Negli ultimi giorni nel panorama musicale italiano impazza la querelle musicale che vede coinvolti Gianluca Grignani e Laura Pausini riguardante “La mia storia tra le dita”, celebre brano del cantautore milanese, e che sta mettendo in mezzo anche le rispettive case discografiche; tuttavia, non è la prima, e non sarà di certo neanche l’ultima: le querelle musicali hanno infatti nel tempo scosso l’industria discografica, talvolta trasformandosi in vere e proprie battaglie legali che hanno coinvolto star internazionali, milioni di dollari e, talvolta, sentenze capaci di cambiare la storia della musica.
Accuse di plagio, diritti d’autore contestati e dispute sui marchi hanno animato le cronache, attirando l’attenzione non solo dei fan ma anche dei media di tutto il mondo.
Querelle musicali: le 5 più famose di sempre
Beatles contro Apple: quando la musica incontra la tecnologia

Quando si parla di “Apple” si pensa immediatamente a Steve Jobs e all’enorme impero tecnologico che ha fondato, ma forse in pochi sanno che questo nome così semplice, è stato oggetto di una disputa con una delle band simbolo della storia musicale britannica, i Beatles, e in particolare con la loro società, la Apple Corps.
Una disputa iniziata negli anni ‘70, quando quest’ultima fece causa alla Apple Computer per l’uso del marchio “Apple”, e che risolse con un accordo di non invasione reciproca nei rispettivi business. Una tregua che venne “violata” nel 2007 con l’avvento di Apple Music e l’arrivo di iTunes e iPod, ma alla fine venne raggiunto l’accordo definitivo, che ha permesso alla Apple l’utilizzo del nome anche nel contesto dei prodotti e servizi musicali, pur mantenendo la separazione tra i due settori.
George Harrison e “My Sweet Lord”: il plagio inconscio

Un altro noto caso di plagio, stavolta prettamente musicale, riguarda sempre i Beatles, in particolare uno di loro, George Harrison, che nel 1970 pubblicò uno dei brani più celebri della sua carriera solista “My Sweet Lord”.
Un capolavoro musicale, che però ai buoni intenditori parve molto, fin troppo simile a “He’s So Fine”, brano delle Chiffons di qualche anno prima (1962), tanto che i legali della Bright Tunes Music, casa produttrice del singolo, denunciarono l’ex Beatles, che tuttavia secondo il tribunale, venne accusato di “plagio inconscio”: non voluto, ma che comunque venne punito ed Harrison si trovò a risarcire oltre mezzo milione di dollari. Una vicenda che, proprio perché così strana, passò alla storia.
Led Zeppelin e “Stairway to Heaven”: il caso più seguito

Tra i vari casi di plagio della storia della musica, tra i più famosi vi è senza dubbio quello che riguarda i Led Zeppelin e in particolare uno dei loro brani più famosi di sempre, ossia “Stairway to Heaven”. A finire nell’occhio del ciclone il famoso riff di chitarra che apre il brano, che stando alle parole di Micheal Skidmore, amministratore del patrimonio musicale di Randy Wolfe, chitarrista degli Spirit, sarebbe stato addirittura “rubato” e che apparterebbe in realtà a “Taurus”, celebre canzone degli Spirit uscita nel 1968.
Una controversia iniziata nel 2014 con l’accusa ufficiale di plagio, e conclusasi solo nel 2020 quando la Corte Suprema ha messo un punto alla disputa legale, scagionando definitivamente Jimmy Paige e compagni.
Madonna e “Frozen”: il divieto in Belgio

Dal mondo della musica, talvolta, arrivano storie alquanto curiosa, come quella che ha coinvolto Louise Veronica Ciccone, alias Madonna, e il suo singolo “Frozen” uscito nel 1998, “reo” di assomigliare molto, forse troppo a “Ma vie fout le camp” (La mia vita è un disastro), canzone del compositore italo-belga Salvatore Acquaviva.
Un’accusa di plagio, che portò la canzone di Miss Ciccone ad essere bandita dalle radio belghe fino al 2014, quando il processo d’appello diede ragione alla cantante italo-statunitense, stabilendo come non ci fosse stato plagio.
Michael Jackson vs Quincy Jones: battaglia tra leggende

A volte basta un niente, anche una disputa su diritti d’autore a creare fratture anche tra amici e storici collaboratori: è il caso di due stelle della scena musicale, come Micheal Jackson e Quincy Jones.
La disputa legale tra Quincy Jones e gli eredi di Michael Jackson ha segnato uno dei casi più discussi dell’industria musicale.
Il leggendario produttore, che collaborò con Jackson in album storici come Thriller, Off the Wall e Bad, ha accusato la MJJ Productions di avergli negato royalties e compensi per l’utilizzo delle sue produzioni in progetti postumi, tra cui il film This Is It.
Dopo un primo risarcimento di oltre 9 milioni di dollari, la cifra è stata ridotta a circa 2,6 milioni in appello, mettendo in luce la complessità delle cause legali nel mondo della musica e il delicato equilibrio tra eredità artistica e diritti dei produttori.

