Viaggi

Tour di Firenze tra vini, arte e leggende

Tour di Firenze - vini toscani

E come ‘l volger del ciel de la luna
cuopre e discuopre i liti sanza posa,
così fa di Fiorenza la Fortuna:
per che non dee parer mirabil cosa
ciò ch’io dirò de li alti Fiorentini
onde è la fama nel tempo nascosa.
(Dante Alighieri, Inferno XVI, 82-87)

Firenze: la “culla del Rinascimento“, un museo a cielo aperto, ricca d’arte, cultura e poesia.

Bella, superba, con i suoi palazzi imponenti, i vicoli nascosti ed il lento, leggiadro scorrere dell’Arno.

E poi, i monumenti, le chiese, i ponti ed i musei, le sue grandi piazze e le numerosissime opere d’arte sparse in tutta la città: a Firenze, per nascita o di passaggio, son stati protagonisti artisti come Brunelleschi e Masaccio, Michelangelo e Donatello, Lorenzo il Magnifico ed il Savonarola.

Pittori, scultori, architetti, principi e predicatori: illuminati ed artisti geniali, complici di aver trasformato Firenze nella “culla dell’arte” d’Italia, un modello per l’ “Uomo Nuovo” che stava, in quel momento, uscendo dal Medioevo.

firenze1-320x468 Tour di Firenze tra vini, arte e leggende
Tour di Firenze – ph. Pinterest

Tour di Firenze: i 5 luoghi da non perdere

Firenze è un sogno ad occhi aperti, un luogo ricco di meraviglie, ed è quasi impossibile scoprirle tutte in una volta: bisogna tornare sui propri passi, cambiare angolazione, guardare da vicino, toccare, sentire, assaporare.

Solo così può esser vissuta davvero.

Ma per il momento, ho preparato per voi una lista dei luoghi che ho più amato di questa splendida città: vediamoli insieme!

Il Duomo di Firenze, il Campanile di Giotto e la Cupola del Brunelleschi

Duomo-Florence-320x480 Tour di Firenze tra vini, arte e leggende
Tour di Firenze – Duomo (ph. entouriste.com)

Il nostro tour non può che iniziare da Santa Maria del Fiore, il Duomo di Firenze, terza basilica al mondo per dimensioni, simbolo e cuore pulsante della città.

E, ricoperta di mattoni rossi, a contrasto con il bianco e luminoso marmo di Carrara del Duomo, svetta sopra di esso la celebre cupola, l’opera più importante del Brunelleschi, che domina Firenze come un angelo protettore: è ancora oggi la costruzione più alta di tutta la città.

Al suo interno vi è la più grande superficie mai decorata ad affresco: tremilaseicento metri quadri, eseguiti dalle abili mani di Giorgio Vasari e Federico Zuccari.

“Chi mai sì duro o sì invido non lodasse Pippo architetto vedendo qui struttura sì grande, erta sopra e’ cieli, ampla da coprire con sua ombra tutti e’ popoli toscani, fatta sanza alcuno aiuto di travamenti o di copia di legname, quale artificio certo, se io ben iudico, come a questi tempi era incredibile potersi, così forse appresso gli antichi fu non saputo né conosciuto?”
(Leon Battista Alberti, De Pictura, Prologo)

Il duomo si affaccia sull’omonima piazza, nella quale sorge anche il Battistero di San Giovanni, uno degli edifici più antichi di Firenze, dalla struttura ottagonale realizzata con marmo verde di Prato e con quello bianco di Carrara: particolare menzione va ai suoi tre portali di bronzo, tra cui spicca la Porta del Paradiso che riporta impresse scene tratte dall’Antico Testamento.

Sulla stessa piazza svetta anche l’imponente Campanile di Giotto, la torre campanaria di Santa Maria del Fiore: alto 84.70 metri, è la più chiara testimonianza dell’architettura gotica fiorentina del Trecento, slanciata, verticale ma estremamente solida.
E’ rivestito di marmi bianchi, rossi e verdi, ed è considerato il campanile più bello d’Italia.

Alla sua morte (1337), Giotto tuttavia vedrà realizzata solo la prima parte del suo progetto: i lavori furono poi portati avanti da Andrea Pisano.

