Quel pazzo venerdì… 23 anni dopo! – La recensione

quel pazzo venerdi
quel pazzo venerdi foto tmdb

Per la gioia dei millennials questi sono gli anni dei remake, reboot, spin-off che riprendono grandi classici dell’adolescenza anni 90/2000 e li riportano sullo schermo. Un esempio? Quel pazzo venerdì…sempre più pazzo!

Lindsay Lohan e Jamie Lee Curtis tornano nei panni di Anna e Tess, o meglio rispettivamente nei panni di Tess ed Anna, l’una nel corpo dell’altro. La novità è che questa volta, lo scambio avviene tra ben 4 persone, coinvolgendo anche Harper, figlia di Anna e la sua nemica quasi sorellastra Lily, figlia di Eric (Manny Jacinto) futuro marito di Anna ( protagonista, per la nostalgia dei millennials, di un omaggio a Dirty Dancing).

Se l’inizio sembra simile al primo film, con madri e figlie che non riescono a comprendersi appieno, finché non si scambiano realmente le proprie vite, integrare nuove persone in questo scambio generazionale, aumenta la curiosità di come potranno andare gli eventi.

Quel pazzo venerdì… versione 2025

Anna entra nei panni di sua figlia Harper, Tess nei panni della sua amica Lily. Le due donne, ritrovatesi adolescenti, ci mostrano come possa essere difficile ma al tempo stesso divertente riscoprire di essere giovani, provando emozioni sepolte dall’età adulta. Incarnano perfettamente il desiderio di voler rivivere gli anni di scuola, le fughe dalle punizioni, i primi amori con la consapevolezza degli anni addosso.

Harper (Julia Butters) e Lily (Sophia Hammons) invece, si ritrovano nelle vesti rispettivamente della madre Anna e della nonna acquisita Tess. Vivendo le giornate tra preparativi matrimoniali, tornei di tennis, e impegni lavorativi, danno sfogo a tutta la loro spensieratezza giovanile, prendendo decisioni anche incoscientemente, come invitare l’ex di Anna (Jake- Chad Michael Murray) alla cena di prova del matrimonio. Riusciranno però, in un marasma di avventure, a capire il valore di avere una sorella al proprio fianco.

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Quel pazzo venerdì si mostra nuovamente come una commedia leggera, divertente, ma questa volta c’è quel pizzico in più di maturità, dimostrato nell’importanza di dare valore al pensiero di ogni singola persona, dei suoi desideri. Ognuno dei personaggi scopre qualcosa dell’altro e questo riaggiusta gli equilibri, mostrando quanto può essere difficile adattarsi a nuove dinamiche.

Ritornano sicuramente alcuni aspetti del primo film, in primis la trama stessa, ma questi vengono rivisitati. Come quel finale, dove Harper nei panni di sua madre, avrebbe dovuto suonare al concerto, ma che risulta essere la chiave per riportare tutto in ordine.

I richiami si intravedono anche nella colonna sonora, con il tributo al pezzo Take Me Away cantato dalle Pink Slip o all’attrazione di Jake verso Tess. Tuttavia, l’idea di far sapere al pubblico che Anna e Tess ci erano già passate, mette proprio in evidenza come si sia voluto giocare con questo espediente narrativo e nell’ottica di un’analisi psicologica, ricordarci che anche in altri periodi della vita, si può arrivare a non comprendere appieno tutte le turbolenze che si vivono ogni giorno.

 

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