25 Ottobre 2020

Il principe azzurro esiste? A 20 anni lo cerchi, a 30 capisci che sei tu

Da piccole passavamo ore guardando le meravigliose principesse Disney, che facevano torte, vestiti, andavano nei boschi da sole, e venivano sempre salvate da principi su un cavallo bianco.

Pensavamo fosse semplice: esci, lo incontri, la tua bellezza lo stravolge e vissero per sempre felici e contenti. L’amara realtà è che o sono finiti i principi e abbondano i rospi, o ci è sfuggita qualche regola fondamentale delle principesse.

Passiamo il tempo fino a 25-30 anni, a renderci belle per i possibili principi, ci crediamo, investiamo in questa idea e ci mettiamo tutto il nostro impegno. Ma salvo alcune rare fortunate, che incontrano l’amore molto presto, per noi altre è un susseguirsi di casi umani.

Quello che va per la maggiore? Il tipo appena uscito da una storia importante, che non se la sente di iniziarne un’altra, per cui sei speciale ma non vuole ferirti. Bellissime parole, ma per la prima che gli sventola attributi femminili sotto il naso, è pronto a giurare amore eterno.

Altro caso umano: l’ex compagno per cui avevi una cotta stratosferica si palesa sui social e ti chiede di uscire. Per favore digli di no. Esperienze parlano di: ex compagno di scuola fidanzato, a cui lo fai notare, e ti risponde “ma lei mica lo deve sapere”; oppure non è fidanzato, decidi di uscirci e ti ritrovi di fronte ad un vago ricordo del ragazzo che ti piaceva. Comunque vada delusione su tutta la linea.

Evitate come la peste i Ted Mosby. Chi sono? Quelli che dopo un caffè preso in un bar, in cui siete state solo gentili ed educate senza manifestare particolari interessi, si dichiara perdutamente innamorato di voi. Fidatevi non c’è nulla di romantico. Nulla di principesco.

Arriviamo così ai 30 anni, sole, pensando di aver fallito in qualcosa perché la società ci dice che alla nostra età dovremmo già essere sposate e con figli.

Passato il primo momento di sconforto, ci rendiamo conto della fortuna che abbiamo avuto: non ci siamo accontentate del primo che ci faceva due moine, abbiano preteso di più, abbiamo cercato un modello che non esiste, e abbiamo trovato noi stesse.

Si perché a 30 anni trovi te stessa, o almeno inizi a vederne i tratti. Non speri più nel principe che viene a salvarti, ma vivi la tua vita alla grande. Hai le tua abitudini, le tue idee, e non hai voglia di cambiarle.

Questo non significa che non si cerchi più l’amore, ma lo si fa in modo diverso. Non siamo più disposte a correre verso il principe: hai il cavallo? usalo, mica possiamo fare tutto noi.

Oggi scegliamo di avere un uomo accanto, e lo scegliamo bene. Se vogliamo viaggiare lo facciamo da sole, se vogliamo figli le possibilità per averne senza un compagno sono molte, siamo indipendenti e forti, senza rinunciare alla nostra femminilità.

A 30 anni inizi a vederti anche bella, a riconoscerti dei pregi, ti senti un tantino più sicura di te (non troppo, sennò ci si abitua), hai un tuo stile, inizi a capire cosa ti piace e a crearti un tuo spazio nel mondo.

Non cresci, perché noi 30enni di oggi siamo bambine dentro, cresciute a metà tra vecchie tradizioni e moderne tecnologie. Da adolescenti passavamo ore al telefono a parlare del nulla con le amiche, ora lo facciamo su WhatsApp. Stalkeravamo i ragazzi dalle cabine telefoniche, ora via facebook (più comodo e più veritiero).

Ci dicono che siamo strane perché rincorriamo i nostri sogni, spesso non veniamo capite e veniamo giudicate, ma il bello è che andiamo avanti a testa alta. Ammaccate a volte, arrabbiate altre, ma capendo finalmente che il nostro vero principe azzurro siamo noi.

Nessuna mela da completare, nessuna metà, solo noi. Intere, imperfette, con mille complessi, ma più forti che mai. Alla conquista del mondo. Tremate, perché non ci ferma nulla, nemmeno i tacchi sempre più alti. Al massimo conquisteremo il mondo scalze.

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