Ponte Vecchio

9991a7301344f06e22db1e41736080d7-320x400 Tour di Firenze tra vini, arte e leggende
Tour di Firenze – Ponte Vecchio (ph. Pinterest)

Un ponte dalla fama internazionale, forse il più fotografato al mondo, uno dei simboli della Firenze storica: da secoli permette il passaggio sulle acque dell’Arno ed unisce il centro storico della città con la zona est, chiamata dai fiorentini “Diladdarno”.

Particolarità del ponte sono le botteghe degli artigiani, raffinati negozi d’orafi che fiancheggiano la strada, interrotti al centro del ponte per far spazio a due ampie terrazze panoramiche.

Un tempo, tuttavia, il ponte era dominato dalle botteghe dei verdurai e dei macellai, sicuramente uno scenario molto meno chic di quello attuale, ma pur sempre caratteristico!

Sulla parte est del ponte c’è il Corridoio Vasariano degli Uffizi, costruito nel 1565 da Giorgio Vasari  per unire gli uffici amministrativi di Piazza della Signoria alla dimora residenziale dei Medici, Palazzo Pitti.

Con la costruzione del Corridoio, le vecchie botteghe furono fatte sloggiare per inserire negozi di orafi ed artigiani, ritenuti più adatti alla raffinatezza del luogo.

Piccola curiosità: si dice che Hitler abbia dato ordine di risparmiare Ponte Vecchio durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. La bellezza e l’eleganza del ponte, a quanto pare, avevano colpito anche il Führer.

Museo degli Uffizi

f8942f5d916ae024998d603cebd25875-309x480 Tour di Firenze tra vini, arte e leggende
Tour di Firenze – Galleria degli uffizi (ph. Pinterest)

Un vero e proprio scrigno di capolavori d’ogni secolo, di opere d’arte famosissime, meta fissa per tutti gli amanti dell’arte. File infinite di gente proveniente da ogni angolo del pianeta invade ogni giorno gli Uffizi: si attesta, ogni, anno, un milione e mezzo di visitatori.

Si tratta del museo più visitato al mondo insieme ai Musei Vaticani di Roma, è un edificio dalla caratteristica forma a U. E’ qui che si trovano la Venere di Botticelli, lo Scudo con testa di Medusa di Caravaggio, l’Annunciazione di Leonardo Da Vinci.

Dalla sala del Trecento in poi, è un crescendo di meraviglia: si parte dalle tre pale di Cimabue, Duccio di Buoninsegna e Giotto raffiguranti la “Madonna in trono col Bambino“, per arrivare poi a Botticelli, Leonardo, al Perugino, a Durer, Caravaggio, Signorelli, Mantegna, Parmigianino, Rembrandt, Tiziano e così via.

Santa Maria Novella e la Basilica di Santa Croce

ce2d8779f44f0c8a345a35c72bb1c3a3-320x390 Tour di Firenze tra vini, arte e leggende
Tour di Firenze – Santa Maria Novella (ph. Pinterest)

Un vero e proprio esempio di “romanico-toscano”, una meraviglia in marmo bianco, nero e verde: è la Chiesa di Santa Maria Novella, costruita a partire dal 1278 dai frati domenicani.

L’interno è costituito da tre navate, ma ciò che lascia davvero senza fiato è il Crocifisso di Giotto, opera giovanile dell’artista che pende dalla volta centrale, in cui Gesù è raffigurato davvero come uomo, provato e sofferente dalla Passione.

All’interno della Cappella Strozzi, troviamo invece uno splendido ciclo di affreschi di Filippino Lippi mentre nella Cappella Gondi c’è il Crocifisso scolpito da Brunelleschi, unica opera in legno realizzata dall’artista.

L’opera più famosa di Santa Maria Novella, resta tuttavia la Trinità del Masaccio, opera a dir poco rivoluzionaria per il mondo dell’arte.

Qui Gesù in croce ha ai suoi piedi la Madonna e San Giovanni, mentre di lato sono raffigurati i committenti dell’opera, i coniugi Lenzi.

