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Salute e Benessere
Depressione: una malattia, non una debolezza caratteriale

Depressione: una malattia, non una debolezza caratteriale

Cos’è la depressione?

La depressione è una malattia, anche se il termine viene spesso utilizzato nel linguaggio comune per indicare tristezza, deflessione del tono dell’umore o addirittura debolezza caratteriale. Invece è una malattia vera e propria, e anche piuttosto complessa, che va seguita e curata.

Il termine “depressione” deriva dal verbo latino “deprimere“, che significa “premere verso il basso”.

La depressione è una patologia della psiche, che colpisce soprattutto l’umore, ma si ripercuote anche sull’organismo, con effetti fisiologici e cognitivi, e sul funzionamento dell’individuo, coinvolgendo la vita quotidiana. Non va confusa con le normali e fisiologiche variazioni del tono dell’umore, che in base alle emozioni e agli eventi esterni può essere più o meno positivo o più o meno negativo: finché tali oscillazioni restano in un range di normalità, non possono essere considerati patologici.

 

59ca8c220be353000154965f_umore-2-320x163 Depressione: una malattia, non una debolezza caratteriale

 

Correlato all’episodio depressivo, esiste la diagnosi di Disturbo Depressivo Maggiore (o Depressione Maggiore, DM), molto complesso e grave, diagnosticato per numero di sintomi e per durata dell’episodio. Esistono infatti diverse forme di depressione, che sebbene condividano un quadro clinico comune, sono considerate entità nosologiche differenti. Non è tuttavia questo il luogo in cui approfondire una tematica così specialistica.

 

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Merita tuttavia una menzione la depressione post-partum

Disturbo dell’umore che secondo il Ministero della Salute colpisce il 7 al 12% delle neomamme ed esordisce generalmente tra la 6ª e la 12ª  settimana dopo la nascita del figlio. Nelle prime settimane dopo il parto, si preferisce parlare di baby blues, disturbo piuttosto diffuso e che non necessariamente si trasforma in depressione post-partum.

Epidemiologia della depressione

La depressione è una patologia invalidante, molto diffusa tra la popolazione: ne soffre infatti il 10-20%, in aumento, con maggiore incidenza nel sesso femminile in età adolescente e adulta, ma possono esserne affetti anche i bambini, senza differenza tra i sessi. Può esordire a qualsiasi età, ma l’età media di esordio è attorno ai 25 anni. Il momento più comune di esordio è tra i 20 e i 30 anni, con un picco tra i 30 e i 40 anni.

Secondo uno studio dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) sono affetti da depressione in Italia circa 11 milioni di persone, cioè circa il 20% della popolazione, con un’incidenza di 4 volte superiore alla media europea.

Secondo l’OMS, circa 322 milioni di persone nel mondo sono affetti da depressione, in costante e rapido aumento: questo costituisce quindi un problema di grande rilevanza planetaria, ma secondo il WHO attualmente sottostimata. L’ONU ha quindi deciso di dedicare a questa patologia una “Giornata mondiale della salute”.

La depressione maggiore è associata a una elevata mortalità. Fino al 15% degli individui con depressione grave muore per suicidio.

 

EZIOLOGIA-article-thumbnail-size-320x197 Depressione: una malattia, non una debolezza caratteriale

Cause della depressione

Non sono ancora universalmente conosciute, così come per molte delle patologie psichiatriche. L’ipotesi più accreditata vede comunque un’origine multifattoriale, basata su:

  • fattori biologici e biochimici del tessuto neuronale, in cui sono coinvolte alterazioni nella trasmissione degli impulsi, che influiscono sulle caratteristiche caratteriali del paziente e sul sonno. Sono coinvolti: ghiandole, ormoni, neurotrasmettitori e recettori nervosi.
  • Genetici: familiari di primo grado di soggetti affetti da depressione hanno maggior rischio di avere predisposizione allo sviluppo la patologia
  • ambientali e sociali: eventi stressogeni sono riconosciuti come fattori precipitanti, soprattutto su un substrato psicologico già fragile. Lutti, conflitti, malattie, cambiamenti importanti soprattutto se subiti – ma anche scelti – violenze, separazioni, … qualsiasi evento che possa minare una condizione psicologica non abbastanza forte da farvi fronte può slatentizzare un episodio depressivo.
  • psicologici: condizioni predisponenti, esperienze infantili avverse, fragilità emotiva costituiscono vulnerabilità su cui gli altri fattori possono scatenare la patologia.

