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I test di screening in Italia: tutto quello che c’è da sapere

Test di screening

Che cos’è un test di screening?

Il test di screening (dall’Inglese to screen, vagliare, esaminare) indica per estensione un protocollo di indagini diagnostiche, specifico per patologia, per individuare soggetti affetti dalla patologia in esame, applicato su larga scala su una popolazione asintomatica ma a rischio di svilupparla, a causa di determinate caratteristiche predisponenti, con la possibilità di offrire a coloro che risultano positivi, indagini mirate di approfondimento diagnostico.

La caratteristica fondamentale di un test di screening è che esso venga effettuato a tappeto sulla totalità di una popolazione asintomatica ma con caratteristiche precise e che costituiscono un fattore di rischio per la patologia che si va a ricercare, es uno dei due sessi, o per classe di età.

I test di screening rientrano in un protocollo di prevenzione, perché mirano a individuare determinate patologie in fasi molto precoci, quando cioè non danno ancora segno di sé. Un test di screening adeguato può fare la differenza in quelle patologie in cui la terapia è più efficace tanto più la diagnosi è precoce, perché non solo può salvare la vita o alleviare le sofferenze influendo sulla scelta della terapia, ma qualche volta può contribuire a prevenirne l’insorgenza, per esempio quando è possibile intervenire precocemente sulla comparsa di caratteristiche predisponenti la malattia (es. polipi intestinali o noduli mammari con alta probabilità di trasformazione maligna).

I test di screening sono gratuiti per i cittadini.

 

medical-563427_1280-320x213 I test di screening in Italia: tutto quello che c'è da sapere

Campagne di screening in Italia

In Italia esistono diverse campagne di screening, e l’esempio più classico è lo screening oncologico, proprio per l’importanza di una diagnosi il più precoce possibile di una patologia che inizia quasi sempre in modo asintomatico o paucisintomatico:

  • il Pap test triennale per scoprire il carcinoma della cervice uterina in donne 25-64 anni
  • la mammografia biennale per diagnosticare il tumore della mammella in donne 50-69 anni.
  • Per il tumore del colon retto ricerca di sangue occulto nelle feci ogni 2 anni uomini e donne 50-70/74 anni o la  rettosigmoidoscopia ogni 10 anni a partire dai 58-60 anni.
  • Esplorazione rettale digitale e dosaggio del PSA in uomini dai 50 anni per il tumore della prostata anche se il loro reale ruolo resta controverso.

 

Ma ne esistono anche altri:

  • il test cutaneo noto come reazione di Mantoux, impiegato per rilevare l’esposizione alla tubercolosi;
  • i test di screening prenatali: la misura della translucenza nucale e l’amniocentesi pescreening1 I test di screening in Italia: tutto quello che c'è da saperer le malattie cromosomiche del feto; la misurazione della proteina alfa-fetoproteina nelle gravide per rilevare alcune anomalie fetali; il tri-test per la sindrome di Down; eventuali malattie infettive che possono arrecare danno al feto, come la toxoplasmosi (toxotest), la rosolia (rubeo-test), la sifilide (lue-screening), l’HIV e il test TORCH (per la ricerca globale di anticorpi attivi nei confronti di Toxoplasma gondii, Virus della Rosolia, Citomegalovirus ed Herpes Simplex); un eventuale incompatibilità materno-fetale (Test di Coombs).
  • Molto importante risulta anche lo screening per il diabete gestazionale (GCT, Glucose Challenge Test),
  • test di screening neonatali per la ricerca di alcune malattie congenite, come la fibrosi cistica, la fenilchetonuria e l’ipotiroidismo congenito.

 

Le caratteristiche di un buon test di screening secondo OMS sono:

  • il buon rapporto costo/beneficio: solo patologie a grande rilevanza epidemiologica giustificano campagne di screening, e il test deve avere un costo contenuto perché le campagne hanno un costo globale molto importante.
  • un basso numero di falsi positivi e falsi negativi a causa delle ripercussioni che queste situazioni hanno sui pazienti.
  • deve esistere una terapia per la patologia ricercata e devono esistere strutture per la diagnosi e trattamento.
  • il test deve essere bene accetto dalla popolazione, non deve cioè essere troppo invasivo o da eseguirsi a intervalli troppo ravvicinati.

