I pop corn erano facili da preparare e potevano essere portati e preparati ovunque, senza il bisogno di avere una cucina attrezzata. La prima macchina portatile, nasce nel 1885 per poter permettere la vendita in fiere, eventi sportivi e agli eventi popolari.Nel 1920, nonostante il divieto di introdurre nelle sale alimenti, la presenza dei venditori ambulanti di pop-corn, iniziò a convincere sempre più gli spettatori ad intrufolare gli spuntini da consumare durante la visione ed è proprio in quegli anni che partì la tradizione che resiste tutt’ora.
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Gli anni della Grande Depressione e la Seconda Guerra Mondiale

Il basso costo delle materie prime, permisero ai pop corn di poter essere venduti a prezzi economici, pur traendone profitto. Questo, fu propizio durante gli anni della Grande Depressione, quando la gente cercava prodotti a prezzi bassi per poter avere un minimo di normalità in un momento difficile.

Gli spettatori frequentavano il cinema per cinegiornali, cartoni animati e film, trascorrendo moltissimo tempo nelle sale, quindi il popped corn, il termine abbreviato nella parola di uso comune, diventò l’alimento perfetto per trascorrere quelle ore di svago. Non era, infatti, necessario l’uso di stoviglie e posate, era semplice da trasportare e consumare e, soprattutto, economico.

I teatri, quindi, iniziarono ad assumere ambulanti esterni per vendere nelle loro lobby, però, con il passare del tempo, decisero di attrezzarsi per ospitare i macchinari e vendere internamente, eliminando gli intermediari.

Nella seconda guerra mondiale, a causa delle razioni di zucchero, dolciumi come caramelle e bibite iniziarono a scarseggiare, mentre i pop corn mantennero il solito prezzo basso, consolidandosi come scelta principale per gli spettatori.

Sembrerà strano, ma al giorno d’oggi i pop-corn nei cinema sono di vitale importanza. Basti pensare che una sala cinematografica, non guadagna grazie alla vendita dei biglietti, dal momento che devono dividere i profitti con gli studios e, spesso, vengono pagati su percentuale quando si tratta di studi di grande affluenza, come la Disney.

La maggior parte dei profitti viene proprio dalla vendita degli snack. Più persone comprano bibite, caramelle e pop-corn, più si guadagna. E questo spiega anche il prezzo elevato di tutto ciò che si acquista in loco, nonostante le preparazioni siano in realtà estremamente economiche.

Con l’arrivo dell’home video e l’apertura dei servizi streaming, il pubblico è sempre più riluttante verso il cinema e ha iniziato ad organizzare casa propria in modo da creare la perfetta atmosfera, trascinando alcuni elementi tipici.

L’esperienza del teatro in casa, ha portato con sè anche il momento della preparazione dei pop-corn, in bustine pronte da scaldare in microonde, oppure facendo cuocere i chicchi di mais in padella, aspettando che questi sboccino nelle croccanti gemme bianche.

Luci basse, telefono in silenzioso e quei fantastici chicchi di granoturco scoppiato. Nonostante cambi il luogo in cui si guarda un film, l’idea di abbinare questi elementi è legata indissolubilmente e continuerà a vivere allo stesso modo.