano davvero. Sono quella schifezza che si trova a Gardaland e nei parchi acquatici, spesso sovraprezzata, e poco più. Belle a vedersi nelle vetrine, ma osservate con diffidenza e comprate piuttosto poco. Ma, negli ultimi anni, la loro diffusione sta avendo una rapida impennata anche in Europa.

download-1 Donuts: una piacevole scoperta firmata USA!
Donuts!

Proviamo a percorrere insieme la storia di queste ciambelle fritte.

L`origine di questo dolce è nordamericano, statunitense molto probabilmente, o forse canadese, anche se, già da fine `800, in maniera più o meno massiccia si sono diffusi in tutto il mondo. La ricetta originale, quella ottocentesca, è leggermente diversa da quella originale, primo fra tutti, manca il caratteristico buco al centro! Anche se, va detto, anche oggi esistono donuts senza buchi, una sorta di krapfen tedesco ripieno di creme variegate: cioccolato, crema, pistacchio, caffè, panna, addirittura Kit Kat!

Il richiamo alla cultura tedesca non è casuale: infatti, c`è chi dice che i donuts abbiano radici che affondano nel cultura nordeuropea, e in particolare olandese e tedesca. La loro diffusione, dagli anni `50 del `900, ha avuto un rapido incremento, grazie alla diffusione di catene come la già citata Dunkin` Donuts.

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La glassatura tipica dei donuts, molto colorata.

Ad oggi, non esistono soltanto i donuts dolci…

…anche se, con la loro glassatura precisa, varia e nella maggior parte dei casi, stupenda a vedersi, rimangono la variabile più diffusa e apprezzata. Si stanno diffondendo anche ciambelle salate, ripiene di prosciutto, formaggio, uova, e tutto quello che potreste pensare dentro a un classico panino. Una variante che può piacere o non piacere, ma che è tipicamente americana e può salvare tutti i backpackers che si muovono negli States in economia. Sì, perché il costo di queste ciambelle fritte è davvero limitato.

A questo punto, sono certa che qualcuno si starà chiedendo la differenza tra Donuts e Doughnuts. Ebbene, sono esattamente la stessa cosa. Semplicemente, Donuts è una grafia abbreviata, diffusasi dopo la riforma dello spelling di Benjamin Franklin e Noah Webster.

Per quanto riguarda gli ingredienti, troviamo farina, lievito, latte, zucchero, uova, burro, vaniglia e sale, il tutto fritto e glassato. Chiaramente, questo nella versione casalinga: ciascun negozio ha la sua versione e i suoi ingredienti segreti!

donuts-di-pizza-soffici-8-320x213 Donuts: una piacevole scoperta firmata USA!
Donuts salati, sempre più diffusi.

Oggi, primo giugno, l’America festeggia questo dolce con il Donuts Day. Quindi, se li amate, è il giorno giusto per abbuffarsi senza troppi sensi di colpa (l`estate è vicina e i donuts non sono esattamente dietetici, ma potete rimediare domani!). Se invece non li conoscete, uscite e cercate un negozio che li venda: una volta superato il pregiudizio dell`”americanata”, vedrete che vi conquisteranno! Anche io non ero convinta, quel giorno dello scorso anno, a New York. Ma oggi, ogni volta che vado in una città nuova, a un Donut non posso dire di no.

 

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