 

Oltre ai tradizionali esempi riportati, tuttavia, esistono innumerevoli test di screening per altre patologie, che vengono però effettuati soltanto su particolari popolazioni a rischio, ad esempio per la familiarità di una o più malattie

 

 

spazzola-test-hpv-320x213 I test di screening in Italia: tutto quello che c'è da sapereTest di screening per il tumore al collo dell’utero

Sono il Pap-test, effettuato ogni tre anni su donne di età 25-30 anni e il test di ricerca per il Papillomavirus, un virus che colpisce le cellule del collo dell’utero e mutandole causa il tumore. Viene erogato ogni 5 anni a donne tra i 5 e i 64 anni

I prelievi sono simili e si eseguono con una spatolina e con un lungo scovolino, strofinati sulla cervice per raccogliere le cellule poi esaminate al microscopio. Se ne occupa un Ginecologo, dopo aver introdotto uno speculum.

Se il risultato è positivo o dubbio, cioè se il collo dell’utero presenta caratteristiche pre-cancerose, si procede nelle indagini con la colposcopia.

Screening per il tumore del colon-rettounnamed-1-1 I test di screening in Italia: tutto quello che c'è da sapere

Persone tra i 50 e i 69 anni sono sottoposte alla ricerca del sangue occulto nelle feci, ogni 2 anni. Si tratta di un esame estremamente semplice che consiste nel raccogliere a casa un campione di feci in cui il laboratorio cerca del sangue invisibile a occhio nudo, indizio (aspecifico e non esclusivo) di questo tumore.

In alcune zone d’Italia, per esempio in Piemonte, al posto della ricerca del sangue occulto, si utilizza la rettosigmoidoscopia, un esame più invasivo ma eseguito una solta volta all’età di 58-60 anni: tramite una piccola sonda flessibile introdotta nella porzione più terminale dell’intestino, dove si sviluppa il 70% di queste neoplasie, il medico esamina la mucosa attraverso una telecamera.

In entrambi i casi, se il risultato è positivo, il pz verrà invitato a sottoporsi a test più specifici che consistono in una colonscopia dell’intero colon. Inoltre, durante la colonscopia il medico può intervenire su eventuali neoformazioni, asportandole per poterle poi analizzare da un punto di vista anatomopatologico.

 

test-di-screening-per-il-tumore-al-seno-e-ovaie-320x132 I test di screening in Italia: tutto quello che c'è da sapereTest di screening per il tumore al seno

Si rivolge a donne tra i 50 e i 69 anni, tramite una mammografia (Mx) eseguita ogni due anni (anche se al momento si sta sperimentando l’efficacia di una fascia di età più ampia): la mammografia è una radiografia del seno e individua tumori anche di piccole dimensioni che ancora non sono percepibili alla palpazione

Secondo il Ministero della Salute, per ogni 1.000 donne di età tra i 50 e i 69 anni sottoposte regolarmente ai programmi di screening e seguite fino a 79 anni di età, lo screening permette di salvare tra 7 e 9 vite.

Se la mammografia è dubbia o positiva si approfondirà la diagnosi con la ripetizione della Mx, cui viene aggiunta l’esecuzione di un’ecografica e una visita clinica, fino ad arrivare alla biopsia.

 

In questo particolare momento storico, è impossibile astenersi dal citare i test di ricerca del Coronavirus-19 (o download-2-1 I test di screening in Italia: tutto quello che c'è da sapereCoV19, SARS-CoV-2), anch’essi test di screening.

 

Tampone molecolare e tampone antigenico

Il tampone viene eseguito tramite un bastoncino cotonato, simile a un lungo cotton-fioc, strofinato sulla mucosa naso-faringea e orofaringea, inserendolo al fondo del naso e della bocca. Dura pochi secondi ed è scarsamente invasivo. Deve essere eseguito da personale specializzato e poi anallizzato in laboratorio di riferimento reguiale, secondo accordi con il Laboratorio di Riferimento Nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità.

Le modalità di esecuzione del tampone antigenico (o RAPIDO) è la medesima, ma a differenza del tampone molecolare, i tempi di risposta sono molto brevi (circa 15-30 minuti).

 

Test sierologico

Si basa sull’analisi del sangue del paziente. Può essere effettuato su una singola goccia (tipo qualitativo) o tramite un vero e proprio prelievo, che consente il dosaggio degli anticorpi.

A differenza del tampone, il test sierologico non può dare indicazione di infezione in corso, ma soltanto di avvenuta esposizione: consente cioè di scoprire se il pz, in un’epoca indeterminata, è venuto a contatto con il virus.

Il test sierologico, pertanto, non può sostituire il tampone molecolare.

 

Questo articolo non si sostituisce a un’indagine clinica. Rivolgersi sempre al proprio Medico.

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