Heathens – A Twenty-one Pilots chronicle

Perchè sei venuto, sapevi che saresti dovuto restare […], ho provato ad avvisarti di stare alla larga, ed ora sono qui fuori pronti a catturarti, sembra che sarai uno di noi”

Heathens


Conosciuti dai più per Stressed Out, qualcuno li ha ascoltati in maniera ossessiva per mesi senza nemmeno capire chi fossero, qualcuno li ha definiti “profeti moderni”, qualcuno ha fatto dei loro testi una filosofia di vita. Sono i Twenty One Pilots, la band che è passata in quasi sei anni anni, da esordiente a fautori di un genere diverso, fatto di filosofia e psicologia letta fra le righe, di sound mixati egregiamente tra hard rock e rap.

I ragazzi dell’Ohio sono passati non con pochi sacrifici dal consegnare porta a porta i volantini delle loro esibizioni nei vari locali a gruppo più gettonato prima nel loro paese e poi nel resto del mondo.

E’ difficile ancora oggi identificarli in un genere ben preciso, ma sicuramente è possibile classificare i loro testi tra i più malinconiici degli ultimi anni. Un climax ascendente e discendente di emozioni ogni volta che si ascolta Ride od, appunto Heathens. Ascoltando una loro canzone non si può fare altro che lasciarsi travolgere e aspettare la fine per riflettere perchè, realmente, ogni testo, rappresenta una situazione vissuta da ognuno di noi.

L’altro giorno ero a lavoro, impegnata nelle solite routine del turno mattutino. Ero distratta, come quando si compiono quei soliti gesti, già ben cadenzati, già compiuti troppe volte per temere di sbagliare e ad un’tratto è partito il brano considerato dalla maggior parte dei fans il più enigmatico della band. Heathens fu annunciato dal duo nel 2016 attraverso un codice morse dalla traduzione “take it slow” (un verso del brano). Il brano, inserito nella tracklist del film Suicide Squad ispirato alla DC Comics, mantiene, come tutti i loro brani, un valo di malinconia e tragicità, lasciando intendere, quasi, uno sfogo della parte più cupa della propria anima.

Il video, ambientato in una prigione di massima sicurezza dove è stato condotto Tyler Joseph, che ha le visioni del batterista Josh Dun mentre si sposta tra le celle, è stato premiato come “miglior video rock” agli MTV Awards nel 2016.

Questo testo, in particolare, si rivolge ai loro “frens” (slang utilizzato dal gruppo per chiamare i propri fans, da loro considerati amici, appunto, “friends”), invitandoli a comprendere i significati della loro musica e dei loro testi, per diventare uno di loro.

Sicuramente i loro testi sono racchiusi da un velo di depressione, insicurezza e tristezza, e, chi si rispecchia in questi sentimenti, fa parte della loro clique (termine usato per identificare il gruppo dei loro fan). Soffermandosi in maniera ancor più approfondita al reale senso delle loro parole, però, ancor più semplice da comprendere è il senso di speranza e di rinascita che cercano di far percepire in maniera molto forte. Una sorta di “arcobaleno dopo la burrasca della propria anima”.

E di insicurezza si parla anche in Blurryface, il personaggio che le rappresenta “fisicamente”, perchè, “è più facile vederle per quello che sono e combatterle se hanno un nome ed un volto”- ha affermato Tyler in una intervista rilasciata per Musicattitude.

In Blurryface le tematiche trattate si rinnovano, e si parla finalmente anche d’amore, decidendo di mettere a nudo tutte le emozioni ed i sentimenti provati nel corso della loro vita, con sincerità e trasparenza. Ed è Blurryface che Josh cerca di richiamare quando nei live dipinge gli occhi di rosso.

Twenty One Pilots l’Occulto: simbologia.

Spesso si è parlato dei TOP inserendoli in un contesto esoterico, già a partire dalla scelta di Tyler di ricoprire di pittura nera le zone del suo corpo che lo hanno reso famoso: la gola e le mani, dimostrando la sua insicurezza, i suoi dubbi, e ragionando sulla rappresentazione di Blurryface con lenti a contatto rosse ed occhi rossi. Si è parlato di una sorta di sdoppiamento e di “possessione” quasi. Blurryface appare nei momenti di insicurezza e pervade il corpo del musicista, senza se e senza ma. Il personaggio è presente nella stragrande maggioranza dei loro testi, come un’ombra che aleggia nelle loro melodie, nei loro spartiti, e che si aggira sul loro palco durante i live.

In Heavydirtysoul, appare il verso

Gangsters don’t cry, Therefore I’m Mr. Misty-eyed, therefore I’m”

i Gangsters non piangono. Quindi io sono il Signor Occhi-Lacrimenti, quindi io sono.”

Significati reconditi, simbologia, i Twenty One Pilots sono un gruppo consapevole di poter rappresentare con la propria musica il primo gruppo musicale di “Profeti 2.0”, o realmente i loro testi sono semplicemente il frutto delle esperienze di vita dei giovani dell’Ohio?