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Fedez e DDL Zan – polemiche contro Pillon

Fedez e DLL Zan

Fedez e DDL Zan – cosa succede?

In queste ore, il rapper milanese Federico Lucia, in arte Fedez attraverso le sue stories su Instagram si è schierato contro Pillon parlando apertamente del DDL Zan. Vediamo cosa è successo.

Prima di capire per quale motivo Fedez si è schierato contro il senatore Pillon e contro la lega che stanno ostruendo l’approvazione del DDL Zan vediamo cosa implica questo provvedimento.

 

Fedez e DDL Zan – cosa è il DDL Zan?

Il DDL Zan, per esteso disegno di legge Zan, è un provvedimento che vorrebbe attuare “Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità”.

Nello specifico: per sesso si intende il sesso biologico e anagrafico, per genere la manifestazione esteriore di un soggetto conforme o contrastante alle aspettative sociali connesse con il sesso; per orientamento sessuale si intende l’attrazione verso individui dello stesso sesso o opposto; per identità di genere  l’i­dentificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere anche se questa non corrisponde al sesso.

Il DDL prevederebbe il carcere fino a 18 mesi o una multa fino a 6 mila euro per coloro che commettono discriminazioni riguardo sesso, genere, identità e disabilità e l’istituzione di una giornata nazionale (il 17 maggio) contro l’omofobia per spergiurare i pregiudizi e promuovere l’inclusione sociale.

L’ostruzionismo al DDL ha provocato non poche polemiche anche al di fuori del parlamento, e dopo Elodie, che aveva dichiarato che certa gente non dovrebbe neanche essere presente in parlamento, anche Fedez si schiera.

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Fedez e DDL Zan

Fedez e DDL Zan – cosa ha dichiarato Fedez?

Il cantante in primis ha protestato contro Pillon affermando che, proprio da lui non si aspettava determinate dichiarazioni. Pillon infatti, e è al centro del Family Day ed è uno dei tenaci sostenitori dei provvedimenti a favore della comunità lgbtqi e dell’aborto, ha dichiarato che il DDL Zan non è una priorità. “Anche per oggi niente Zan. Ne parleremo più avanti con la speranza che prevalga il buon senso. Le valutazioni sull’incardinamento di leggi ideologiche, inutili e divisive possono aspettare”. Fedez non è d’accordo contro la sua logica e lo attacca.

Se vogliamo parlare di priorità, parliamo delle priorità. Vogliamo parlare di come sta gestendo la Lega il piano vaccinale in Lombardia dove ci sono i 90enni e gli 80enni che non sono ancora vaccinati? Vogliamo parlare di come la Lega non è riuscita a costruire una terapia intensiva spendendo decine di milioni di euro durante l’emergenza?

Oppure per lei era una priorità quando io e mia moglie abbiamo esortato nel nostri piccolo a indossare le mascherine mentre il vostro leader (Salvini, ndr) andava in giro a fare assembramenti e a togliersi la mascherina per fare i selfie, nel dire: Fedez è un personaggio blasfemo che uccide la nostra civiltà e non può fare appelli di questo tipo? Il mio Gesù Cristo tatuato sulla pancia era una priorità per lei in un momento così delicato per il Paese? Non so che priorità abbia a questo punto”.

Successivamente, Fede parla anche sul piano personale:

“Da padre le dico: ho un figlio di tre anni che gioca con le bambole e non desta alcun turbamento in me, non succederebbe nemmeno se sentisse l’esigenza di mettersi il rossetto o lo smalto: ha diritto di esprimersi come crede. La cosa che mi destabilizzerebbe un po’ è sapere che vive in uno Stato che non tutela il suo sacrosanto diritto di esprimersi in piena libertà, cercando di arginare dinamiche discriminatorie e violente che molto spesso si verificano in questo Paese. Questa è una priorità”.

Ancora una volta, abbiamo bisogno che si intervenga su tali tematiche, che si approvino leggi, quando sarebbe opportuno occuparsi di problematiche maggiori. Non dovrebbe più essere un’ utopia vivere in una società dove il problema non è l’orientamento sessuale di tuo/a figlio/a, ma siamo ancora indietro, pervasi dai nostri pregiudizi e stereotipi. Abbiamo ancora bisogno che vengano dedicate giornate intere alle persone LGBTQ, ci scandalizziamo se un bambino ha due mamme o due papà, contestiamo l’aborto lasciando che le donne non possano decidere del proprio corpo. La chiesa non benedice le nozze gay e si potrebbe continuare ancora nell’elencare tutte quelle che non dovrebbero essere priorità di cui occuparsi perchè già normalità radicata.

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