Covid-19: donne e uomini reagiscono allo stesso modo?

Covid-19: donne e uomini reagiscono allo stesso modo?

 

La medicina di genere è un’area medica che attualmente si sta rivelando molto promettente. Ci aiuta a capire se e come donne e uomini reagiscono in modo differente alle malattie e perché. Ci aiuta quindi a elaborare terapie diverse, personalizzate e più efficaci. La domanda clou in questo periodo è: anche nei confronti del Covid-19 vi sono differenze tra maschi e femmine?

La medicina di genere: una risorsa per capire

La medicina di genere prescinde dai consueti stereotipi maschio/femmina politicamente corretti o scorretti. È una realtà di fatto che la fisiologia maschile e femminile siano diverse. Molte posizioni che un tempo erano basate su stereotipi culturali si stanno evolvendo, grazie al progredire delle conoscenze scientifiche. In questi due anni di pandemia, si è visto che la risposta delle donne al virus differisce da quella degli uomini. Da quando ci sono i vaccini, anche la risposta alla vaccinazione è diversa tra i due sessi.

la medicina di genere
donne e uomini reagiscono in modo diverso al covid credits pixabay

Cosa sappiamo finora

Due anni di pandemia hanno insegnato alcune cose che possiamo dare per certe. L’età avanzata e la presenza di altre malattie sono fattori di rischio maggiore. Si è visto altresì che dopo alcuni mesi dalla vaccinazione, gli anticorpi diminuiscono. Questo vale per tutti. Tuttavia, altri dati differiscono in base al sesso. I dati epidemiologici dimostrano che le percentuali di contagio sono più o meno simili tra uomini e donne. Invece, gli uomini hanno un rischio maggiore di ricovero in terapia intensiva, e la mortalità maschile è circa 1.5 volte maggiore di quella delle donne. La medicina di genere fornisce alcune spiegazioni.

Come si comporta il virus del Covid-19

Nel suo processo di infezione, il virus del Covid-19 si serve di una particolare proteina presente nell’ospite. Questa proteina ha una importante funzione protettiva su cuore, polmoni e reni, ed è maggiormente presente nelle donne rispetto agli uomini. La risposta immunitaria sembra più efficace nelle donne anziché nei maschi. La medicina di genere fornirebbe perciò una prima ipotesi sul perché le donne si ammalino meno e gli uomini muoiano di più.

La medicina di genere ed i farmaci

Le differenze nella fisiologia di uomini e donne possono spiegare anche le differenti reazioni ai farmaci. Gli studi clinici circa la medicina di genere sono ancora insufficienti. Per avere dati sicuri sono necessari grandi numeri, ma siamo sempre più indirizzati verso una medicina personalizzata. L’uso dei vaccini anti Covid-19 è recente, ciò nondimeno alcuni aspetti sono già evidenti. Uno studio interessante ha messo in luce che la risposta in termini di anticorpi è migliore nelle donne rispetto agli uomini. Si è visto che a 6 mesi dalla vaccinazione il tasso di anticorpi diminuisce, per tutti. Anche in questo caso, però, il calo degli anticorpi è minore nelle donne rispetto agli uomini.

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donne e uomini reagiscono al vaccino in modo differente credits pixabay

Il long-Covid

Tra i due sessi sono diverse anche le conseguenze della malattia. Tutti abbiamo sentito parlare di “long-Covid”. Si tratta di una situazione che può rimanere a lungo, anche per mesi, dopo la guarigione clinica. I sintomi principali sono stanchezza, dolori diffusi, difficoltà respiratoria. Ma anche un senso di “annebbiamento” mentale, disturbi del sonno ed assenza di gusto e olfatto. Il rischio di sviluppare long-Covid pare essere doppio nelle donne rispetto agli uomini. Questo vale tra i 40 ed i 50 anni, mentre dopo i 60 anni il livello di rischio è pari.

La medicina di genere nelle varie patologie

Siamo a conoscenza di molte situazioni in cui le stesse malattie colpiscono maschi e femmine in modo diverso. Un esempio tipico, l’osteoporosi. Le patologie cardiovascolari sono più frequenti nei maschi, ma aumentano nelle donne dopo la menopausa. Le malattie autoimmuni sono per la maggior parte appannaggio femminile. Le spiegazioni risiedono nei fattori genetici ed ormonali, ma si tratta di un campo in cui vi è ancora molto da approfondire.

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la medicina di genere continua a svilupparsi credits pixabay

Conclusioni

La pandemia da Covid-19 ha ulteriormente incoraggiato la già notevole tendenza alla digitalizzazione in sanità. Sono stati anche effettuati studi assai utili relativi all’allattamento da parte di “mamme covid”. Se la medicina di genere otterrà nuovi sviluppi anche grazie agli studi dovuti al Covid-19, ne beneficeremo senz’altro tutti.

 

Pubblicato da Laura Daveggia

LAURA DAVEGGIA- SALUTE E BENESSERE Nasce nel 1962 a Venezia, città in cui vive. Maturità classica, laurea in fisioterapia. Da più di trent’anni lavora come fisioterapista. Tutor di tirocinio e relatrice in vari corsi e convegni, ha pubblicato diversi articoli e due libri. Amante di musica classica e lettura.

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