Cultura

Tunisi è la nuova Roma? Rinascita dopo 10 anni di tensioni

Tunisi è la nuova Roma? Veduta da Sidi Bou Said, una zona costiera della capitale tunisina.

Tunisi è la nuova Roma?  La capitale tunisina è una città in pieno fermento. Quasi sconosciuta ai più, può presentarsi come un’alternativa nuova e affascinante per i turisti in Nord Africa. Nonostante gli ultimi anni turbolenti, grazie ai suoi monumenti e alla sua atmosfera alcuni la chiamano la nuova Roma. Sarà vero? Scopriamolo!

Tunisi è la nuova Roma?  Introduzione.

La Tunisia è la nazione africana più vicina all’Italia, separata da uno stretto braccio del Mar Mediterraneo. La capitale, Tunisi, si trova nel nord del Paese non lontano dalla costa. Questa è una città in pieno sviluppo che vuole scrollarsi di dosso i passati anni di instabilità e violenza.

Uno degli eventi che aveva destato preoccupazione nell’opinione pubblica, specie quella occidentale, è stata la “Primavera araba” nel 2011. Questa rivoluzione che ha infiammato il Nord Africa 10 anni fa, ha avuto come risultato la cacciata del presidente Zine al-Abidine Ben Ali.

Nel 2015, invece, passato lo spettro della rivoluzione, gli attacchi terroristici dell’Isis contro il Museo del Bardo hanno suscitato di nuovo panico e diffidenza verso la Tunisia.

Al giorno d’oggi, la situazione nel Paese è migliorata nonostante la crisi economica. Sono stati migliorati gli apparati di sicurezza e garantita una condizione piuttosto rara nella zona: la libertà di espressione. Questi fattori stanno rendendo Tunisi una città più dinamica e aperta alle novità.

Tunisi è la nuova Roma? La rivoluzione portata dai giovani.

Leila Ben Gacem.

La libertà di espressione e la volontà di rilancio che animano Tunisi in questi anni si esprimono attraverso la vitalità dei giovani. Le nuove generazioni ispirate dal mondo che le circonda sfruttano la loro dinamicità e intraprendenza per iniziare nuovi business.

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Tunisi è la nuova Roma? L’imprenditrice Leila Ben Gacem sta portando avanti un ambizioso progetto di riqualificazione turistica delle pensioni e delle botteghe di Tunisi. (Fonte: Twitter)

Tunisi ha trovato la sua via nel dare nuova linfa al suo artigianato. Uno degli esempi migliori è Leila Ben Gacem, un’imprenditrice e ingegnere, che dopo aver lavorato in Europa è tornata a Tunisi. Qui ha deciso di salvare l’artigianato e l’arte locali a rischio di scomparire.

Il progetto di Leila Ben Gacem è iniziato nel 2013 col proposito di incoraggiare la crescita economica tunisina valorizzando le piccole realtà locali. Dopo mesi a contatto con gli artigiani della Medina di Tunisi ascoltando le loro storie, Ben Gacem ha fondato l’associazione Blue Fish. L’intento di questa iniziativa è quello di far sopravvivere le bottiglie storiche di Tunisi.

“Quando le persone viaggiano, vogliono una storia, vogliono essere parte di qualcosa.” (Leila Ben Gacem)

Sotto la guida di Leila, intagliatori di gesso, ceramisti, falegnami e scalpellini hanno cominciato a ristrutturare le pensioni (la prima ha richiesto sette anni di lavoro) dove accogliere i turisti, la nuova linfa vitale delle botteghe e dei mercati di Tunisi.

Inoltre i visitatori ricevono una mappa con tutti i negozi e i laboratori per permettere loro di entrare in contatto con la vera manifattura tunisina e immergersi nell’atmosfera della Medina.

“In un primo momento gli artigiani non capivano perché le persone volessero vedere le loro botteghe o vederli fare cappelli o pantofole.”        (Leila Ben Gacem)

Anissa Meddeb.

Anissa Meddeb è un’altra giovane imprenditrice che si è messa in gioco nel Paese natale della sua famiglia. Giunta a Tunisi nel 2016 dopo aver vissuto a Parigi e New York, Anissa Meddeb ha deciso di creare il suo brand di moda: “Anissa Aida”.

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Tunisi è la nuova Roma? La stilista Anissa Meddeb ha aperto a Tunisi il suo brand Anissa Aida. (Fonte: LinkedIn)

I pezzi forti di questo marchio sono i tessuti con influenze asiatiche.  I materiali, assicura Anissa, sono tutti di grande qualità e prodotti in loco, frutto di una lunga ricerca della stilista tra i villaggi tunisini.

“Io volevo tornare alle radici dell’artigianato.” (Anissa Meddeb)

Alla fine gli sforzi della stilista sono stati ripagati e ora il suo marchio è diffuso in tutto il Paese magrebino e in Europa. Parlando della Tunisia, Anissa ammette soddisfatta che qualcosa sta cambiando e che per gli artisti c’è speranza:

“C’è un’energia a Tunisi ora, specialmente con gli artisti più giovani. Le persone hanno qualcosa da dire.” (Anissa Meddeb)

Tunisi è la nuova Roma? Una passeggiata tra la Medina e le rovine di Cartagine.

