Arabia Saudita, il principe annuncia: “Velo nero non obbligatorio per le donne”

Arabia Saudita, il principe annuncia: “Velo nero non obbligatorio per le donne”

“Le donne potranno scegliere liberamente cosa indossare”.

Cade l’obbligo per le donne dell’Arabia Saudita di indossare l’abaya, il tradizionale abito nero che copre tutto il corpo. Un altro tabù abbattuto, come ha annunciato il principe ereditario Mohammed bin Salman in un’intervista rilasciata all’emittente CBS, in cui ha annunciato che le donne che non indosseranno il velo nero non potranno più essere arrestate dalla polizia religiosa.
Nonostante la Sharia sia chiara affermando che le donne hanno il dovere di indossare abiti rispettosi e pudici come gli uomini, non specifica se debba essere un abaya nero, un abito nero o un velo nero; per questo “la decisione spetterà interamente a loro“.


Un altro passo di apertura nei confronti delle donne da parte del principe che aveva già avuto l’iniziativa di consentire alle donne di aprire un’attività economica o di guidare senza dover chiedere il consenso
 da parte di un parente di sesso maschile. Queste restrizioni infatti limitavano moltissimo la partecipazione delle donne alla vita pubblica e al lavoro.
Come ricorda Mohammed bin Salman, nella foto, gli obblighi sul modo di vestirsi e di indossare il velo da parte delle donne, avvennero dopo il 1979. “Questa non è la vera Arabia Saudita, prima avevamo una vita normale, come tutti gli altri Paesi del Golfo. Le donne potevano guidare e lavoravano ovunque. C’erano i cinema.” Con una serie di riforme, ora le donne hanno nuovi diritti, possono assistere a concerti ed eventi sportivi.
“Abbiamo estremisti che proibiscono agli uomini e alle donne di amalgamarsi e non riescono a distinguere la differenza tra un uomo e una donna insieme e il loro stare accanto in un posto di lavoro. Molte di queste idee contraddicono lo stile di vita che c’era al tempo del Profeta e dei califfi. Quello deve essere il vero modello ed esempio da seguire”.

Vision 2030

La serie di iniziative di apertura nei confronti delle donne fa parte di un piano di riforme ribattezzato “Vision 2030”, che ha come principali pilastri quelli di: affermare lo status del Regno come cuore del mondo arabo e islamico, portare il Paese a diventare un motore globale di investimento, e trasformare la posizione strategica dell’Arabia Saudita in un centro capace di collegare l’Asia, l’Africa e l’Europa.
Inoltre, la Vision 2030 costituisce anche un piano economico post-petrolifero, con lo scopo di incrementare le esportazioni non petrolifere e di creare posti di lavoro (entro il 2030 il tasso di disoccupazione dovrà essere ridotto dall’11,6% al 7%). L’anno scorso, i ricavi non provenienti dal petrolio sono aumentati del 30%.
Tra gli obiettivi culturali del progetto, c’è quello di edificare un museo islamico all’avanguardia che costituirà un importante punto di riferimento per i cittadini sauditi; e la creazione di una biblioteca internazionale e un centro di ricerca, poiché i siti sauditi registrati come patrimonio dell’UNESCO dovrebbero raddoppiare nei prossimi cinque anni.
Grazie alle sue risorse naturali, lo scopo è quello di raggiungere la sostenibilità ambientale, aumentando l’efficienza della gestione dei rifiuti, con progetti di riciclaggio, e la lotta contro la desertificazione, promuovendo l’utilizzo delle risorse idriche, attraverso l’uso di acqua trattata e rinnovabile.

 

FONTI

https://www.cbsnews.com/news/saudi-crown-prince-talks-to-60-minutes/

http://www.arabia-saudita.it/page.php?id=227

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