 

La depressione può essere inoltre secondaria a numerose patologie organiche e neurologiche, come AIDS, tumori, epilessia, artrite reumatoide, LES, SM, ictus, patologie dell’encefalo, distiroidismi, anemia, disfunzioni metaboliche, infarto miocardico, malassorbimento, celiachia, Morbo di Parkinson, Demenza di Alzheimer, e molte altre. Anche l’assunzione a lungo termine di alcuni farmaci come i corticosteroidi – tra gli altri – o di sostanze può causare depressione.

 

Sintomi della depressione

Il quadro clinico della depressione è estremamente esteso e complesso. Per migliore descrizione si dividono didatticamente in categorie. Inoltre, l’insorgenza del quadro può essere acuta e violenta o lenta e graduale.

 

Sintomi cognitivi

Diminuita capacità di concentrazione, di prendere decisioni, tendenza ad incolpare se stessi, a svalutarsi, a recriminare errori del passato, a ingigantire piccoli difetti o mancanze. Frustrazione, scarsa autostima. Facilità al pianto.

psicologo-cura-depressione-320x107 Depressione: una malattia, non una debolezza caratteriale

 

Sintomi affettivi (i più comuni e marcati)

Pensieri negativi, umore deflesso, tristezza quotidiana, pessimismo marcato, anedonia (incapacità di trovare appagamento in attività per cui normalmente si era provato piacere) qualche volta viene descritto come “dolore di vivere”. Inquietudine, sentimenti di sconforto, impotenza delusione, sfiducia, colpa, rassegnazione, negativismo. Ricorrenti pensieri di morte e ideazione suicida

Sintomi fisici

Affaticabilità e spossatezza anche in assenza di attività fisica o anche in relazione ad attività della vita quotidiana (es. fare colazione, vestirsi, …), perdita dell’appetito e dimagrimento oppure desiderio di cibi particolari in cui cercare conforto (per esempio dolciumi o carboidrati). Alterazioni del ritmo sonno-veglia (soprattutto risveglio precoce o risvegli notturni). Cefalea, palpitazioni, tachicardia, dolori muscolari e articolari, dolori addominali, diarrea o stipsi.

Sintomi comportamentali

Ritiro sociale e abbandono delle attività, finanche alla diminuzione della libido. Rallentamento motorio, dell’eloquio e del pensiero.

Qualche volta può capitare che si presentino solo sintomi fisici, costringendo il paziente a lunghe e demotivanti indagini che non portano altro risultato che un inevitabile ritardo della diagnosi. È bene tuttavia prendere in considerazione quella che viene definita “depressione mascherata”. In ogni caso spesso la sintomatologia depressiva è subdola e viene riconosciuta con difficoltà anche dal paziente che la attribuisce a stress, stanchezza, nervosismo o problematiche familiari o lavorative. È inoltre ugualmente frequente che il paziente depresso rifiuti l’ipotesi della patologia, e attribuisca i sintomi a una condizione caratteriale o a situazionale, piuttosto che patologica.

 

Sintomi-e-cause-della-depressione-320x214 Depressione: una malattia, non una debolezza caratteriale

 

Nei bambini spesso si presenta irritabilità piuttosto che stato d’animo deflesso, e il quadro varia in base alla classe di età e della situazione. Spesso può essere confuso con altre sindromi dell’infanzia (es. ADHD)

 

Uno dei rischi più gravi della depressione, è il suicidio, che spesso è visto dal paziente come unica via d’uscita ad una condizione emotiva che gli risulta insopportabile. O ancora lo scatenarsi di situazioni che sfociano in atti di violenza estrema, di cui la cronaca è tristemente esempio.

In ogni caso, fortunatamente, solo una minor percentuale di soggetti depressi arriva al suicidio o all’omicidio.

Talvolta il sonno disturbato è il motivo per cui l’individuo richiede il trattamento.

 

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Terapia della depressione

Poiché esistono diversi gradi di depressione, esistono anche diversi livelli terapeutici.

A chiedere aiuto sono spesso i famigliari dei pazienti, che si accorgono che il soggetto “non è più lo stesso”, meno frequentemente è invece il malato stesso che si rende conto di non stare bene. È importante intervenire prima possibile, prima che il quadro peggiori rendendo più difficile la cura. Inoltre, la terapia messa in atto dal Medico dipende anche dalla risposta clinica del paziente, dalla sua tolleranza, dalla sua compliance.

