Rosa Parks: un nome che ha fatto la storia

“Non devi mai avere paura di quello che stai facendo quando sei nel giusto”.

Rosa Parks

Perché ricordiamo Rosa Parks?

Oggi 1 dicembre si ricorda uno degli avvenimenti più importanti nel corso della storia dei diritti civili.

Rosa Parks (1903 – 2005) donna simbolo e attivista statunitense. Nel 1932 sposa Raymond Parks, attivo nel movimento dei diritti civili, passa la sua vita a lavorare come sarta in un grande magazzino e a partire dal 1943 aderisce al movimento per i diritti civili. In un periodo così importante anche Martin Luter King lottava per difendere i diritti dei neri, oppressi dai bianchi.

L’avvenimento che la rese famosa in tutto il mondo accadde il 1 dicembre del 1955, a Montgomery, quando Rosa tornando in autobus da lavoro si sedette, non trovando posto nel settore dei posti riservati ai bianchi.

Subito dopo salì un uomo bianco che restò in piedi, e dopo qualche fermata l’autista chiese a Rosa di lasciare libero quel posto. Lei non si scompose e rifiutò di alzarsi con fermezza.

Quel “NO” le causò l’arresto e fu condotta in carcere per condotta impropria e per non aver rispettato la regola che obbligava i neri a cedere il proprio posto ai bianchi nei settori comuni. Quel suo gesto scaturì una protesta di tutti gli afroamericani che passò alla storia.

Rosa Parks e Martin Luter King: i simboli della lotta

Quella stessa notte, Martin Luter King insieme ad altre decine di leader pose in atto una serie di azioni di protesta, che andarono avanti per 381 giorni affinché fosse cancellata quella regola discriminatoria. Il 13 novembre 1956, la Corte Suprema egli Stati Uniti dichiarò fuorilegge la segregazione razziale sui mezzi di trasporto pubblici poiché ritenuta incostituzionale.

Rosa Parks divenne “The Mother of the Civil Rights movement” la donna che , “mettendosi a sedere si alzò per difendere i diritti di tutti e la dignità dell’America” queste furono le parole di Bill Clinton mentre li consegnava un’onorificenza per il suo gesto, nel 1999.

Da Rosa Parks ai giorni nostri

Da sempre nel corso della storia i neri hanno subito torture e persecuzioni paragonabili alla stessa sorte degli ebrei da parte dei tedeschi. Il loro ruolo nella scala sociale era ritenuto insignificante. Non potevano avere un’istruzione e non potevano frequentare le scuole dei bianchi, non potevano sedere con loro, ma in settori ben specifichi dedicati a loro.

Gli uomini venivano sfruttati come forza lavoro e torturati se si opponevano di farlo, le donne spesso stuprate e le bambine anch’esse obbligate a svolgere lavori allucinanti per le loro giovani età. Nella storia diverse figure come Nelson Mandela, Martin Luter King, hanno fatto si che adesso i bianchi e i neri possano godere degli stessi diritti, grazie a battaglie, proteste, sacrifici, adesso sono stati fatti molti progressi.

Uno degli eventi più recenti, quando fu eletto per la prima volta nel corso della storia un presidente nero Barack Obama nel 2012, che volle farsi fotografare proprio seduto al posto di Rosa nel famoso autobus che è ancora conservato all’Henry Ford Museum, vicino a Detroit.

Alcune ideologie sono difficili da estirpare alla radice, sempre in America ci siamo trovati di nuovo anche nel ventunesimo secolo ad assistere a discriminazioni verso i neri.

L’avvenimento che ha fatto scalpore recentemente definito Black Lives Metter che ha visto l’America scendere in piazza a protestare “Le vite dei neri contano”. George Floyd, Breonna Taylor alcuni dei nomi vittime della polizia sempre sullo sondo della questione razziale. Continuano atti di vandalismo, e di discriminazione ma continua anche quel “NO” pronunciato da una sola voce, quella di Rosa Parks, oggi quel “NO” viene condiviso da molti in tutto il mondo, per combattere ancora contro questi pregiudizi.

 

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