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Salute e Benessere
Solo donne – il centro di maternità ad Anabah in Afghanistan

Solo donne – il centro di maternità ad Anabah in Afghanistan

Solo donne: con queste parole si potrebbe sintetizzare una straordinaria esperienza sviluppata in Afghanistan, nella Valle del Panshir. Si tratta del Centro di maternità gestito da Emergency ad Anabah. In una cultura musulmana chiusa ed integralista poteva essere una scommessa persa. Invece, è stato un successo. Proviamo a conoscerlo meglio.

Solo donne: gli ostacoli

Solo donne al lavoro, in un simile contesto, può sembrare una contraddizione. In base alla cultura locale, le donne sono sottoposte alla tutela di un parente maschio: padre, marito, fratello. Senza la sua approvazione è impossibile decidere qualunque cosa: viaggiare, lavorare, accedere all’assistenza sanitaria. Quando il Centro è stato aperto, per la popolazione locale era impensabile che le proprie donne lavorassero.  Per giunta, a contatto con personale internazionale. Il timore era quello di mettere a rischio la loro reputazione. Inoltre, per tutelare la salute della donna “non vale la pena” usare personale e risorse.

L’importanza di Anabah

Il Panshir è una zona impervia, una vallata tra i monti. Conta circa 200-300 mila abitanti. Tra i 15 ed i 50 anni, ossia in età riproduttiva, il tasso di mortalità femminile è maggiore del 50% rispetto a quello maschile. Circa l’80% dei bimbi muore nel primo anno di vita. Molte cause di tutto ciò sono eliminabili con un programma di tutela della salute materno-infantile.  Le donne musulmane rifiutano di essere visitate da personale maschile. Vivono tale esperienza come una violazione del proprio corpo, che potrebbe esporle alla condanna da parte della propria comunità. Figuriamoci se si parla di assistenza ginecologica! Ecco che un ospedale in cui ci sono solo donne, a tutti i livelli, diventa accettabile.

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assistenza ostetrica e ginecologica credits pixabay

Solo donne: assistenza e formazione

Matrimoni precoci, tasso di fertilità altissimo, mancanza di controlli sanitari, tradizione di partorire in casa: ecco le principali cause di mortalità materno-infantile. L’ospedale di Anabah è l’unica struttura specializzata e gratuita della zona. Offre assistenza prenatale, neonatale e ginecologica. Ma offre anche formazione. Nel Paese, due ragazze su tre sono impossibilitate a frequentare la scuola. Qualora abbiano accesso all’istruzione, gli spazi devono essere separati. Il Centro di maternità, in cui lavorano ed insegnano solo donne, svolge un ruolo di empowerment fondamentale. Le donne acquisiscono un proprio ruolo. E una donna istruita e competente migliora la qualità di vita della propria famiglia e del proprio villaggio.

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formazione credits pixabay

I risultati

I tabù culturali hanno rappresentato un ostacolo enorme all’inizio dell’attività. Tuttavia, nel tempo, i risultati sono stati eclatanti. Oltre 350 mila visite effettuate ed i 56 mila bimbi nati hanno convinto anche i più scettici. Ogni giorno nascono una quindicina di bimbi. Questo ospedale così strano, in cui lavorano solo donne, non è più considerato un corpo estraneo alla valle. Queste donne sono passate da eccezioni tollerate a punti fondamentali di riferimento.

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assistenza neonatale credits pixabay

Solo donne: quale futuro?

L’Afghanistan è un Paese lacerato da decenni di guerra. E’ altresì un Paese diviso, con varie etnie storicamente in conflitto tra loro. Il Panshir è da sempre la roccaforte che si oppone ai Talebani. In queste tragiche settimane del ritiro occidentale, il Panshir ha opposto una feroce resistenza all’avanzata dei Talebani. Il Centro di maternità di Anabah è una delle situazioni più a rischio. Donne che studiano, donne che lavorano, donne che si curano. Donne che decidono e dirigono. Solo donne. Lavorano velate, certo. Ma non usano il burqa. Sarebbe decisamente problematico lavorare in sala operatoria e far nascere i bambini operando sotto il burqa.

Conclusioni

Nei primi giorni del conflitto, molte donne hanno evitato di recarsi in ospedale per paura. Poi vi è stata una ripresa. Cosa succederà quando i Talebani prenderanno il Panshir? Anche i Talebani hanno diversi volti. Le comunicazioni ufficiali dei loro vertici sono rassicuranti. Mirano ad accreditarsi verso l’Occidente, per ottenere aiuti e riconoscimento. Ma le realtà locali sono assai diverse. Lo si è già visto, purtroppo, in questi giorni. Con la partenza degli occidentali, il Paese ha perduto molte competenze. La speranza, allora, è che valutino adeguatamente l’importanza del Centro di maternità per il futuro dei loro figli e, in definitiva, del loro Paese.

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