Psicoterapia

Si è dimostrata molto efficace: si cerca di modificare i pensieri negativi, guidando il paziente allo sviluppo di un pensiero più razionale ed equilibrato. Si forniscono inoltre gli strumenti per far fronte alle difficoltà quotidiane, insegnando strategie comunicative o comportamentali più efficaci per risolvere i conflitti o i problemi, e spingendo gradualmente il paziente alla ripresa delle attività abbandonate.

Farmacoterapia

Esistono diverse classi di farmaci antidepressivi, con caratteristiche diverse, tutte efficaci. Oggi sono tra le classi di farmaci più utilizzati, ma non sempre in modo appropriato. Inoltre, come quasi tutti gli psicofarmaci sono soggetti al fenomeno della “tolleranza”, per il quale col tempo occorre aumentare la dose per ottenere lo stesso effetto. Inoltre, il soggetto depresso per definizione tenderà a interrompere la terapia, perché ritiene che sia inutile, poiché “tutto è perduto”, “non c’è rimedio efficace”, causando pericolose ricadute. Ovviamente come tutti i farmaci non sono scevri da effetti collaterali e occorre pertanto un monitoraggio medico.

Una maggior efficacia terapeutica prevede una combinazione delle due forme.

(Si ricorda che lo Psicologo e lo Psicoterapeuta non possono prescrivere farmaci, in quanto non sono medici).

Cosa fare in caso di depressione?

Non esiste risposta univoca e facile a questa domanda. Fare distinzione netta tra un “periodo difficile” e una condizione patologica vera e propria non è facile, ma è importante riconoscere i campanelli di allarme per chiedere aiuto per se stessi o per una persona cara appena ci rendiamo conto che qualcosa non va, rivolgendosi al Medico curante che saprà indirizzarci nel modo corretto, verso una rete di supporto o uno Specialista. Non bisogna vergognarsi o nascondersi, qualche volta accade per la paura di ricevere etichette o di essere messo in difficoltà sul lavoro o in famiglia, ma è importante accettare la depressione come una qualsiasi altra malattia, che necessita di supporto e cura.

Una volta trovato il coraggio di chiedere aiuto è bene rivolgersi al Medico di famiglia che indirizzerà il pz verso i canali appropriati. Può capitare che sia un famigliare o un amico ad accorgersi che “qualcosa non va”: è molto importante affrontare l’argomento, con cautela e delicatezza, coinvolgendo il soggetto, fornendogli supporto e spingendolo a chiedere aiuto.

Inoltre, possono essere messi in atto alcuni provvedimenti in autonomia:

  • Mantenere hobbies e attività abituali, ritagliarsi del tempo da dedicare ad attività che fanno stare bene o che migliorano l’umore
  • Evitare l’isolamento sociale, stare all’aria aperta: la luce del sole ha attività benefiche sull’organismo e sull’umore.
  • Condurre una vita sana (dieta equilibrata, attività fisica, evitare l’abuso di sostanze psicotrope, tenere sotto controllo le errate condotte alimentari),
  • Evitare situazioni stressogene o che causano sofferenza
  • Dedicarsi ad attività che aiutano a “scaricare” la tensione senza l’utilizzo del pensiero, mettendo quindi “il cervello a riposo”, evitando cioè il ruminare di pensieri negativi o il rimuginare: attività fisiche, manuali, hobbies oppure tecniche di rilassamento, yoga e meditazione.
  • Aromaterapia.
  • Bere prodotti di erboristeria come tisane, decotti, oli essenziali. Sono utili contro la depressione l’iperico, la valeriana, eleuterococco, passiflora, camomilla, menta piperita, tiglio, biancospino, sambuco, vischio, luppolo. Anche in questo caso è meglio tuttavia evitare il fai-da-te, rivolgendosi piuttosto all’erborista per un preparato ad hoc.

Cosa NON fare in caso di depressione?

  • Sottovalutare o ignorare i segnali di allarme, eventuale malessere, uno stato di perenne inquietudine che vanno prima di tutto analizzati.
  • “Il fai-da-te” terapeutico
  • Interrompere l’iter diagnostico-terapeutico una volta iniziato
  • Cedere ai sintomi negativi senza reagire, lasciarsi coinvolgere dai pensieri autolesionistici
  • Trascurare dieta, sonno,
  • Isolarsi, rimuginare e focalizzarsi sul proprio malessere senza però sforzarsi di analizzarlo
  • Abusare di sostanze psicotrope

 

Cibo e depressione: cosa mangiare?