Le figure sono rese volumetriche dall’utilizzo del chiaroscuro e le fisionomie diventano più realistiche ed espressive, mentre la volta sopra al Cristo sembra così reale che il Vasari, osservandola, esclamò: “Sembra bucato quel muro”.

L’opera spiega ai cristiano come arrivare alla vita eterna: la narrazione parte dal basso, dallo scheletro appoggiato al sarcofago, rappresentazione della morte dalla quale ci si può elevare elevandosi verso Dio, tramite la preghiera.

La Madonna non guarda suo figlio morente, ma osserva, quasi rassegnata, lo spettatore mentre indica Gesù con la mano: come a dire, è lui l’esempio da seguire.

Nella Chiesa di Santa Croce, invece, si trova la tomba di Michelangelo, situata e quasi protetta dalle tre sculture rappresentanti Pittura, Scultura e Architettura. Di fronte ad essa, si trova invece la tomba di Galileo.

Segue il cenotafio di Dante, e poi le tombe di Vittorio Afieri, Antonio Canova, Niccolò Machiavelli, Gioacchino Rossini e Ugo Foscolo.

Foscolo in particolare, definì Santa Croce luogo che conserva le “Urne dei Forti”, in riferimento alle tombe dei grandi d’Italia.

In fondo alla basilica troviamo però anche le cappelle affrescate da Giotto con le Storie della Vita di San Francesco, mentre nella Cappella dei Pazzi, luogo in cui fu ucciso Giuliano de Medici e Lorenzo il Magnifico ferito durante la famosa congiura, è conservato il Crocifisso di Cimabue.

Galleria dell’Accademia

c9f09c26cc7f5ec744a9a9ed4baecdf5-320x480 Tour di Firenze tra vini, arte e leggende
Tour di Firenze – David di Michelangelo (ph. Pinterest)

Realizzata nel 1784 per volere del Granduca Pietro Leopoldo, anche la Galleria, come gli Uffizi, conserva capolavori di grandi artisti e di inestimabile valore, tuttavia l’attenzione dei turisti è rivolta quasi del tutto al celeberrimo David di Michelangelo, statua di oltre 5 metri in purissimo marmo di Carrara, incarnazione dell’idea universale di grazia, perfezione e bellezza. La statua era in precedenza esposta in Piazza della Signoria, ora è sostituita da una copia.

Ritrae, come abbiamo detto, l’eroe biblico mentre sta per affrontare Golia, simbolo dell’intelligenza che vince sulla forza bruta.

Michelangelo lavorò all’opera dal 1502 al 1504, utilizzando un blocco di marmo precedentemente usato da Agostino di Duccio e Antonio Rossellino: entrambi gli artisti abbandonarono la scultura perché giudicarono il marmo troppo fragile per sostenere il peso della statua.

Oltre al David, la Galleria ospita anche quattro delle sei Prigioni eseguite da Michelangelo per il sepolcro di Papa Giulio II e il “San Matteo”. Insomma, vale senz’altro una visita, non trovate?

5a2760ffde920dc6d71d29715fbf36db-299x480 Tour di Firenze tra vini, arte e leggende
Tour di Firenze – cartolina di Firenze (ph. Pinterest)

Ci sono ovviamente tantissime altre cose da vedere, luoghi meravigliosi da visitare come Palazzo Pitti ed il Giardino di Boboli, il museo di Palazzo Vecchio, la Casa Museo di Dante, Piazza Michelangelo, Cappella Brancacci e così via.

Tour di Firenze: alcuni miti e leggende

La Berta

In via dè Cerretani, su un fianco della chiesa di Santa Maria Maggiore, emerge dal muro qualcosa di davvero insolito: la testa pietrificata di una donna, conosciuta dai fiorentini come la Berta.

E’ la protagonista di una delle leggende più famose ed inquietanti di Firenze: si dice che l’astronomo Cecco d’Ascoli, fu accusato di stregoneria nel 1326 e condannato al rogo.

Tuttavia, riuscì a concludere un patto con il diavolo: se avesse ottenuto un solo sorso d’acqua, si sarebbe salvato.

Così, mentre bruciava, urlò ad una donna di dargli dell’acqua, ma questa gliela negò: così lui le lanciò una maledizione… e la testa della malcapitata si trova ancora là.

