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Assorbenti interni: quali scegliere e come utilizzarli

Gli assorbenti interni sono sempre più popolari, perché a differenza di quelli esterni riescono ad offrire numerosi vantaggi e sono decisamente più discreti. Perfetti quando si va al mare o per coloro che praticano discipline sportive come il nuoto, gli assorbenti interni sono ormai talmente diffusi che moltissime donne li utilizzano sempre, al posto di quelli tradizionali.

Bisogna però prestare attenzione, perché in commercio si trovano moltissime tipologie di assorbenti interni e non sono di certo tutte uguali. Quello che cambia è infatti il materiale con il quale sono realizzati, oltre ad altri dettagli che fanno una grande differenza, sia per quanto riguarda il comfort che la sicurezza. Vediamo insieme quello che conviene sapere sugli assorbenti interni: quali scegliere, come utilizzarli e ogni quanto cambiarli per evitare inutili rischi.

Assorbenti interni: quali sono i migliori

Come abbiamo accennato, gli assorbenti interni non sono tutti uguali ed una delle caratteristiche più importanti da controllare è il materiale con cui sono realizzati. La vagina infatti è una parte intima molto delicata e non è raro che gli assorbenti interni, soprattutto se di scarsa qualità, favoriscano l’insorgere di irritazioni o peggio ancora infezioni. Così come accade con gli slip dunque, anche nel caso degli assorbenti conviene sempre scegliere quelli in cotone: un tessuto ipoallergenico, che favorisce la traspirazione e previene spiacevoli disturbi. Meglio ancora se sono arricchiti con sostanze ad azione lenitiva ed antibatterica, come gli assorbenti in puro cotone Saugella che contengono estratto di Thymus vulgaris e di Calendula.

Come applicare gli assorbenti interni

Molte donne temono che gli assorbenti interni siano dolorosi, ma non è affatto così: se si indossano nel modo corretto non ci si accorge nemmeno di averli e non provocano neanche il minimo fastidio. Bisogna però imparare ad applicarli correttamente, perché il loro comfort dipende proprio da questo: è per tale ragione che le prime volte capita che l’assorbente sia doloroso o comunque fastidioso. Per essere certe di non sbagliare, bisogna cercare di spingerlo il più in profondità possibile, sempre ricordando di far fuoriuscire il cordoncino dalla vagina.

In commercio si trovano assorbenti interni dotati anche di un applicatore, che dovrebbe facilitarne l’inserimento. In realtà, molte donne si trovano meglio con quelli tradizionali: si tratta dunque di un fattore del tutto soggettivo.

Come rimuovere l’assorbente interno

Rimuovere l’assorbente interno è davvero semplicissimo, perché è sufficiente tirare con delicatezza il cordoncino che rimane fuori dalla vagina. Non bisogna spaventarsi: è normale che le dimensioni dell’assorbente siano superiori quando lo si toglie, in quanto tende a gonfiarsi all’interno della vagina. Ricordate invece sempre che i tamponi non devono essere gettati del WC, a meno che non siano biodegradabili.

Quando cambiare l’assorbente interno

Gli assorbenti interni devono essere cambiati con una certa frequenza per evitare il rischio di irritazioni o infezioni dovute ad un’eccessiva proliferazione batterica. In linea generale è consigliabile sostituire il tampone ogni 4 ore, ma l’importante è non superare mai le 8 ore consecutive con lo stesso assorbente interno. In particolari situazioni è poi necessario cambiarlo più frequentemente: se per esempio si fa il bagno in mare, una volta uscite è meglio sostituire il tampone perché potrebbe essersi impregnato di acqua.

Va precisato inoltre che per quanto possano risultare comodi, è sconsigliato l’utilizzo degli assorbenti interni durante la notte. Conviene sempre optare per i tradizionali, privilegiando quelli in cotone che facilitano la traspirazione della pelle e prevengono irritazioni ed altre problematiche.

Assorbenti interni: controindicazioni e rischi

Se utilizzati nel modo corretto e cambiati di frequente, gli assorbenti interni non comportano alcun rischio. Bisogna però ricordare che sono controindicati in situazioni particolari, come per esempio nel caso di infezioni o infiammazioni vaginali in atto.

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