Il ruolo alimentare nella depressione è controverso, tuttavia è diffuso il parere di mantenere una alimentazione sana, bilanciata e normocalorica e un’adeguata idratazione: diete squilibrate dal punto di vista dei macronutrienti o ipocaloriche, picchi iper- o ipoglicemici, digiuno prolungato possono causare alterazioni del tono dell’umore che assume un andamento altalenante. Alimenti ricchi di omega3 hanno un effetto benefico sui neuroni: via libera quindi a pescato, semi oleosi e relativi olii. Sali minerali e vitamine: cromo, acido folico, vitamina B12 e magnesio, ferro, Vitamina D, zinco e selenio.

Alcuni alimenti sono definiti “del buonumore”: via libera quindi a funghi, topinambour, finocchi e cicoria. Anche i mirtilli e in generale i frutti di bosco, importanti per l’apprendimento e la memoria.

 

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Spezie ed erbe aromatiche sono considerate ottime alleate per l’umore, soprattutto lo zafferano, antidepressivo naturale per eccellenza.

Il caffè o altre bevande energizzanti possono migliorare l’umore (previo consulto medico!!), soprattutto al mattino, uno dei momenti peggiori della giornata per il depresso, ma solo se consumati con estrema moderazione, per evitare l’effetto rebound.

Evitare le bevande alcoliche: nei soggetti con patologia psichiatrica in genere è maggiore il rischio di abuso, inoltre esse interagiscono negativamente coi i farmaci e possono peggiorare i sintomi.

Evitare cibi ricchi di istamina (alcuni formaggi, vino rosso, spinaci, pomodori, estratto di lievito, cibi fermentati – es. crauti – birra, alcuni pesci; oppure liberatori di istamina: alcool, banane, cioccolato, fragole, uova, latte, …)), tiramina (formaggi, carni conservate, salsa di soia, pesce, vino rosso, cioccolato, banane) e glutammato (industria alimentare: esaltatore di sapidità, dado da brodo, zuppe pronte, cucina cinese), stimolanti che possono compromettere l’effetto dei farmaci e scatenare attacchi cefalalgici, talvolta peggiorando l’ansia.

 

Cinema e letteratura sulla tematica della depressione

Esistono molti esempi nel cinema e nella letteratura che trattano questo delicato argomento.

Eccone alcuni:

Libri

  • “Veronika decide di morire” – Paolo Coelho
  • “La signorina Else” – Arthur Schnitzler
  • “Canto della neve silenziosa” – Hubert Selby J.
  • “Il cavaliere che aveva un peso sul cuore” – Marcia Grad Powers
  • “Non buttiamoci giù” – Nick Hornby
  • “Norwegian Wood” – Haruki Murakami
  • “La bambina con il lupo dentro” – Virginia Wolf
  • “Mi ammazzo, per il resto tutto ok” – Ned Vizzini
  • “Ho smesso di piangere” – Veronica Pivetti
  • Eleanor Oliphant sta benissimo” – Gail Honeyman
  • “L’albero rosso” – Shaun Tan
  • “Un uomo solo” – Christopher Isherwood

 

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Film

  • “Non buttiamoci giù” diretto da Pascal Chaumeil, tratto dal romanzo omonimo
  • “Antichrist” diretto da Lars von Trier
  • “Melancholia” diretto da Lars von Trier
  • “Nymphomaniac” diretto da Lars von Trier
  • “Norwegian Wood” diretto da Tran Anh Hung, tratto dall’omonimo romanzo
  • “Ma che colpa abbiamo noi” – diretto da Carlo Verdone
  • “5 giorni fuori” (It’s Kind of a Funny Story) diretto da Ryan Fleck e Anna Boden, tratto dall’omonimo romanzo di Ned Vizzini, uscito in Italia come “Mi ammazzo, per il resto tutto ok”
  • “Cake” diretto da Daniel Barnz
  • “Prozac Nation” 2001 diretto da Erik Skjoldbjærg, basato sull’autobiografia di Elizabeth Wurtzel
  • “A Single Man” diretto da Tom Ford, basato sul romanzo omonimo di Christopher Isherwood

 

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Le informazioni contenute in questo articolo si intendono a scopo puramente informativo e in nessun caso possono sostituire un parere medico. Si raccomanda di rivolgersi sempre ai Medici per ogni dubbio o richiesta e prima di assumere qualsiasi farmaco.

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