Il rifrullo del diavolo

Ogni volta che si passa per via dello Studio, vicino al Duomo, si percepisce una leggera brezza sul viso: questo venticello è chiamato rifrullo del diavolo. Leggenda narra che, in tempi antichi, un diavolo volesse reclamare l’anima di un prete, e per tale motivo lo rincorreva per le vie della città. Il prete, raggiunto e bloccato dal davanti al Duomo, chiese però di poter pregare un’ultima volta prima di essere dannato. Il diavolo accettò, ma il prete l’aveva ingannato: riuscì infatti a fuggire da una delle porte posteriori della Cattedrale.

Il diavolo aspettò invano per ore, sbuffando, ma accortosi dell’inganno trasformò lo sbuffo in un forte vento che ancora oggi non smette di soffiare sul viso dei passanti!

Il volto scolpito da Michelangelo

In Piazza della Signoria, troviamo una delle copie del David di Michelangelo. Ma attenzione! Perché, a destra della rampa d’accesso a Palazzo Vecchio, guardando oltre il le sculture di Ercole e Caco, troverete un ritratto scolpito sul muro, non particolarmente dettagliato, di un uomo di profilo.

Questo volto ha una storia molto curiosa: innanzitutto, vanta la firma del Buonarroti, ma non si sa ancora di preciso chi sia il proprietario della faccia! Alcuni ritengono fosse uno scocciatore che, ogni volta che incontrava Michelangelo lo affliggeva ed annoiava  con la storia dei suoi fallimenti finanziari. E proprio in una di quelle occasioni, il Buonarroti, avendo in mano gli arnesi da lavoro mentre lo scocciatore parlava, scolpì il suo profilo mentre gli dava le spalle, immortalandolo per l’eternità tra le pietre di Palazzo Vecchio.

Tour di Firenze: i migliori vini toscani

a101708c4577d8ecdb61a27b4e2f5aa1-320x363 Tour di Firenze tra vini, arte e leggende
Tour di Firenze – Vini Toscani. (ph. Pinterest)

Accantoniamo per un attimo il nostro tour di Firenze ed i suoi capolavori artistici, e dedichiamoci, al solito, al buon vino: che poi diciamocelo, di sicuro qualcosa che somiglia all’arte vi è anche nella nostra amatissima “bevanda degli dei”!

Con l’arrivo della stagione fredda, emerge la voglia di un vino più corposo, e qui di certo non mancano: in Toscana, lo sappiamo, l’enologia è una realtà radicata e fondamentale. Si tratta del resto di una delle regioni più famose al mondo per la qualità dei suoi vini.

Dei 26 vini DOCG italiani, sei sono prodotti proprio in Toscana, e sono il Brunello di Montalcino, il Carmignano, il Chianti, il Chianti Classico, il Vernaccia di San Gimignano e il Vino Nobile di Montepulciano.

In particolare, ecco tre dei vini toscani più apprezzati al mondo (e sicuramente dalla sottoscritta!)

Chianti Classico

bda5800d4b9eaae125a69dae4fdce922-320x480 Tour di Firenze tra vini, arte e leggende
Tour di Firenze – Vini Toscani. (ph. Pinterest)

La produzione di questo fantastico vino è davvero antichissima: la prima apparizione della parola “Chianti” risale addirittura al Medioevo, su una pergamena del 790.

Dal colore rubino brillante, quasi granato, al gusto risulta asciutto, di una dolcezza inconfondibile, morbido e vellutato ma sapido.

E’ un vino secco, nobile, che si arricchisce di un bouquet di frutti di bosco e spezie. Si abbina perfettamente a carni rosse e selvaggina

Il Chianti Classico deve essere invecchiato per almeno 11 mesi ed avere una gradazione alcolica minima di 12°. Diverso è per il Chianti Riserva, che richiede invece un invecchiamento di almeno 24 mesi: è un vino più fine, con un gusto più pulito.

