Il Giardiniere Urbano, la nuova figura del 2020

Simona Borgia ha 34 anni, vive a Novi Ligure ed è una donna come tante: ha hobby, sogni, progetti, ambizioni.

Ama la musica ed i libri, è creativa, vivace, ha occhi dolcissimi ed un sorriso contagioso.

Una donna come tante, appunto, ma con una passione particolare: quella per le piante.

Ed è proprio questa passione, così rara in un mondo tanto moderno ed “industriale”, che l’ha motivata e spinta a realizzare il suo progetto più importante: il “Giardiniere Urbano“.

Ma in cosa consiste, di preciso, questa figura? Facciamolo spiegare a lei.

Simona, raccontaci qualcosa del tuo background.

Sono originaria di Torino, ma Novi Ligure mi ha ormai adottata da tanti anni, da quando ero bambina.

Sono cresciuta in un’atmosfera tranquilla, insieme ai nonni, a mia madre ed ai libri: da piccola ero molto curiosa e sono sempre stata attratta dal mondo della natura.
Pensa che quando ero alle elementari, mio nonno ogni giorno apriva a caso un’Enciclopedia, e di quell’argomento facevo una ricerca con tanto di cartellone riassuntivo… A pensarci bene, forse sapevo molte più cose da bambina rispetto ad ora! (ride)
Con l’arrivo dell’adolescenza, ho iniziato ad appassionarmi alla musica, soprattutto quella reggae ed hip hop: frequentavo assiduamente concerti e festival, ero una presenza fissa sotto tantissimi palchi.
Ero anche molto idealista (lo sono ancora, ma con diversi obiettivi), il mio sogno era quello di “salvare il mondo”: mi sono iscritta a Giurisprudenza, mi sono persino trasferita a Genova, ma non ho mai concluso il mio percorso.
Sono sempre stata una persona solare, ma abbastanza introversa: faccio fatica ancora adesso a creare legami e, all’epoca, appena trasferita in una città tutto sommato sconosciuta, la fiducia in me stessa non era proprio ai massimi livelli.
Poi però, conobbi una ragazza, Stefania: lei mi convinse a passare “dall’altra parte del palco”. Di lì a poco, acquistai due giradischi a cinghia, un mixer, un paio di cuffie e una trentina di 45 giri.
Un’attrezzatura abbastanza rudimentale a dir la verità, ma a me bastava.
Abbiamo iniziato a fare le dj a Genova, ci facevamo chiamare SensiStar e per dieci anni ci siamo esibite in tutta Italia, e persino all’estero.
Ho avuto la fortuna di condividere il palco con i migliori artisti reggae e hip hop internazionali, fino ad affiancare Dj Gruff in un suo tour.
Ho avuto la fortuna di conoscere persone fantastiche, che mi hanno insegnato tanto, nel bene e nel male.
Ma la vita, si sa, è imprevedibile, ed i piani possono cambiare da un momento all’altro.
Dopo aver macinato chilometri per anni, cuffie al collo e giradischi a portata di mano, ho deciso di tornare a casa, nella mia piccola cittadina.
Quella vita frenetica, per tanti motivi aveva iniziato a non darmi più soddisfazione e felicità.
Avevo bisogno di un cambiamento, ma nella mia testa risuonava la voce dello Stregatto (sono sempre stata una fanatica di Alice nel paese delle Meraviglie):
“Poco importa la strada da prendere, se non sai dove vuoi andare!”.

Sono tornata a casa, in attesa di vedere cosa mi avrebbe portato il vento.

E non ho dovuto attendere molto.
Mia madre, poco dopo Natale, ha visto un negozio di fiori in vendita.

“Perché non lo compriamo, e iniziamo a lavorare insieme?”, mi ha detto.

Ed ecco che sei anni fa è nato “Gemma fiori e…“, e la mia strada si è fatta ogni giorno più chiara.
Avevo una nuova passione: quella per le piante, quelle da interno soprattutto.
I giradischi sono rimasti, certo, ma la musica del vinile adesso mi fa compagnia solo a casa, mentre studio, leggo e mi prendo cura delle mie nuove amiche verdi.
Il Giardiniere Urbano è nato così.

Chi è il “Giardiniere Urbano”? Spiegaci com’è nata questa figura.

Sono cresciuta tra le piante da interno: mia nonna Gemma ne aveva tante, bellissime! I grandi vasi in salotto, i terrazzi sempre rigogliosi, le piante verdi disposte qua e là.

Ogni angolo era verde e aveva il sapore di “casa“.

Crescendo ho iniziato anche io a sentire l’esigenza di trasformare il mio appartamento in una “casa”, ma ho scoperto che il pollice verde, ahimè, non è ereditario.

Prima del negozio avevo quasi rinunciato nel mio intento. Poi ho iniziato a conoscere meglio queste creature, a studiarle, a viverle e la soddisfazione è stata enorme.

Pian piano i clienti del negozio hanno iniziato a chiedere consigli, a portare in cura “pazienti botanici” e da questa esigenza è nata l’idea del “giardiniere urbano“: una figura che ti consiglia nella scelta delle piante da interno, ti aiuta nella loro cura, ti assiste quando c’è qualche inevitabile problema e ti insegna a curare queste splendide creature all’interno della casa.

 

Perché le persone dovrebbero avvicinarsi a questo mondo “green”?

Le piante da interno, oltre a produrre ossigeno come ogni altro vegetale, sono in grado di purificare l’aria dall’inquinamento presente all’interno della nostra casa o del nostro ufficio.

Questo è, per me, il principale motivo per cui la convivenza con le piante da interno, al giorno d’oggi, può diventare una necessità primaria.
Se a questo, aggiungiamo il benessere ed il sollievo dallo stress che apporta il giardinaggio, avere uno spazio verde all’interno della casa, in cui potersi dedicare a questa attività, i motivi possono diventare davvero tantissimi.

 

Pensi che figure ed iniziative come la tua possano portare davvero ad un cambiamento positivo?

Per risponderti, mi ricollego al discorso precedente: le piante producono ossigeno e riducono l’inquinamento. Per essere
efficaci, però, devono essere presenti in grande quantità.

Se tutti ci affidassimo ad un “giardiniere urbano”, se all’interno delle nostre case iniziassimo ad avere alcune piante, ogni appartamento diventerebbe una piccola “fabbrica d’aria“.

Gli studi in questo senso sono davvero tanti e il cambiamento può partire da ognuno di noi, in modo molto più semplice di quanto si creda: queste piante, infatti, sono spesso facili da coltivare e daranno molta soddisfazione, oltre che aria buona!

In un periodo storico in cui la parola “ecologia” è diventata un imperativo, le piante da interno possono essere una piccola, prima, soluzione alla portata di tutti.

Per concludere, che progetti hai per il futuro?

Beh, di progetti ne ho davvero tanti, ma tutti ancora da definire!
Il punto che li accomuna è però la diffusione della passione e della conoscenza per questo fantastico universo verde, nella speranza che ciascuno di noi decida di iniziare una splendida convivenza con queste creature meravigliose.

Insomma, non possiamo che augurarcelo anche noi, e fare un enorme in bocca al lupo alla dolcissima Simona!

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