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Il “Ready made” di Marcel Duchamp

Il “Ready made” di Marcel Duchamp

Marcel Duchamp è sicuramente uno degli artisti più importanti dell’intera storia dell’arte.

La sua arte si contraddistingue per una profonda ironia, che invita alla riflessione, tanto che ancora oggi i suoi lavori si prestano a diverse interpretazioni.

Ha sperimentato tutte le avanguardie del momento, per poi superarle e dare vita a qualcosa di totalmente nuovo con i ready-made, in altre parole alla sua invenzione di prendere un oggetto qualsiasi, creato per un uso specifico e renderlo un’opera d’arte.

Indimenticabili i titoli che usava dare alle sue opere in cui utilizzava uno stile fatto di giochi di parole e frasi omofone, in pratica veri e propri rebus che per possono condurre a diversi significati.

La vita di Marcel Duchamp

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Marcel Duchamp- The Web Coffee

Marcel Duchamp nasce nel 1887 in una famiglia numerosa con spiccate attitudini artistiche.

Marcel iniziò a dipingere a 15 anni senza mai soffermarsi su uno stile per molto tempo.

Le sue prime tele erano paesaggi impressionisti , ma Duchamp si confrontò anche con l’espressionismo, il simbolismo , il cubismo e il futurismo.

Se proprio vogliamo azzardare, possiamo rivedere in lui anche un precursore di quella che molti decenni dopo verrà chiamata Pop Art , se pensiamo che non amando  l’arte come  una passiva imitazione della natura intraprese  un’azione del tutto innovativa: prelevare dalla quotidianità un oggetto d’uso comune prodotto in serie ed elevarlo ad oggetto d’arte esponendolo come tale.

I ready made di Marcel Duchamp

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I ready made di Marcel Duchamp

È il 1913 quando Duchamp presenta una comune Ruota di Bicicletta su un piedistallo dando così vita al “ready-made” ( in realtà questo termine venne coniato successivamente nel 1915)  un’operazione che per quanto semplice ebbe una portata rivoluzionaria ed epocale aprendo le strade all’arte concettuale.

L.H.O.O.Q. nel 1919 fu un altro famoso Ready Made:  una riproduzione fotografica della Gioconda di Leonardo, alla quale l’artista decise provocatoriamente di aggiungere baffi e pizzetto.

La fontana di Marcel Duchamp

Ma il ready-made più noto di Duchamp venne creato nel 1917, ma mai fu esposto se non in versioni riprodotte.

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Marcel Duchamp- The Web Coffee

Il suo titolo è Fontana e si tratta di un comune orinatoio da parete ruotato di 90 gradi, posto su una base e firmato R.Mutt.

L’artista, da poco trasferito a New York, era entrato a far parte della Society of Independent Artists.

Questa “associazione” organizò una fiera di artisti indipendenti alla quale  qualsiasi artista, pagando una cifra di 6 dollari, poteva partecipare liberamente. Duchamp, che era anche nel comitato scientifico della Society of Independent Artists., inviò l’opera “Fontana” (come sopra ricordato , un semplice  orinatoio acquistato pochi giorni prima nel negozio di sanitari J.L Mott Iron Works ), con lo pseudonimo di Richard Mutt.

Nonostante il regolamento non prevedesse il rifiuto di un’opera, la sua Fontana, di cui ovviamente si ignorava la reale paternità, non fu esposta perché considerata non arte.

In segno di protesta Duchamp si dimise dalla società. L’opera venne poi  fotografata da Alfred Stieglitz e pubblicata sulla rivista Blind Man, correlata da due articoli che ne ribaltavano le accuse, e poi sparì definitivamente (si dice buttata dallo stesso fotografo dopo gli scatti).

La Fontana di Duchamp tornò alla ribalta negli anni ’50, diventando così celebre che l’artista ne realizzò e autenticò diverse copie da distribuire nei principali musei.

Le conseguenze sull’arte del Ready Made

foto_7_4-320x240 Il “Ready made” di Marcel Duchamp
I ready made di Marcel Duchamp

Il Ready Made di Duchamp ha di fatto travolto l’arte, che per la prima volta non si preoccuperà più solo  di mostrare l’abilità tecnica e soprattutto non chiederà necessariamente ad una rappresentazione di essere immediatamente comprensibile.

Per Dechamp , l’occhio è guidato della mente, che, se vuole,  può andare oltre l’utilità dell’oggetto e trasformare lo stesso  in un simbolo.

Da questo momento in poi l’arte inizia a disorientare lo spettatore, pone domande, non offre risposte.

Chi osserva avrà bisogno di pensare per  comprendere l’idea che sta alla base di una creazione artistica.

Il ready-made apre quindi le porte alle infinite possibilità che la creatività può offrire.

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