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Salute e Benessere
Un guardaroba plastic free: seguiamo le 6 R

Un guardaroba plastic free: seguiamo le 6 R

Un guardaroba plastic free può essere una parte importante del nostro benessere. Infatti, benessere e salute sono legati in modo inscindibile alle condizioni sia del nostro fisico, sia del nostro ambiente. Allora, perché non cominciare a rendere più salubre l’ambiente a noi più vicino, ossia la nostra casa? Ecco qualche utile indicazione.

Un guardaroba plastic free: cosa considerare

Un guardaroba plastic free è un obiettivo utile sotto vari punti di vista. Abiti e biancheria sono a diretto contatto con il nostro corpo. Vale per la biancheria che indossiamo, ma anche per la biancheria da casa. Tessuti che contengono prodotti dannosi risultano facilmente allergizzanti o irritanti. Inoltre, risultano dannosi pure per l’ambiente in generale, cosa che decisamente è meglio evitare. Per raggiungere questo obiettivo possiamo servirci delle “6 R” applicate al nostro caso. Di che si tratta?

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la nostra salute è legata a quella dell’ambiente credits pixabay

Le indicazioni internazionali

L’Agenda 2030 elenca tra gli obiettivi fondamentali consumo e produzione sostenibili, lotta al cambiamento climatico, protezione dell’ecosistema marino e terrestre. Ma anche lotta alla povertà ed alla fame. Sono situazioni che si intersecano strettamente. Dobbiamo però considerare anche un altro aspetto. Quando parliamo di inquinamento da plastica, ci viene in mente il disastro degli oceani. Ma esiste un inquinamento terrestre altrettanto pericoloso. Le microplastiche finiscono anche nei terreni coltivati, mettendo a rischio la nostra sicurezza alimentare. La FAO propone quindi un modello basato sulle 6 R: rifiutare, riprogettare, ridurre, riutilizzare, riciclare e recuperare. Tale modello è stato proposto per la filiera agroalimentare, ma possiamo provare ad applicarlo al nostro guardaroba.

Un guardaroba plastic free: riprogettare e rifiutare

Cominciamo con il riprogettare i nostri acquisti, imparando a leggere bene le etichette dei capi che intendiamo acquistare. Cotone, lino, canapa, juta, lana sono fibre naturali. Per avere un guardaroba plastic free, rifiutiamo le fibre sintetiche il più possibile. Le fibre sintetiche sono più performanti, soprattutto per alcuni capi, ma rilasciano spesso microplastiche durante il lavaggio. Attenzione soprattutto alla biancheria intima. Quante volte ci è capitato di avere un intimo in cotone, che irrita la pelle? Succede perché frequentemente gli elastici sono sintetici. Lo abbiamo visto anche in questo periodo di pandemia. Mascherine in cotone, con l’elastico sintetico che irrita dietro le orecchie.

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scegliamo tessuti naturali credits pixabay

Riciclare

Ricordiamoci che i tessuti sintetici, al contrario di quelli naturali, non permettono la traspirazione. Quindi facilitano la formazione di batteri e cattivi odori. Molte aziende stanno da tempo sperimentando la creazione di tessuti con materiali innovativi. Si tratta di materiali altrimenti destinati ai rifiuti, che vengono così riportati a nuova vita. L’esempio più noto è il riciclo della plastica per produrre biancheria. Ma esistono aziende che producono abbigliamento anche con gli scarti della produzione agrumicola, le bucce delle mele, i fondi del caffè, la canna da zucchero.

Ridurre

Un guardaroba plastic free si ottiene anche riducendo l’uso di detersivi in polvere ed adottando quelli liquidi. Quelli in polvere hanno infatti maggior effetto abrasivo sulle fibre. Riduciamo le temperature di lavaggio. Con tali accortezze diminuisce il quantitativo di fibre plastiche riversate nell’ambiente. Privilegiamo i tessuti colorati con tinture naturali: sono meno irritanti per la pelle, e meno allergizzanti.

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privilegiamo tessuti con tinture naturali credits pixabay

Un guardaroba plastic free: riutilizzare e recuperare

Riduciamo lo spreco anche nel nostro piccolo: perché eliminare un capo solo perché non è più di moda? Si può benissimo indossarlo ancora. E quando sarà rovinato abbiamo due alternative. La prima: utilizziamolo per confezionare altri indumenti, accessori, addobbi e così via, eliminando solo le parti ammalorate. Oppure, pupazzi o giochi per i bimbi. O ancora, stracci per le pulizie di casa. La seconda: conferiamolo correttamente nei rifiuti. Esistono appositi contenitori per i tessuti, che verranno avviati al riciclo come il vetro o la carta. Un guardaroba plastic free passa anche dai piccoli gesti, ed anche l’educazione dei nostri figli.

Conclusioni

Manuali e tutorial di riciclo creativo abbondano di idee originali, adatte sia a principianti sia ad esperti del bricolage. Sono attività divertenti ed utili anche per rilassarsi. Richiedono pochi attrezzi.  Sono quindi perfette per tutta la famiglia, compresi anziani e bambini. Per questi ultimi, oltretutto, stimolano la creatività e la socializzazione ben più che i devices elettronici. Anche un guardaroba plastic free contribuisce a migliorare salute ed ambiente, perché i grandi cambiamenti dipendono dai nostri comportamenti quotidiani.

 

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