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Le mete di Dante Alighieri. In viaggio con il poeta dell’anima.

Le mete di Dante Alighieri. In viaggio con il poeta dell’anima.

Tra i mille volti della letteratura italiana, quello di Dante Alighieri è per certo, quello che ha attraversato maggiormente tempo e spazio. Così tanto da giungere, metaforicamente parlando, mondi ultraterreni.

Ma soffermiamoci per ora, a quelle che sono state le mete più importanti nella vita di questo immenso letterato, per organizzare magari, un viaggio alternativo, ricco di cultura e bellezza, seguendo le orme di Dante Alighieri.

Prima tappa: Firenze

La prima città dantesca che ci viene in mente, è Firenze, la sua urbe. Qui, molti luoghi richiamano alla biografia e alle opere dell’artista. La prima è Santa Maria Maggiore, dove è sepolto Brunetto Latini, maestro del Sommo poeta. Viene ricordato, con una lapide, il canto XV dell’Inferno della Commedia, ove avviene l’incontro tra i due, nel girone dei sodomiti.

In via de’ Calzaiuoli, laddove s’intersecano Orsammichele e Piazza della Signoria, troviamo la residenza della famiglia di Guido Cavalcanti, amico fedele e importante interlocutore, in termini artistici, di Dante Alighieri. A testimonianza: lo stemma della famiglia incastonato su uno spigolo della costruzione e una lapide che richiama alla memoria lo stretto legame fra i due.

Al civico uno di Via Santa Margherita, troviamo invece il Museo Casa di Dante, ma il monumento più iconico è sicuramente, la chiesa di Santa Margherita de’ Cerchi, luogo del fatidico incontro e del conseguente innamoramento con Beatrice Portinari.

Come ultimo monumento da vedere, suggeriamo piazza Santa Croce, luogo che ospita la statua eretta a Dante Alighieri in occasione delle celebrazioni del seicentenario della nascita, nel 1865.

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Le mete di Dante Alighieri. In viaggio con il poeta dell’anima. (Fonte: Le vie di Dante) – The Web Coffee

Seconda tappa: Verona

“Lo primo tuo rifugio e ‘l primo ostello / sarà la cortesia del gran Lombardo / che in su la scala porta il santo uccello; / che in te avrà sì benigno riguardo, / che del fare e del chieder, tra voi due, / fia primo quel che, tra gli altri, è più tardo”.

A Cangrande della Scala, il ”gran Lombardo” sopracitato, fu colui che offrì il primo rifugio al poeta fiorentino, e a questi, Dante dedicò il Paradiso, probabilmente redatto presso la Biblioteca Capitolare.

A Verona, il Sommo rimase nella città sette anni e successivamente, si stabilirono i suoi eredi e discendenti, dove tuttora vivono.

Invece, in piazza dei Signori, svetta la statua di Dante Alighieri di Ugo Zannoni, inaugurata nel 1865.

Una formella in bronzo, ritrae il poeta fiorentino con Cangrande, come simbolo del gran sodalizio tra i due.

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Le mete di Dante Alighieri. In viaggio con il poeta dell’anima. (Fonte: Edificati sulla Roccia) – The Web Coffee

Terza tappa: tra Fosdinovo e l’Adriatico

Dopo l’esilio da Firenze nel 1301, Dante si rifugiò, al Castello Malaspina di Fosdinovo, ove fu accolto nel 1306 da Franceschino Malaspina. A riprova del fatto che il poeta sia stato qui vi è il borgo di Mulazzo, dominato dalla cosiddetta Torre di Dante.

Proseguendo sugli Appennini, l’Alighieri ci conduce all’abbazia benedettina di San Godenzo, ai piedi del monte Falterona e alla pieve di San Pietro di Romena, dove si innalza il castello di Poppi, luogo in cui Dante ha abitato per qualche tempo, ospitato dai conti Guidi.

Dagli Appennini ci spostiamo all’Adriatico, più precisamente a Ravenna, luogo in cui sorge la tomba dell’Alighieri, presso la basilica di San Francesco a Ravenna, dove egli visse gli ultimi anni della propria esistenza e morì nel 1321. Si tratta di un monumento denominato ”nazionale”, tanto da istituire una zona di rispetto e di silenzio.

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Le mete di Dante Alighieri. In viaggio con il poeta dell’anima. (Fonte: case funerarie Giardino degli Angeli) – The Web Coffee

Conclusioni

La figura mistica di Dante Alighieri con il suo essere umano e letterato, spazia al di là dei confini delle nostre conoscenze giunte a noi su di lui. Sicuramente la sua storia, le sue mete, riassumono più di chiunque altro le esperienze fisiche e spirituali umani. Tra dissidio interiore ed esteriore, il poeta fiorentino usa la sua poesia per riequilibrare quanto ha vissuto e quanto vorrebbe vedere intorno a lui. Quasi una metafora attuale, come la sua Divina Commedia, da rivivere, scoprendo e vivendo in prima persona, quanto Dante respirò tra Firenze e Ravenna.

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