Pregnancy brain: 2 opinioni diverse

Pregnancy brain: 2 opinioni diverse

 

Pregnancy brain: esiste davvero? Come molti altri passaggi nella vita di una donna, anche questa è una situazione controversa. Per lo più, vi sono due posizioni, che lo interpretano in modo totalmente differente. Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta e come inquadrare questo fenomeno.

Pregnancy brain: di cosa si tratta

Pregnancy brain è un termine che indica un insieme di sintomi che si verificano durante la gravidanza. Affaticabilità, difficoltà di concentrazione, perdita di memoria, problemi nell’organizzarsi, distrazioni. Sintomi assenti prima della gravidanza, che simulano una sorta di declino cognitivo. Tutto ciò sembra iniziare nel primo trimestre di gravidanza, ed aumentare progressivamente fino al terzo trimestre. Una percentuale oltre il 50% di donne incinte riferirebbe tale sindrome. In aggiunta, possono essere presenti anche un senso di “annebbiamento” e difficoltà di mantenere un filo logico nella conversazione e/o nella scrittura.

pregnancy brain
difficoltà cognitive credits pixabay

Cambiamenti sociali

Sul pregnancy brain si è detto tutto ed il contrario di tutto. Inquadrare il fenomeno ci aiuta a capire meglio. Fino a qualche tempo fa, la maternità era un evento tipico delle donne giovani. Le famiglie estese condividevano gravidanza e parto, così come qualunque altra situazione di vita. Le donne potevano contare su una rete di protezione familiare e di vicinato, informale ma efficace. Oggi si diventa madri sempre più tardi. Secondo recenti analisi, l’età media del primo parto in Italia è oltre i 30 anni. Le famiglie sono mononucleari, talora monoparentali. Le donne sono spesso prive di un supporto familiare o amicale avvertito come affidabile.

La medicalizzazione

La gravidanza è quanto di più fisiologico esista nella vita di una donna. Ma comporta cambiamenti notevoli, fisici e psichici. Una donna giovane si adatta più facilmente ai cambiamenti. Via via che l’età avanza, chiunque reagisce ai cambiamenti con maggiore difficoltà. Inoltre, la società ha visto enormi progressi sul fronte sanitario. Da un lato, tali progressi hanno portato ad un fantastico miglioramento della qualità della vita. Dall’altro, assistiamo tuttavia ad una eccessiva medicalizzazione di situazioni del tutto normali. Da quanto finora visto, possiamo capire meglio le due posizioni relative al pregnancy brain.

Pregnancy brain: mito o realtà?

Una prima posizione interpreta il pregnancy brain come una sensazione soggettiva della donna. La donna in gravidanza deve affrontare una situazione nuova e impegnativa. Spesso, si sente sola. Stress, ansia e disturbi del sonno amplificano in modo eccessivo situazioni banali. La donna ne sopravvaluta l’importanza. E teme che questi sintomi possano indicare stati patologici. Di fatto, la situazione sarebbe un fenomeno poco reale, evidente solo alla futura mamma ed alle persone che le sono più strettamente vicine.

Le ricerche scientifiche

Una seconda posizione, suffragata da diversi studi, propende invece a favore di un fenomeno reale e dimostrabile. Durante la gravidanza, i cambiamenti fisici e psichici preparano la futura madre alla massima sintonia con il bebè. E’ noto che il rapporto tra i due, soprattutto nei primi mesi, è esclusivo e particolare. Il pregnancy brain si giustifica con mutamenti che avvengono nel cervello. Molti test dimostrano un peggioramento delle prestazioni esecutive: attenzione, memoria, pianificazione.

pregnancy brain
sintonia madre neonato credits pixabay

Pregnancy brain: a cosa serve

Il cervello umano comprende molte zone, come le tessere di un puzzle. Studi eseguiti con risonanza magnetica hanno evidenziato che alcune aree del cervello diminuiscono il proprio funzionamento. Si tratta proprio delle aree deputate al ragionamento logico. Altre, invece, aumentano la propria attività. Si tratta delle aree cerebrali che guidano le funzioni affettive ed intuitive. Il pregnancy brain è quindi un fenomeno reale ed utile. Ha il preciso scopo di cambiare le priorità della donna, affinché possa concentrarsi totalmente sul figlio ed entrare nella massima sintonia possibile con lui ed i suoi bisogni.

pregnancy brain
cambiamenti aree cerebrali credits pixabay

Conclusioni

Come spesso accade, probabilmente entrambe le posizioni contengono una buona parte di verità. Il cervello umano è una meraviglia di cui molto resta ancora da scoprire. Ed anche sul pregnancy brain gli studi sono ancora troppo scarsi. L’indicazione, allora, è quella di non sottovalutare eventuali problemi, ma di accogliere con equilibrio le modalità che madre natura ci offre per fronteggiare le situazioni della vita.

 

 

Pubblicato da Laura Daveggia

LAURA DAVEGGIA- SALUTE E BENESSERE Nasce nel 1962 a Venezia, città in cui vive. Maturità classica, laurea in fisioterapia. Da più di trent’anni lavora come fisioterapista. Tutor di tirocinio e relatrice in vari corsi e convegni, ha pubblicato diversi articoli e due libri. Amante di musica classica e lettura.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.