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Eccezionale scoperta archeologica in Francia riporta alla luce la tomba di un bambino

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E’ sicuramente la più grande scoperta archeologica dell’ultimo decennio la tomba di un bambino rinvenuta in Francia, che fa luce sui riti funerari degli antichi Galli.

Nei giorni scorsi, gli archeologi dell’Inrap, l’Institut national de recherches archéologiques préventives, hanno infatti rinvenuto nei pressi dell’aeroporto di Clermont-Ferrand ad Aulnat (Puy-de-Dôme), una tomba eccezionalmente intatta in cui sono state trovate le ossa di un bambino di un anno e del suo fidato cane sbalorditivamente ben conservati.

Risale all’età Tiberiana, ovvero ai tre decenni seguenti l’avvenuta di Cristo, l’eccezionale scoperta archeologica fatta in Francia e riporta alla luce la probabile testimonianza di un antico rito funebre della popolazione dei Galli, nemici storici dei romani.

Sepolto in una bara a muro di 80 centimetri, collocata in una fossa incredibilmente ampia per poter accompagnare il defunto con una copiosa quantità di oggetti, il bambino mostra tutti i segni di essere appartenuto ad un ceto sociale di notevole importanza.

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L’importanza degli oggetti nella scoperta archeologica avvenuta in Francia

Ritrovati attorno alla barra una ventina di contenitori in terracotta, usati per il banchetto funebre e contenenti mezzo maiale tagliato longitudinalmente, a cui si aggiungono tre esemplari di stinco di prosciutto, altre due porzioni più piccole di maiale e due galline alle quali era stata mozzata la testa. Alcuni vasi in miniatura e due balsamari di vetro possono aver contenuto cosmetici o medicinali, che analisi chimiche identificheranno nelle prossime settimane.

Sono proprio questi oggetti ad aver monopolizzato l’attenzione degli archeologi in quanto aprono nuove porte verso la conoscenza degli antichi riti funebri di questa popolazione legati alla mortalità dei bambini.

La tipologia degli oggetti rinvenuti portano a credere che il bambino appartenesse ad una famiglia sfacciatamente ricca in quanto le tradizionali abitudini funerarie prevedevano la collocazione di massimo due vasi ai pieni del defunto.

Il cucciolo di cane sepolto accanto alla bara del bambino

A rendere questa scoperta archeologica ancor più strabiliante non è di per sé il ritrovamento dei resti di un cucciolo di cane accanto ad una bara di accompagnamento del piccolo defunto, bensì del collare dell’animale, circondato da una targhetta in bronzo e del suo campanello. Tale scoperta, oltre a far chiarezza sui riti, dimostra l’importanza dei nostri amici a 4 zampe che già 2000 anni fa erano considerati parte integrante della famiglia.

Altri ritrovamenti che rendono questa scoperta archeologica tra le più eccezionali del decennio

Contro la bara, un cerchio di ferro di circa trenta centimetri di diametro era accompagnato da un’asta piegata. Gli archeologi ipotizzano essere un giocattolo: un cerchio e la sua bacchetta che lo fanno rotolare a terra. L’estremità dell’asta era stata infilata tra le gambe del cucciolo posto ai piedi del defunto, fuori dalla bara. Questo cucciolo indossava un collare decorato con una quindicina di applicazioni in bronzo e dotato di un campanello.

Nella tomba c’era anche un deposito tanto piccolo quanto toccante, posto su un frammento di conchiglia: un dente da latte perso da un bambino più grande, che potrebbe essere stato il fratello o la sorella del giovane defunto.

Sulla pagina Facebook dell’Inrap è possibile, poi, vedere tutte le foto dello scavo, realizzate da Denis Gliksman dell’Inrap, inclusa quella relativa alla tomba del bambino col cane con targhetta e campanellino.

 

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