Innovazioni per 5 dita: il robot salva la mano di un bambino

Innovazioni per 5 dita: il robot salva la mano di un bambino

Innovazioni per 5 dita: è ormai noto a tutti che le innovazioni tecnologiche sono sempre più diffuse. Uno degli àmbiti che maggiormente ne sta beneficiando è la medicina, soprattutto con la chirurgia robotica. Ma alcuni interventi sono davvero eccezionali ed hanno dell’incredibile. Come quello effettuato di recente a Torino, che ha ridato l’uso delle mani ad un bimbo di quattro anni.

Innovazioni per 5 dita: la situazione

Un bimbo di soli quattro anni subisce un grave incidente, che gli porta via un dito della mano destra. La manualità di un bimbo di quattro anni è in pieno sviluppo. Il piccolo mangia da solo, disegna, comincia a lavarsi i denti ed aiuta nel vestirsi. Manipola i giochi, usa la palla con le mani. Tutto ciò che è manipolazione aiuta il suo sviluppo cognitivo: i cubi, i “pastrocchi” con la terra, la farina, l’argilla. Privato dell’uso di una mano, anche la sua capacità di sviluppo è compromessa. A Torino hanno utilizzato due grandi innovazioni per 5 dita.

 

innovazioni per 5 dita

Robotic Scope: un robot innovativo

Robotic Scope è un microscopio robotico ad uso chirurgico estremamente innovativo. E’ sensibilissimo e ad alta precisione. La grande innovazione è che il chirurgo lo comanda con i movimenti della testa grazie ad una particolare configurazione. Con la testa, il medico può ingrandire e mettere a fuoco l’immagine, cambiare prospettiva, valutare quanto interessa di più. Ciò consente al chirurgo di avere entrambe le mani completamente libere per dedicarsi al campo operatorio. La visione che il robot offre al chirurgo è tridimensionale, e permette di vedere bene anche strutture piccolissime.

Innovazioni per 5 dita: l’intervento

All’Azienda Ospedaliera Universitaria di Torino, l’équipe chirurgica è stata una delle prime al mondo ad utilizzare Robotic Scope per trapiantare un dito del piede del bambino sulla mano lesa dall’incidente. Innovazioni per 5 dita: grazie a questa tecnologia, il modo di camminare del piccolo non sarà assolutamente compromesso. In cambio, tramite il robot il chirurgo ha potuto collegare le piccolissime strutture delle dita. I nervi ed i vasi sanguigni sono già di per sé molto piccoli anche negli adulti. Figuriamoci in una manina di quattro anni!

Il futuro del bambino

Ossa, tendini, nervi e vasi sanguigni del dito del piede sono stati collegati a quelli della mano del bambino. Si tratta di un dito del suo corpo, quindi il bambino non avrà i problemi di rigetto che ci sono per coloro che ricevono trapianti da un’altra persona. Questo faciliterà la ripresa del bimbo. Innovazioni per 5 dita: questo è un ulteriore vantaggio. Il dito così collegato si svilupperà insieme alla mano del bambino. Il piccolo potrà muovere ed usare la mano in modo normale, e il dito trapiantato crescerà in modo abbastanza simile a come avrebbe fatto il dito originale. Ciò gli consentirà di continuare senza grossi problemi lo sviluppo motorio e cognitivo.

 

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La scuola

Innovazioni per 5 dita: un fattore cruciale anche per la scuola. A quattro anni un bimbo frequenta già la materna. Via via che passa il tempo, inizia a scribacchiare. Sappiamo che i bimbi, a quell’età, sono involontariamente feroci. Ed ancor più alle elementari. Imparare a scrivere correttamente è difficile per tutti. A maggior ragione, per un piccolo che non può usare bene la propria mano: la destra, oltretutto. Oltre allo sforzo, possiamo immaginare gli insuccessi e le prese in giro che avrebbe incontrato.

Conclusioni

Una volta ancora, la tecnologia super avanzata consente di migliorare la qualità della vita. Teniamo conto che in questi casi, tuttavia, serve che ci siano anche le professionalità in grado di utilizzare tale tecnologia. E ci vorrà comunque del tempo affinché il piccolo riesca a superare il trauma avuto, e persone capaci di accompagnarlo in questo cammino insieme alla sua famiglia. Ricordiamoci che la componente umana è imprescindibile. Sempre.

 

Pubblicato da Laura Daveggia

LAURA DAVEGGIA- SALUTE E BENESSERE Nasce nel 1962 a Venezia, città in cui vive. Maturità classica, laurea in fisioterapia. Da più di trent’anni lavora come fisioterapista. Tutor di tirocinio e relatrice in vari corsi e convegni, ha pubblicato diversi articoli e due libri. Amante di musica classica e lettura.

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