Leila Ben Gacem e Anissa Meddeb sono solo esempi della rinascita di Tunisi dopo il caos degli ultimi anni. Passeggiando tra i quartieri scoprirete tanti negozi e botteghe tipiche del Maghreb. Alcuni quartieri consigliati per lo shopping sono Mutuelleville, La Marsa, Hager Fouta e Lyoum.

La Medina di Tunisi.

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Veduta di una moschea della Medina di Tunisi.

Se volete addentrarvi nel cuore storico di Tunisi per assaporarne la vera essenza senza rinunciare allo shopping allora non potete perdervi la Medina. Una Medina è un antico quartiere tipico delle città del Nord Africa (anche se in passato erano presenti anche in Spagna e in Sicilia). Quello di Tunisi risale all’VIII secolo ed è patrimonio dell’UNESCO dal 1979.

All’interno della labirintica Medina sarete immersi dall’atmosfera della Tunisia medievale e potrete ammirare i suoi 700 monumenti, tra cui palazzi e moschee, come quelle di Edabaghine e Cheikh Rasaa per citarne alcune.

Nei 270 ettari che compongono la millenaria Medina troverete tutto quello che desiderate nei negozi e nelle botteghe sparse per il quartiere.

Le rovine di Cartagine.

Tunisi non è solo una città araba. Avvicinandoci alla costa del Mar Mediterraneo, vicino al quartiere di Sidi Bou Said si trovano i resti di Cartagine.

I luoghi migliori dove ammirarli sono la collina di Byrsa e il Tophet.

La collina di Byrsa.

In questa zona sorgeva l’antica rocca di Cartagine, la città fondata nell’814 a.C. da dei coloni provenienti da Tiro, nell’attuale Libano. Byrsa è legata al mito della nascita della città. Qui, infatti, i coloni guidati dalla regina Didone (la stessa che si innamora di Enea) si sarebbero stabiliti in primo luogo.

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Le rovine della città di Cartagine sulla collina di Byrsa.

Il nome di Byrsa, secondo gli antichi, viene dal greco e vuol dire “pelle di bue”. Infatti nel mito della fondazione di Cartagine un re locale per schernire Didone appena arrivata le concesse di stabilirsi entro lo spazio occupato da una pelle di bue. Allora la regina fenicia decise di tagliare la pelle in strisce sottilissime e disporle una vicina all’altra fino a circondare la collina ingannando così il re.

Oggi a fianco alle rovine della cittadella, distrutta dai Romani nel 146 a.C., si trova un piccolo museo che raccoglie tutti i reperti trovati a Byrsa e dintorni. Però questo è attualmente chiuso per restauro fino a data da destinarsi.

Il Tophet di Cartagine.

Una meta inusuale e di grande effetto è il Tophet di Cartagine. È un antico santuario a cielo aperto e cimitero di età punica. La sua funzione non è ancora chiara e sin dall’antichità su credeva che nel Tophet avvenissero rituali con sacrifici di bambini in onore degli dei Baal, Tanit o Melqart.

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Le piccole sepolture nel Tophet dell’antica Cartagine. (Fonte: Pinterest)

Secondo alcuni studiosi la realtà non sarebbe così scabrosa come pensavano gli antichi e le piccole tombe di questo santuario sarebbero una parte separata della necropoli dedicata ai bambini morti prematuramente.

Tunisi è la nuova Roma? Il sito di Dougga.

Se avete il tempo e la possibilità di allontanarvi da Tunisi, fate una visita al sito archeologico di Dougga. Sì trova nei pressi della città di Tabursuq, a metà strada tra la capitale tunisina e il confine con l’Algeria.

Dougga (o Thugga) è considerato uno dei siti romani meglio conservati dell’Africa ed è annoverato tra i Patrimoni Mondiali dell’UNESCO. La città si staglia solitaria nel deserto che l’ha protetto fino ad oggi. A Dougga si conservano edifici cartaginesi, numidi e romani.

I resti più importanti sono quelli lasciati dai Numidi e dai Romani. I primi eressero un mausoleo al re Massinissa, storico alleato dei Romani, nel 138 a.C. su ordine del figlio Micipsa.

I secondi lasciarono un’impronta più evidente con il Capitolium, il tempio dedicato alla Triade Capitolina (Giove, Giunone e Minerva), risalente al 166/167 d.C. e vari edifici pubblici come la piazza di Commodo, le terme, il teatro e l’arco di trionfo di Severo Alessandro.

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Il teatro romano di Thugga, oggi Dougga. (Fonte: Pinterest)

Tunisi è la nuova Roma? Conclusioni.

Tunisi è una città dal grande fascino, ricca di storia e cultura. Certamente merita più visibilità per poter sfruttare al meglio tutto il suo patrimonio e lo slancio portato dai giovani.

È una meta di viaggio alternativa, economica e relativamente vicina a noi. Le attrazioni sono tante e per tutti i gusti.

Quindi, dopo la pandemia, che ne dite di vedere con i vostri occhi se Tunisi è la nuova Roma?

 

 

 

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