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Agrihood: agricoltura di quartiere per una vita più sostenibile.

Agrihood: agricoltura di quartiere per una vita più sostenibile.

Cosa succederebbe se campagna e città si fondessero in un unico
ambiente, pensato e strutturato per migliorare la qualità della nostra
vita e di quello che la circonda, in modo sostenibile ed ecologico?

In Nord America tutto ciò è già realtà da diversi anni, tanto che questo
vero e proprio “stile di vita” ha anche un nome registrato: Agrihood.

Agrihood agricoltura di quartiere –  cosa vuol dire?

E’ un termine abbastanza recente, coniato (e prontamente registrato) nel
2014 dalla società californiana Rancho Mission Viejo, con lo scopo di
affascinare famiglie desiderose di una situazione abitativa differente,
più attenta alla qualità ed alla sostenibilità; nel tempo, è diventato
un vero e proprio stile di vita.

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Il mercato locale della comunità agrihood di Serenbe Photo credits: serenbefarms.com Agrihood agricoltura di quartiere -the web coffee

“Agrihood” è una parola che deriva dalla fusione di “agricolture” (agricoltura)
con “neighborhood” (vicinato) ed indica i nuovi quartieri, sorti tra la
città e la campagna, in cui la zona residenziale si sviluppa attivamente
attorno a campi e fattorie, tra orti, serre e giardini.

Sono comunità organizzate, che hanno come obiettivo comune la
sostenibilità, senza rinunciare alle comodità della città: una via di
mezzo che, guardando questi primi esperimenti, può essere molto
piacevole.

Agrihood agricoltura di quartiere – Southlands, il quartiere “agricolo” di Vancouver.

Questo progetto della società Century Group sta finalmente per venire
alla luce.

Finalmente, perché dall’idea iniziale alla partenza della sua
realizzazione, sono trascorsi circa 30 anni: il lavoro di una vita.

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Photo credits: centurygroup.ca Agrihood agricoltura di quartiere -the web coffee

Il fondatore della Century Group, George Hodgins, comprò il sito di
costruzione nel 1990, promettendo di mantenere la sua eredità agricola,
ma solo da settembre di quest’anno è possibile acquistare una delle
prime 77 case disponibili.

L’obiettivo principale era, ed è ancora, quello di creare una comunità
unita e consapevole, proiettata verso la sostenibilità e che abbia un
rapporto diretto con agricoltori ed allevatori: decisamente “agrihood” come idea.

La zona residenziale si estende nella campagna e si integra con la
natura e con la vita agricola.

Le case si sviluppano tra ampi spazi verdi e sono costruite rispettando
elevati standard di sostenibilità ambientale (pannelli fotovoltaici,
compostiere…).

I residenti possono acquistare il cibo direttamente dai produttori al
market locale, totalmente biologico e a km 0, conoscere meglio la
filiera alimentare e anche partecipare a corsi, attività ed eventi
organizzati nel quartiere.

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Agrihood: una delle fattorie di Southlands Agrihood agricoltura di quartiere -the web coffee

Una vita decisamente più sana e tranquilla, anche se c’è da dire che,
purtroppo, l’acquisto di una di queste proprietà non è proprio
economico…

Southlands nasce e si sviluppa nel quartiere di Tsawwassen, alla
periferia di Vancouver e, anche se è appena iniziato, in futuro si
propone di costruire ancora circa 950 case, tutte che rispettano l’idea di una vita “agrihood”.

Questo progetto, unico nella sua portata, prende ispirazione da un’altra
esperienza di fusione tra realtà residenziale ed agricola: Serenbe.

Agrihood agricoltura di quartiere – Serenbe, un’utopia verde alle porte di Atlanta

Serenbe è sicuramente una pietra miliare nella storia dell’agrihood: uno dei primi esperimenti che, a distanza di quasi 20 anni, si rivela decisamente ben riuscito…

Nasce nel 2004 dall’idea quasi utopistica di una coppia di sposi, Steve
e Mary Lupo Nygren: vivere in una comunità connessa con la natura,
focalizzata sul benessere e su una qualità della vita sana e
sostenibile.

Un quartiere che conta circa 650 residenti e che è diventato un
bell’esempio di Neourbanesimo: un movimento urbanistico fortemente
legato all’ambientalismo, alla sostenibilità, alla bioedilizia ed al
concetto di comunità.

“Se vuoi cambiare il mondo, dovresti iniziare dal tuo quartiere”.

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Una delle case del quartiere di Serenbe, in Georgia. Agrihood agricoltura di quartiere -the web coffee

Natura, passione, creatività e senso di comunità sono i valori che hanno
motivato la coppia a creare qualcosa di unico: un esperimento di vita
improntato al totale benessere della persona e dell’ambiente che la
circonda.

La zona residenziale si snoda tra boschi, campi, serre e fattorie.

L’attenzione per l’alimentazione è la prima cosa che si nota: tutto
rigorosamente biologico (certificato), a km 0 e disponibile il sabato al
mercato rionale.

All’interno del quartiere, poi, si possono trovare caffetterie,
panetterie, ristoranti che utilizzano solo prodotti freschissimi e di
stagione, provenienti dai produttori locali.

Cibo per il corpo, ma non solo.

L’attenzione al benessere, qui, è a tutto tondo: gallerie d’arte, corsi,
eventi, musica ed intrattenimento per ispirare la mente e la creatività.

E tra una palestra ed una spa, un centro benessere ed un corso di yoga,
non manca lo spazio per lo shopping!

Anche in questo caso, la sostenibilità è protagonista.

I negozi sono prevalentemente di artigianato: fiori, cosmetici naturali,
vestiti sartoriali e decorazioni di design per la casa, tutto
interamente realizzato a mano.

Un nuovo modo di concepire gli spazi, nel rispetto della natura, ma
anche un nuovo modo di concepire la nostra vita: potrà essere questo il
futuro anche qui?

Agrihood agricoltura di quartiere… in Italia

Anche nel nostro Paese si sente la necessità di un ritorno alla “Natura” ed all’ecologia.

Uno stile di vita più sano, più consapevole e sostenibile si sta iniziando a diffondere anche qui, anche se con modalità differenti.

Non si può ancora parlare, infatti, di “agrihood” vero e proprio, ma gli orti urbani (dove il comune da in concessione piccoli appezzamenti di terra ai privati che ne fanno richiesta) sono in continuo aumento.

Anche la lista degli Ecovillaggi presenti sul nostro territorio si è fatta più numerosa: piccole comunità basate totalmente sulla sostenibilità biologica ed ambientale.

Tuttavia, siamo ancora lontani dall’idea di un cambiamento eco-consapevole delle zone urbane delle nostre città, come auspicato dalle correnti Neourbanistiche.

Con più di 12 milioni di ettari di superficie utilizzata per l’agricoltura e le città in continua espansione, riprogettare gli spazi abitativi in una nuova visione che punta alla sostenibilità ed al miglioramento della qualità della vita, potrebbe essere necessario prima di quanto immaginiamo.

 

Vuoi conoscere di più Southlands e il progetto della Century Group? clicca su: https://centurygroup.ca/project/southlands

Vuoi saperne di più sulla comunità di Serenbe? clicca su:  https://serenbe.com/

Vuoi conoscere meglio gli ecovillaggi in Italia? leggi su: https://ecovillaggi.it/

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