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Frida Khalo e “il caos dentro” alla Fabbrica del Vapore di Milano

Frida Khalo e “il caos dentro” alla Fabbrica del Vapore di Milano

Frida Khalo alla Fabbrica del Vapore di Milano

La Fabbrica del Vapore di Milano ripercorre – attraverso un itinerario multimediale sviluppato su due piani – la storia di Frida Kahlo, artista poliedrica dalla vita tormentata. La mostra mette in evidenza come l’artista ha saputo trasformare il proprio dolore in una creatività senza precedenti, e questa energia ed intensità vengono narrate attraverso l’uso della multimedialità; il tutto arriva agli occhi di chi osserva con un forte impatto emotivo, tanto che il visitatore non può che immergersi nelle vicende della Kahlo divenuta una figura centrale dell’arte messicana del XX secolo.

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Frida Khalo e “il caos dentro” alla Fabbrica del Vapore di Milano -The Web Coffee

Quando il dolore diventa opera d’arte

Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderon ha tratto la propria forza creativa dal superamento di episodi dolorosi e drammatici facendosi spazio nel colore delle sue tele, realizzando forme e linee spezzate dove raccontare i suoi drammi. Una storia la sua tormentata, ma piena di emozioni. Una vita segnata da una sconfinata sofferenza fisica e psicologica che trova sostegno e supporto nella rappresentazione di sé stessa attraverso le sue opere. Le stesse che la terranno in vita, il pennello come àncora di salvezza, la tela come diario più intimo.

Rivoluzione, libertà e sofferenza

Frida nasce a Coyoacàn nel 1907, ma dichiara di essere nata nel 1910 in concomitanza della Rivoluzione Messicana della quale si considera figlia. Nei suoi diari scrive: “devo lottare con tutte le forze perché, quel poco di positività che la mia salute mi permette, sia rivolto ad aiutare la rivoluzione, l’unica vera ragione di vivere”. Il suo autoritratto con Stalin rimane, purtroppo, incompiuto.

Due fatti drammatici causano danni irreversibili alla sua salute. Nel 1913, a sei anni, si ammala di poliomielite inibendo l’uso della gamba destra. Anni dopo, vittima di uno spaventoso incidente su un autobus, rimane gravemente ferita alla colonna vertebrale. Un tubo di metallo le trapassa il ventre e da allora lo stato di salute andrà peggiorando fino a dover indossare un busto d’acciaio.  Durante l’itinerario è possibile accedere a diversi focus dedicati alle singole opere e qui troviamo una delle rappresentazioni di sé più sofferte, dal titolo la “Colonna spezzata”.

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Frida Khalo e “il caos dentro” alla Fabbrica del Vapore di Milano. La colonna spezzata – The Web Coffee

Diego Rivera

Un amore complesso quello per Diego Rivera, il più grande quanto il più tortuoso, sconvolgente e passionale. Lo sposa due volte e lo ama per una vita intera. Frida ha quindici anni e Diego trentasei quando si incontrano per la prima volta nel periodo in cui lui lavora nell’anfiteatro Bolivar.

Il visitatore durante il percorso espositivo può curiosare negli ambienti intimi dove i due artisti creano le loro opere. Attraverso una fedele ricostruzione degli spazi della “Casa Azul” a Coyoacàn – casa dove Frida vive sia durante tutta l’infanzia sia successivamente con il marito – è possibile avvicinarsi alla cultura del Messico e alla loro quotidianità di artisti e di coppia. Qui possiamo osservare una riproduzione dei suoi mobili in legno, del materiale pittorico e della sua sedia a rotelle. Ne “la camera dei sogni” viene ricostruita la camera con il letto a baldacchino dotato di specchio, i vari oggetti di artigianato messicano, sculture in pietra e burattini in cartapesta.

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Frida Khalo e “il caos dentro” alla Fabbrica del Vapore di Milano – The Web Coffee

La cultura popolare

Al secondo piano dell’esposizione troviamo centinaia di fotografie, ritratti d’autore, lettere, pagine di diario, abiti e gioielli ispirati all’artista e che richiamano la cultura popolare dalla quale essa attinge: ex voto, ceramiche, immagini sacre, nature morte, animali e rappresentazioni popolari quali corridos e teschi, elementi che Frida inserisce nelle proprie rappresentazioni conferendo alle stesse una dimensione artistica nuova e personale. Una stanza che racchiude oggetti e composizioni floreali di cui Frida ama circondarsi ma non solo. Troviamo una riproduzione fedele di abiti, sottovesti, tuniche, copricapi, elementi che riconducono allo stile dell’arte indigena e precolombiana nei quali si identificano la vita e le opere stesse dell’artista.

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Frida Khalo e “il caos dentro” alla Fabbrica del Vapore di Milano – The Web Coffee

Cosa sono le riproduzioni in formato Modlight?

In quest’area espositiva possiamo trovare degli autoritratti arricchiti da una particolare forma di retroilluminazione omogenea in cui ogni dipinto, precedentemente digitalizzato, viene riprodotto mantenendo inalterate le dimensioni originali. Attraverso questa tecnica di illuminazione è possibile osservare tracce, segni caratteristici e pennellate che vengono restituiti con assoluta fedeltà.

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Frida Khalo e “il caos dentro” alla Fabbrica del Vapore di Milano – The Web Coffee

Chi è Leo Matiz?

Ad un certo punto della mostra ci si ferma ad osservare alcuni scatti che riguardano Frida con suo marito Rivera nei quali le forme peculiari e i tratti somatici sono messi in evidenza dalle capacità fotografiche dell’autore. Leo Matiz è un abile fotoreporter colombiano che ha saputo immortalare l’energia di uno sguardo, l’imbarazzo in un sorriso, il calore di una stretta di mano attraverso la naturalezza di una fotografia senza artifici. Grazie a lui è possibile osservare diverse fotografie curiose che ritraggono l’artista in diverse pose ed espressioni.

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Frida Khalo e “il caos dentro” alla Fabbrica del Vapore di Milano – The Web Coffee

Prodotti filatelici e Frida

Giunti al termine della nostra esposizione si può osservare una speciale collezione di francobolli celebrativi dell’artista, provenienti da diverse nazioni e realizzati in concomitanza di celebrazioni e ricorrenze. Vengono raffigurati alcuni dei suoi lavori più noti a partire dal primo omaggio postale avvenuto nel 2001 ad opera degli Stati Uniti, che scelsero di riportare l’effige di Frida Kahlo con al collo delle perline di giada (autoritratto eseguito nel 1933).

13 luglio 1954

Frida Khalo muore la notte del 13 luglio 1954. A soli quarantasette anni lascia una vita certamente breve, ma ricca e intensa di luce vissuta e abbagliante, colma di quell’impronta rivoluzionaria e di una forza artistica tale da diventare la pittrice latinoamericana più celebre nella storia dell’arte mondiale.

Perché “il caos dentro”?

Perché nell’universo il caos ha preceduto la creazione, così come quello personale è una condizione e una possibilità per creare bellezza.

 

Non vale la pena andarsene senza aver goduto un po’ la vita

 

La mostra rinnova la permanenza in Fabbrica del Vapore dal 25 maggio al 25 luglio 2021

SITO UFFICIALE

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