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Lous and the Yakuza: l’artista che ha stregato l’Europa

Lous and the Yakuza: l’artista che ha stregato l’Europa

Ventiquattro anni, animo ecclettico, tanto dolore e una passione sfrenata per i manga giapponesi, Lous and the Yakuza è l’artista del momento.

Il suo primo album “Gore”, prodotto da El Guincho, risuona per tutta l’Europa dallo scorso 16 ottobre e sta rapidamente scalando le classifiche più importanti.

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Lous and the Yakuza – The Web Coffee

Lous and the Yakuza: Biografia

Marie-Pierra nasce in Congo nel 1996 ed è la terza di quattro figli. I genitori, sono medici molto impegnati nella vita sociale della loro nazione e vivono in Ruanda. Il genocidio e la guerra, costringono la madre all’esilio e Marie-Pierra si trasferisce in Belgio con la sorellina più piccola, ma nel 2009 torna in Ruanda con la famiglia.

Marie è una ragazza vivace e piena di vita e non permette alla difficile realtà in cui vive di abbatterla. Frequenta il liceo classico e si iscrive alla facoltà di filosofia, ma il suo sogno è tutt’altro: fare musica e diventare una leggenda.

Tornata in Belgio, decide di dedicare la sua vita alla musica ma questa scelta non è appoggiata dai genitori che la cacciano di casa. Marie si ritrova, a soli diciannove anni, a vivere per strada. In questi anni viene aggredita più volte e finisce all’ospedale per una malattia che le consuma il fisico e la mente, ma non abbandona mai il suo sogno.

Vive per strada, ma grazie all’aiuto di alcuni amici comincia a comporre e registrare la sua musica fino a quando, a ventidue anni, viene scoperta da un noto editore belga.

Da quel momento la sua vita si capovolge in positivo e nel giro di tre anni la sua musica esplode: il suo nome comincia ad esser ricordato, vengono pubblicati 7 EP, 52 brani e viene ospitata in un centinaio di importanti palchi europei. Ultima, ma non meno importante, la collaborazione con il produttore di Rosalìa, El Guincho, che crede nel suo progetto e lavora alla stesura del suo primo album, Gore.

 

Lous and the Yakuza: le mille passioni

La sua eccletticità, spicca violenta ad un primo sguardo. Tutto in Lous è artistico: i capelli, il modo di vestire, il volto che si disegna ogni giorno.

Il mio corpo è stato la mia prima tela, sono solita disegnare tutto il tempo sul mio corpo

Per Lous, infatti, l’arte e la musica sono una valvola di sfogo per combattere il dolore e la solitudine che la vita le ha imposto. Il disegno è stato terapeutico perché disegnare i volti simmetrici dei suoi amici immaginari, le permetteva di mantenere l’equilibrio e di tenere a bada i problemi. La musica, invece, “permette di tenere a bada le mie irruenti emozioni”.

Un’altra forte passione dell’artista è quella per il Giappone che ha sempre sentito parte di lei. Sin da bambina, infatti, notava una divertente somiglianza tra i nomignoli ruandesi e quelli giapponesi. Ha dichiarato infatti:

Spesso scherzo dicendo che il mio nome è Kakoma, ma quello è il mio cognome, trovo molto divertente questa assonanza”.

L’amore per il Giappone, l’ha portata anche ad appassionarsi agli anime e ai manga perché ama il dramma, l’intensità e il fatto che i protagonisti di queste storie non si arrendono mai ma, anzi, seguono sempre i loro sogni e i loro obiettivi.

 

Lous and the Yakuza: genesi di un nome e di un simbolo

Il nome d’arte che Marie ha scelto per presentarsi sulla scena musicale è particolarissimo e pieno di significato. Lous and the Yakuza, scomposto, significa “anima perdente”.

Il nome è formato infatti da Lous che è l’anagramma di “Soul”, anima.

La cantante, infatti, ha un legame fortissimo con Dio e la spiritualità. “Dio è amore”, afferma e per questo lei abbraccia un mix di religioni differenti: Cristianesimo, Islam, Ebraismo, Buddismo, Shintoismo… tutte le religioni per la cantante sono belle perché permettono all’uomo di amarsi e pregare all’unisono.

La seconda parte del nome, invece, è formata dalla parola “Yakuza” che nella lingua della sua terra significa “perdente”. Gli Yakuzas sono infatti le persone fuori dal normale, i criminali, quelli su cui nessuno punterebbe mai.

Il simbolo che la accompagna sempre, che potete vedere qua sotto nella foto, è parte della cantante.