Nobile di Montepulciano

7b4a2a15d219cce23365eeefb08cd63d-320x480 Tour di Firenze tra vini, arte e leggende
Tour di Firenze – Vini Toscani. (ph. Pinterest)

Si tratta di un  vino rosso a DOCG, le cui prime testimonianze risalgono al ‘700: ha infatti origini molto antiche, proprio come il Chianti, ed era diffuso già nell’Alto Medioevo.

E’ anche uno dei più pregiati vini della Toscana, prodotto con le uve di un particolare clone di Sangiovese che a Montepulciano prende il nome di Prugnolo Gentile, per via del profumo di prugna che regala al vino.

E’ un vino fine e corposo, che si distingue per il suo colore rosso rubino, per il bouquet intenso e floreale e per il sapore asciutto, equilibrato e persistente al quale si aggiungono sentori di tabacco, prugna secca, ciliegie, olive, viole, note erbacee e legno.

E’ particolarmente adatto a piatti a base di carne, ma anche a formaggi forti e dolci speziati.

Brunello di Montalcino

brunello-320x480 Tour di Firenze tra vini, arte e leggende
Tour di Firenze – Vini Toscani. (ph. Pinterest)

Questo vino rosso a DOCG viene prodotto nell’area sud-orientale della Toscana, e solo da uve provenienti dal territorio amministrativo del Comune di Montalcino in Provincia di Siena.

E’ un vino limpido, rosso rubino che tende al granato con l’invecchiamento. Ha un profumo caratteristico ed intenso, al palato risulta caldo, robusto, armonico e persistente. Possiede un bouquet speziato, con sentori di frutti rossi e caffè.

Le sue caratteristiche lo rendono perfetto da abbinare a piatti strutturati come selvaggina e carni rosse, funghi e tartufo ma anche a risotti.

Tour di Firenze: le “buchette del vino”

 

ada97bbff47b3d11127699f6e68c50fb-320x400 Tour di Firenze tra vini, arte e leggende
Tour di Firenze – Vini Toscani. (ph. Pinterest)

 

Sulle mura di tantissimi palazzi del centro storico di Firenze, ci sono alcune curiosissime finestrelle alte quanto un fiasco, spesso ad arco, utilizzate per la vendita del vino in strada, chiamate appunto le buchette del vino.

Chiamate anche “porte del Paradiso” (a ben donde), iniziarono ad essere costruite intorno al 1532, e permettevano di vendere con discrezione il vino direttamente in strada evitando agli avventori di dover entrare necessariamente in osteria: si inaugurava così il “commercio a distanza”.

Furono utilizzate anche nel ‘600 durante la terribile epidemia di peste , per evitare ad osti e vinai di contagiarsi entrando in contatto con i propri clienti

Un altro impiego di queste buchette era la beneficenza: si usava infatti lasciare all’interno della finestrella del cibo o una brocca di vino per i più bisognosi.

A maggio di quest’anno, durante il lockdown, le buchette sono state ufficialmente riaperte: è stata la gelateria Vivoli ad iniziare “l’opera”, decidendo di combattere così la pandemia. Ha infatti riaperto la propria buchetta del vino per servire caffè e gelati, in modalità 100% anti-Covid.

Successivamente, l’idea è stata ripresa da altri bar e così circa 170 buchette del vino sono tornate alla vita.

Non solo vino, dunque, ma anche spritz, bibite, cibo take away e chi più ne ha più ne metta: le buchette del vino sono tornate ad essere una vera e propria istituzione fiorentina.

gettyimages-1135108111-320x214 Tour di Firenze tra vini, arte e leggende
Tour di Firenze – Vini Toscani

Insomma, tra vini eccellenti, opere d’arte, curiosità e leggende, se c’è una cosa certa è che Firenze merita senz’altro più di una visita: per la sua imponenza, per la sua bellezza, per la luce che emana e per la meraviglia che colpisce il cuore ovunque gli occhi si posino.

Un luogo mistico, ricco, pregno di storia, arte, cultura e bellezza. Da visitare, ancora e ancora, e ancora.

(Fonti: 10cose.it, seidifirenzese.it. Wikipedia, Elle.com)

icon-stat Tour di Firenze tra vini, arte e leggende
Views All Time
192
icon-stat-today Tour di Firenze tra vini, arte e leggende
Views Today
1