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21 Aprile, mito e storia del Natale di Roma

21 Aprile, mito e storia del Natale di Roma

La Città Eterna compie 2774 anni, ma ancora oggi non smette neanche per un momento di stupire con il suo fascino ricco di mistero. Tra miti e storia, cercheremo di fare luce sulla data del 21 Aprile: il Natale di Roma.

21 aprile a Roma – Il Mito

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21 aprile a Roma – the web coffee

 

Nella città di Alba Longa, fondata da Ascanio figlio di Enea, sul trono regnava Numitore il quale fratello Amulio, però, usurpò il trono uccidendo tutti i figli maschi del re e costringendo invece la nipote, Rea Silvia (o Ilia a seconda delle versioni), a divenire sacerdotessa di Vesta e dunque di prestare giuramento di castità.

Così facendo Amulio si assicurò che nessun discendente di Numitore potesse reclamare il posto che gli spettava di diritto.

Marte, il dio della guerra, sedusse Rea Silvia e lei concepì due gemelli, Romolo e Remo. A scoperta fatta, l’usurpatore condannò a morte la vestale, mentre i neonati, secondo una versione del mito, vennero messi in salvo da una serva la quale li pose in una cesta e li abbandonò al corso del Tevere.

I piccoli giunsero in un’insenatura, dove vi era una grotta ai piedi del Palatino in cui vennero allattati, come tutti sappiamo, da una lupa.

Adottati poi da un pastore e sua moglie che abitavano sul colle, una volta cresciuti, i due gemelli venuti a conoscenza della loro discendenza divina e regale, decisero di fondare un loro regno. Romolo scelse il Palatino, Remo invece l’Aventino, un colle adiacente.

Attraverso il volo degli uccelli sul Palatino, però, le divinità designarono Romolo come fondatore della nuova città.

Quest’ultimo tracciò il sulcus primigenius, un solco effettuato in senso anti orario con un aratro che determinava il Pomerium, ovvero le mura della città. Secondo una delle tante versioni, Remo scavalcò le mura senza il permesso di Romolo che quindi lo uccise e divenne il Primo re di Roma.

Le evidenze archeologiche

Probabilmente, il mito più che una mera invenzione potrebbe essere considerato come una rielaborazione della realtà, nato tra il VI e il III secolo a.C.

Infatti, scavi archeologici condotti dagli anni ’80 fino ad oggi hanno portato alla luce degli edifici corrispondenti alla prima fase della città, databile intorno alla metà dell’VIII a.C. (770-750 a.C.), alle pendici del Palatino, in particolare delle necropoli rinvenute proprio al di sotto delle mura che secondo il mito vennero erette da Romolo.

Inoltre, allo stesso periodo risalgono il Santuario di Vesta, dea del focolare, la Domus regia e il Comitium, la sede politica più importante in quella fase.

Perché il 21 Aprile: i Palilia

La data del 21 Aprile come fondazione di Roma è stata calcolata da Lucio Taruzio Firmano, fisico e matematico, confermata poi da altri scrittori come Marco Velleio Patercolo e Varrone.
La data, però, coincide con quella dei Palilia (o Parilia), festività dedicata a Pale, dea della pastorizia, la quale condivide l’etimologia del nome con quella del colle Palatino, scelto come luogo di fondazione di Roma.

Per l’occasione venivano accesi dei fuochi, le stalle venivano addobbate con foglie e fronde, si pregava la dea affinché preservasse il bestiame dagli attacchi degli animali feroci e che donasse fecondità e abbondanza di latte.

Dal momento che le popolazioni dei colli romani erano comunità pastorali, questa festa rappresentava un momento cardine e incredibilmente importante dell’anno, non stupisce quindi che sia stata scelta proprio questa data come giorno della fondazione.

Il nome Roma, le oscure origini

Alcune sono le ipotesi che riguardano l’origine del nome di Roma. Alcuni pensano possa derivare da “Rumon” o “Rumen” l’antico nome del fiume Tevere.

Un’ipotesi decisamente meno verosimile vuole che si riconduca la nascita di Roma ad una diretta discendenza ellenica e dunque al nome di una delle donne giunte dalle sponde di Troia insieme ad Enea il quale fondando la città, la chiamò Rome.

Un’interessante supposizione fa derivare il nome dall’etrusco “Ruma” che vuol dire “mammella”. Nell’insenatura ai piedi del Palatino nella quale giunse la cesta contenente i gemelli Romolo e Remo, infatti, sorgeva un albero di fico chiamato “Ficus ruminalis” poiché sacro alla dea Rumina, protettrice di tutte le creature allattanti. Qui sotto, venivano allattati i cuccioli di ogni specie ed è qui che vennero allattati, secondo la leggenda, anche Romolo e Remo dalla lupa.

21 aprile a Roma: cosa guardare in questa giornata

Per rendere attuale una storia millenaria, vi suggeriamo di guardare i lavori di Matteo Rovere, brillanti rivisitazioni del Natale di Roma per grande e piccolo schermo.

 

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21 aprile a Roma – the web coffee

Il primo re” è il film uscito nelle sale nel 2019, con Alessio Lapice e Alessandro Borghi nei panni di Romolo e Remo, ora reperibile su Netflix. Acclamato dalla critica, la pellicola presta particolare attenzione al linguaggio (è stato utilizzato il latino arcaico) e alla fedeltà archeologica, avendo consultato archeologi come Andrea Carradini.

Potete trovare un approfondimento qui.

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21 aprile a Roma – the web coffee

Romulus” è invece una serie Sky uscita nel 2020, ricalca in quanto a fedeltà e a precisione il precedente e fortunato film.

Tra incomprensioni, riti primordiali, tradimenti, rimarrete incollati allo schermo per conoscere il destino di Yemos e di chi gli sta intorno.

Queste sono le nostre curiosità e i nostri consigli per celebrare il Natale di Roma. Li conoscevate?

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