L’ha disegnato lei stessa è ha la funzione di un amuleto. Ricorda delle mani alzate al cielo ed è per questo motivo che la cantante se lo dipinge ogni giorno sulla fronte, per ricordarsi che è ancorata alla terra ma che deve accettare tutto ciò che arriverà nella sua vita dal cielo, nel bene e nel male.

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Lous and the Yakuza – The Web Coffee

Lous and the Yakuza: l’incontro con El Guincho

La cantante lo teneva d’occhio dalla hit “Bombai” e si è innamorata del suo stile, quando ha sentito “Malamente” di Rosalìa, interamente prodotta da lui.

Per lei, sentire quella canzone è stata una rivoluzione, uno shock. Non aveva mai sentito nulla di simile prima, in tutta la sua vita e riteneva geniale questo ammodernamento del flamenco, ottenuto dal mix con le sonorità Trip-Hop e Hip-Hop.

Decise quindi di prendere un aereo e volare a Barcellona per proporgli le sue idee.

Lous ha fatto bene a rischiare perché il produttore è rimasto stregato dalla sua musica e alla forza dei suoi beat. Da qui, una nuova e innovativa collaborazione sotto l’ala creativa di El Guincho che guida con pazienza l’irruenza di Lous e che riesce a trasformare in musica tutte le sue folli idee.

La cantante si ritiene grata e fortunata per questo, anche perché finalmente ha trovato qualcuno che capisce le armonie dei suoi accordi e lo stile preciso che ha in mente.

 

Lous and the Yakuza: Gore, il primo album

Il 16 ottobre è uscito Gore, l’album d’esordio. Lo scopo di questo lavoro, afferma El Guincho, è di far conoscere Lous and the Yakuza al mondo.

Sarà un lavoro soft, di avviamento alla scena della musica in modo da preparare il mondo intero al suo stile, alle sue sonorità e alla sua fortissima identità.

Gore è interamente in francese ed un composto da 10 tracce:

  1. Dilemme
  2. Bon Acteur
  3. Téléphone Sonne
  4. Dans la Hess
  5. Tout est Gore
  6. Amigo
  7. Messes Basses
  8. Courant d’Air
  9. Quatre heures Du Matin
  10. Solo

Lous and the Yakuza: sonorità e stile dell’album

Gore è un album che sembra quasi senza tempo.

È uno specchio della forte identità della giovane artista. Parla della sua travagliata vita, dei dolori subiti, delle porte in faccia ricevute, della solitudine, dei tradimenti e della resilienza.

I testi sono tutti opera della cantante e sono autobiografici per la maggior parte.

Le sonorità dei pezzi di Lous and the Yakuza, sono fortemente influenzate dalla sua identità africana e infatti troviamo ritmi tipici della rumba fusi a quelli della trap e hip-hop. Le melodie sono specchio della sua stravaganza ed eccletticità e contengono dentro tutti i suoi interessi.

Un esempio è evidente in “Mass Basses” in cui si parla di un tradimento, avvenuto da parte di un suo caro amico e in cui Lous ha inserito nel coro un cantilenante di “Yo, yo, yo” che ha “rubato” alla cantante giapponese Ikue Asazaki che ammira tantissimo per via della nostalgia possiede nella voce. La parola “Yo”, inoltre, in Ruanda viene usata come lamento di dolore e quindi rispecchia appieno il tema del brano e il dolore derivato dal tradimento.

Il brano apripista dell’album, non poteva non essere “Dilemme”. Questo, infatti, l’ha resa famosa e le ha fatto ottenere il disco di platino in Italia con più di 35 milioni di stream.

Con il brano ha raggiunto la Top 50 della classifica airplay di Earone, ed inoltre è stato remixato per il mercato italiano anche da Tha Supreme e Mara Sattei.

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Lous and the Yakuza – The Web Coffee

Lous and the Yakuza, a numerose interviste, ha dichiarato che la gente le ha sempre rimproverato di essere troppo contradditoria, ma lei non pensa di esserlo. Dal suo canale YouTube, in cui si apre al pubblico, ha affermato infatti:

“Non penso di essere contraddittoria. Io posso essere un po’ religiosa, vestire di rosa in studio, cantare di razzismo, disegnare facce di persone che non esistono. Posso essere appassionata di Giappone ed essere allo stesso tempo una 24enne congolese di origini ruandesi, amante della musica classica, di Mozart e Sakamoto contemporaneamente. Se mi ascoltaste bene capireste che non sono così complicata, semplicemente mi piacciono tante cose”

Un inizio di carriera spumeggiante, insomma, per Lous and the Yakuza. Questa straordinaria ragazza, ha tutte le carte in regola per entrare nella storia.

Sicuramente sentiremo ancora parlare di lei per tanto tempo.

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