Cambiamenti climatici e salute: 3 step per salvare il futuro

Cambiamenti climatici e salute: 3 step per salvare il futuro

Cambiamenti climatici e salute sono strettamente interdipendenti. In teoria lo sapevamo da tempo. Ma in questi ultimi due anni la consapevolezza teorica si è trasformata in realtà. Covid-19, siccità, incendi ed alluvioni ci hanno fatto toccare con mano che il fenomeno non riguarda solo i Paesi terzi come una volta si pensava. Coinvolge anche noi, quotidianamente. Sempre più ci rendiamo conto che è impossibile vivere bene in un ambiente poco salubre. Ma possiamo fare qualcosa?

Cambiamenti climatici e salute: gli elementi principali

Cambiamenti climatici e salute rientrano nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, in modo trasversale ai diversi obiettivi stabiliti. Richiedono certamente decisioni strategiche a livello politico ed economico globale. Ma, come in ogni situazione, servono azioni a livello locale. Ed è fondamentale anche il nostro comportamento quotidiano. Qualità dell’aria e sicurezza alimentare sono i principali fattori che incidono pesantemente sulla salute umana.

 

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Ambiente e salute sono interdipendenti – da Pixabay

La qualità dell’aria

L’immissione nell’atmosfera di gas serra e sostanze pericolose aumenta il rischio di malattie tumorali, respiratorie e forme allergiche. Vi è anche un rischio di alterazione sanguigna, con aumento delle malattie circolatorie. L’inquinamento, inoltre, accelera l’invecchiamento cellulare. Pelle, occhi e capelli ne risentono sfavorevolmente. Il costante aumento della temperatura facilita i malesseri da calore estivi. L’instabilità meteorologica ci mette sotto stress. Chi è meteoropatico ne soffre pesantemente, ma fisico e psiche di tutti sono comunque messi a dura prova.

La filiera alimentare

La radicalizzazione climatica danneggia pesantemente le colture agricole. Favorisce altresì lo sviluppo di malattie delle piante e di infestanti. Gli eventi meteo estremi quali siccità, grandinate e trombe d’aria ne sconvolgono ritmi e produttività. Le falde acquifere sono sovente contaminate da sostanze chimiche. Ed è ben noto il fenomeno delle plastiche nell’ecosistema marino, con le relative conseguenze. Nel nostro piccolo, abbiamo possibilità di azioni importanti per migliorare il rapporto tra cambiamenti climatici e salute.

Cambiamenti climatici e salute: il primo step

Il primo step cui fare attenzione è la gestione del cibo. In Italia lo spreco alimentare è enorme. Ogni Italiano getta più di 30 kg di cibo all’anno, e la tendenza è in aumento rispetto al 2021. Se aggiungiamo lo spreco di filiera, arriviamo ad una cifra di oltre 10 miliardi di euro. Numeri che gridano vendetta pensando a coloro che, anche nel nostro civilizzato paese, soffrono povertà, fame e malattie. Dobbiamo però pensare che produzione, packaging, trasporto e distribuzione di tutto questo cibo richiedono enormi risorse ambientali: e noi le gettiamo nella spazzatura.

 

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Spreco di cibo – da Pixabay

Come migliorare

Una ottimale gestione del cibo per migliorare il rapporto tra cambiamenti climatici e salute passa per semplici mosse. Pianificazione anticipata dei pasti e acquisti calibrati sulle nostre reali necessità. Conservazione razionale e corretta degli alimenti nel frigorifero e nella dispensa. Ma anche controllo frequente delle scadenze e riutilizzo creativo degli avanzi. Adottiamo un regime alimentare sostenibile: alimenti sani, bilanciati, non processati, stagionali ed a chilometro zero. Dieta mediterranea e dieta plant-based possono essere alcuni esempi.

Cambiamenti climatici e salute: i rifiuti

Ridurre i rifiuti è il secondo step. Pensiamo certamente alla raccolta differenziata, ma non solo. Dobbiamo ridurre globalmente ciò che si getta. Qualche esempio? Prima di gettare un oggetto, vediamo se può essere utile a qualcun altro. Per qualunque acquisto preferiamo un packaging leggero e sostenibile. Nei limiti del possibile, evitiamo prodotti monouso e monodose, e adoperiamo buste riutilizzabili per lo shopping. Fondamentale: poniamo attenzione ai detergenti per la casa. Ne usiamo tanti, troppi. Risultato? Un’enormità di contenitori in plastica da smaltire, ed una combinazione tossica di elementi chimici in casa. A parte alcune situazioni specifiche, pochissimi prodotti di origine naturale suppliscono egregiamente.

 

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Bimbi e riciclo creativo – da Pixabay

Il terzo step

Mettiamo in moto la creatività: riutilizziamo involucri e contenitori. Bottiglie di plastica, tessuti usati, contenitori e gusci delle uova, rotoli di carta igienica, bucce di frutta e verdura sono materiali preziosi. Così come bottoni, tappi di bottiglia, scatole di detersivo. Possiamo adottare tutto ciò per creare semenzai, piccoli regali, decorazioni, giochi. In genere, migliorare il rapporto tra cambiamenti climatici e salute offre risultati sul lungo periodo. In questo caso, ce ne offre di immediati. Primo, ci prendiamo un po’ di relax per i nostri hobbies. Secondo, trascorriamo tempo con i nostri figli facendo attività educative. Terzo, li abituiamo ad avere relazioni e divertimento nel mondo reale e non solo virtuale. A tutto vantaggio del loro sviluppo cognitivo e psicologico.

Conclusioni

La diffusa preoccupazione per il degradarsi del nostro pianeta deve quindi trasformarsi in azioni concrete. I buoni sentimenti sono insufficienti. Acquisti consapevoli e stili di vita più sostenibili ci aiuteranno a far sì che tra cambiamenti climatici e salute sussista un rapporto meno catastrofico per noi e per le future generazioni.

Pubblicato da Laura Daveggia

LAURA DAVEGGIA- SALUTE E BENESSERE Nasce nel 1962 a Venezia, città in cui vive. Maturità classica, laurea in fisioterapia. Da più di trent’anni lavora come fisioterapista. Tutor di tirocinio e relatrice in vari corsi e convegni, ha pubblicato diversi articoli e due libri. Amante di musica classica e lettura.

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