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Eredità digitale: 3 cose che dovresti sapere

Eredità digitale

Eredità digitale: chi ne sa qualcosa? Con il termine eredità, generalmente pensiamo alle situazioni più classiche. La casa, i soldi, i gioielli, gli oggetti personali. Normative chiare e consolidate consentono di definire eredi e modalità anche nel caso di morte senza testamento. Ma, come spesso accade, la realtà corre più veloce delle norme. Come regolarsi con l’eredità digitale?

Eredità digitale: cos’è?

La prima cosa è sapere cos’è l’eredità digitale. Ognuno di noi utilizza decine di applicazioni software. Quando io muoio, i miei account social, password, dati personali, documenti, post, foto e tutto quel che ho caricato in rete che fine fanno? Ci restano, ovviamente. Sappiamo bene che siti e social condividono i nostri dati in vari modi, per finalità di marketing. I miei dati saranno utilizzati ancora dopo la mia morte. Io non ne avrò più il controllo. La mia eredità digitale sarà patrimonio di chiunque voglia utilizzarla, a scopo più o meno lecito.

Le finalità professionali

Nel mondo attuale con i nostri account esercitiamo anche attività di profitto, tipo i conti online o gli account di investimento. Oppure le varie professionalità legate al web: blogger e youtuber di ogni tipo. Chi erediterà i nostri soldi?

 

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Perché non se ne parla

La normativa in merito è scarsa, poco aggiornata. Molti si pongono problemi di privacy quando gestiscono i propri account. Ma gli Italiani sono ancora un popolo scaramantico, molto più di altri popoli europei. Parlare di morte è tabù. Ben pochi pensano a cosa fare, dopo la propria morte, dei dati personali condivisi in rete. Proprio per questo, mancano normative precise su chi e come possa avere accesso agli account di una persona deceduta.

Eredità digitale: la seconda cosa da sapere

Una recente vicenda riguarda un ragazzo morto in un incidente stradale. Come tutti aveva i propri account, e gestiva un iPhone, distrutto nell’incidente. Il ragazzo nell’iPhone custodiva le credenziali di accesso al Cloud, in cui aveva inserito video e foto. I genitori sperano di recuperare i dati del figlio, esperto chef, per pubblicare un libro di ricette in sua memoria. Si rivolgono ad Apple Italia per avere le credenziali di accesso all’I-Cloud. Apple risponde picche, adducendo motivi di privacy. Chiede un ordine del tribunale con una serie di specificazioni, alcune delle quali estranee all’ordinamento giuridico italiano. Ai genitori allora resta solo la via della causa giudiziaria.

 

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Eredità digitale: la sentenza

Siamo alla terza cosa importante da sapere. Il Tribunale Civile di Milano, con una sentenza del 9 febbraio 2021, accoglie le richieste dei genitori. Questi possono quindi avere accesso all’eredità digitale del figlio. Il Tribunale ha anche accertato che non vi era alcun documento in cui il ragazzo si fosse opposto all’esercizio dei diritti sui dati personali. Inoltre, il giudice ha ritenuto quanto richiesto dai genitori un interesse meritevole di tutela per ragioni familiari.

In conclusione

E’ possibile che questa sentenza apra la via ad approfondimenti e modifiche nell’ordinamento giudiziario. Sicuramente, il moltiplicarsi di piattaforme a livello mondiale richiederebbe una normativa uniforme nell’Unione Europea. Nel frattempo, cosa possiamo fare? Essere un po’ lungimiranti, pensarci per tempo. Disattivare account inutilizzati. Affidare le credenziali ad una persona fidata ed indicare per iscrittto cosa vogliamo fare della nostra eredità digitale. Su Facebook, tra le impostazioni della privacy, è possibile indicare cosa vogliamo fare del nostro account e nominare una persona “erede”. Altra soluzione da valutare, l’utilizzo di eLegacy, piattaforma italiana per la gestione della propria eredità digitale.

 

 

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