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Il mondo dentro e l’Italia fuori con Gianfranco Ferrè

Il mondo dentro e l’Italia fuori con Gianfranco Ferrè

Un viaggio in Fondazione Gianfranco Ferrè

“Preservare e promuovere Gianfranco Ferrè “: questa è la missione di Rita Airaghi che dal 2008 presiede la Fondazione Ferrè in via Tortona, 37, a Milano. Uno spazio che raccoglie disegni, bozzetti, souvenir e all’incirca tremila capi che periodicamente vengono esposti al pubblico.Qui si possono ammirare da vicino tutti i passaggi del processo creativo dell’“architetto delle forme”, come era conosciuto lo stilista per via della sua laurea in architettura conseguita al Politecnico di Milano.

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The web coffee- visita in Fondazione Ferrè

Gianfranco Ferrè – i primi passi nella fondazione

Il primo step è l’ispirazione. Gianfranco Ferrè si è sempre addentrato e lasciato affascinare da culture lontane da quella italiana non solo grazie ai viaggi fisici come quello in India del 1973, ma anche semplicemente dallo studio di queste attraverso libri e documentari.

L’influenza dai mondi lontani non si intuisce facilmente. Essa è nello scambio di abilità e nello studio delle materie prime e delle tecniche tradizionali dei vari paesi a cui egli apportava innovazioni industriali e che integrava nelle sue collezioni.

Il secondo passaggio è sicuramente dato dai bozzetti che racchiudono l’animo carico di contrasti di Gianfranco Ferrè, punto di incontro tra creatività e tecnica. Da questi emerge da un lato il disegno emozionale che rappresenta la magia desiderata dal capo, dall’altro vi è invece il disegno tecnico con indicazioni precise dirette ai modellisti e i pattern in allegato. La donna di Ferrè è senza testa ed in movimento, per sottolineare il lavoro sulle forme. L’unica traccia di femminilità è rappresentata dall’abbozzo di un orecchino.

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Bozzetti di Gianfranco Ferrè

Il terzo passaggio è il capo realizzato ed esposto. Tra i vari abiti sui manichini, si scorge una camicia, da sempre emblema di Ferrè. “Mi piace pensare che la camicia bianca sia un termine di uso universale. Che ognuno però, può pronunciare come vuole” diceva l’architetto stilista (in Gnoli, 2011b, p.106).

La fondazione Ferrè- cosa c’è dietro il lavoro di Gianfranco

La visita in Fondazione non si limita al Ferrè creativo. Lo staff che lavora all’interno è composto dagli storici collaboratori, familiari ed addetti stampa dello stilista di cui raccontano il lato più umano, che difficilmente si evince dai libri di testo. Gianfranco era un uomo timido e discreto, per questo all’apparenza poteva sembrare burbero. “Il successo rimane fuori dalla porta di casa” ripeteva spesso.

La sua passione erano i viaggi e i giovani, nel cui talento credeva fermamente tanto da partecipare alla creazione della Domus Academy nel 1983 e a delle lezioni al Politecnico. Il venerdì prima della sua morte avvenuta il 17 giugno del 2017, racconta Giorgio Re, addetto stampa della maison, aveva voluto che venisse una modella con indosso un abito dell’ultima collezione. Non appena ella entrò, Ferrè esortò subito gli studenti a toccare e sentire la stoffa, in maniera pragmatica e concisa.

Degna conclusione di questo viaggio all’interno del mondo firmato Ferrè, simbolo dell’Italia all’estero con Dior ma promotore delle culture altrui all’interno del bel Paese.

 

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