Esce nelle sale “Ready Player One”: il film di Spielberg che ci ricorda gli anni ’80 e ’90

Dopo il racconto giornalistico di “The Post”, Steven Spielberg torna col nuovo “Ready Player One”, storia fantascientifica-distopica che strizza l’occhio agli anni ’80 e ’90

 

ready player one

 

Nelle sale arriva l’ultima fatica di uno dei registi più poliedrici dei nostri tempi: dal 28 marzo troviamo Ready Player One di Steven Spielberg.

Dopo lo scandalo dei Pentagon Papers raccontato in The Post, Spielberg torna al genere fantascientifico con la trasposizione del romanzo omonimo di Ernest Cline.
Il titolo originale dell’opera, Ready Player One, rimanda alla schermata classica dei primi videogiochi degli anni Ottanta.

ready player one

Prima di finire nelle mani di Spielberg, la pellicola era stata proposta a Christopher Nolan, Robert Zemeckis, Matthew Vaughn, Edgar Wright e Peter Jackson, senza trovare un regista.

Nel film si racconta di una rappresentazione distopica immersa nella realtà virtuale. Nel 2045 la Terra è diventata un luogo inquinato, colpito da guerre, povertà e crisi energetiche. Molti degli abitanti sono in gravi condizioni di povertà e vivono in condizioni precarie.
L’unica evasione da questo mondo è OASIS, un nostalgico mondo virtuale creato dal milionario James Donovan Halliday, interpretato dal premio Oscar Mark Rylance, che rimanda ai gloriosi anni Ottanta e Novanta. Si tratta di un universo popolare in cui, mettendo semplicemente un visore, si può diventare chiunque e fare qualsiasi cosa, come combattere, ballare, conoscere altre persone.
OASIS conta milioni di login al giorno, trattandosi dell’unica distrazione da una vita sulla Terra che sta cadendo a pezzi.

All’improvviso arriva la notizia della morte di Halliday e insieme un’ultima sfida: chi avrebbe trovato, all’interno di OASIS, un oggetto, un cosiddetto easter egg (contenuto che i progettisti inseriscono all’interno del gioco), avrebbe ereditato 500 miliardi di dollari ed il controllo di OASIS.
Così, l’ultimo messaggio del miliardario da il via ad una caccia al tesoro per ereditare il controllo di OASIS, ma anche del mondo.
Protagonista dell’avventura è Wade, interpretato dal giovane Tye Sheridan, da sempre affascinato da quella realtà virtuale, che considera l’unica distrazione dalla fine preannunciata della Terra. Attraverso il suo avatar Parzival proverà ad aggiudicarsi il premio, ma non è il solo a volere il premio e si scontrerà con migliaia di concorrenti senza scrupoli.

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Il film si contraddistingue per una colonna sonora ricca di musiche appartenenti agli anni Ottanta e Novanta, curata da Alan Silvestri. Nel film sono molti i pezzi musicali appartenenti agli anni Ottanta, come “Jump” dei Van Halen (che si sente in sottofondo anche nel trailer), ma troviamo anche pezzi di Blondie, Bruce Springsteen e degli A-ah.

Ma soprattutto si contraddistingue per un ricco citazionismo di opere ludiche e cinematografiche di quegli anni. L’elemento curioso del film è che cita anche diverse opere dello stesso Spielberg, come Jurassic Park, creando quasi un paradosso.
Molte delle opere citate appartengono all’opera letteraria di Tolkien, Il Signore degli anelli, ma anche ai film di Mad Max, Ritorno al futuro (appare la gloriosa DeLorean, guidata proprio dal protagonista), Freddy Krueger ed il Gigante di Ferro (che appare negli ultimi frame del trailer).

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Sicuramente si tratta di un film che manderà in brodo di giuggiole gli amanti dei videogiochi e dei film anni Ottanta, ma che potrebbe avvicinare anche ad un pubblico più giovane a personaggi videoludici e cinematografici “vecchio stampo”.
Durante la visione sarà divertente riconoscere elementi, più o meno nascosti, ma sarà difficile, se non impossibile riconoscere tutti gli easter eggs. Il sito IMDb ha raccolto almeno 40 film citati.
Il tutto è condito da bellissimi effetti speciali, rendendo il film sicuramente “imperdibile” da vedere al cinema.

film

Il nuovo film di Spielberg potrebbe essere considerato un film “da nerd” e forse lo è. Ma non possiamo fare altro che ricollegarlo al filone del “revival degli anni Ottanta e Novanta” presente negli ultimi anni in serie tv e film.
Basti pensare al grande successo di Stranger Things, serie di Netflix, completamente ambientato negli Ottanta o a Everything sucks, sempre di Netflix, ambientato tra i banchi di scuola negli anni Novanta.

Stranger Things
Stranger Things

Si tratta forse di una moda che guarda con malinconia agli anni passati? O le precedenti decadi suscitano in noi ancora così tante emozioni, perché le abbiamo vissute?

In qualunque caso, andate a vedere il nuovo film di Spielberg, “Ready player one”, prendete un cestino di pop corn e cercate d’indovinare tutte le citazioni inserite in un grande film che ci riporta alla memoria gli eroi con cui siamo cresciuti.

Qui il trailer del film:

 

 

Fonti immagini: 

La Stampa

Pentagram

Daily Express

Coming Soon

Ign Italia

Indie Wire