Cucina

Il dolce tradizionale natalizio in Abruzzo: il Parrozzo

Il dolce tradizionale in Abruzzo

fe7482c69295b72e7a0ed88b0a5e5b37-chocolate-liqueur-meat-loaf Il dolce tradizionale natalizio in Abruzzo: il Parrozzo

 

 

Natale è festa, è stare con gli affetti, ma è anche il periodo durante il quale si mangiano i cibi della tradizione, quelli che naturalmente associamo al Natale. Oggi vorrei parlarvi del dolce tradizionale natalizio in Abruzzo: Il parrozzo.

Cari amici di the web coffee, anche quest’anno, nonostante tutto, siamo entrati nel periodo magico che precede le feste di Natale. Anche quest’anno, nonostante tutto, vorremmo percepire e vivere l’atmosfera natalizia. Ma soprattutto, quest’anno, più degli altri anni, abbiamo bisogno di avvolgere, anche se non è possibile abbracciare, i nostri cari, con tutto il nostro affetto e il nostro calore. Ricordiamo che il Natale è principalmente questo: amare e sperare in un  futuro migliore, per noi e per gli altri.

Detto questo, cari amici e lettori, proprio perché le feste si avvicinano, voi avete un dolce simbolo del Natale? Quel dolce che, nei giorni di festa, non può assolutamente mancare sulla vostra tavola, che fa parte della vostra tradizione? Io ne ho diversi, se devo essere sincera, ma ce n’è uno in particolare, che, da quando vivo in Abruzzo, per me rappresenta il Natale: il Parrozzo.

La prima volta che ho assaggiato questo dolce, me ne sono subito innamorata e ho deciso di provare a farmelo da me, non è difficile da preparare, basta avere alcune accortezze e la sua riuscita farà felice voi e tutti quelli a cui lo farete assaggiare. La mia ricetta, quella che preparo tutti gli anni e che riesce sempre bene, mi è stata regalata da mia suocera, abruzzese doc, che ogni anno sforna una quantità industriale di parrozzi.

Preparate carta e penna per annotare tutti gli ingredienti e i procedimenti, ma prima, mi sembra doveroso, in onore di questa regione meravigliosa e in onore di questo dolce tradizionale, raccontarvi un po’ le sue origini e la sua storia.

 

Il parrozzo, il dolce tradizionale natalizio in Abruzzo, deriva da un antico pane rozzo

bread-2824606_640-320x213 Il dolce tradizionale natalizio in Abruzzo: il Parrozzo

Nella tradizione contadina di questa regione forte e gentile, si preparava un antico pane con farina di granturco che poi veniva cotto nel forno a legna. Fu proprio ispirandosi a questo pane, che Luigi D’Amico, pasticcere pescarese, realizzò per la prima volta il dolce.

La famiglia D’Amico possedeva già dalla metà del XIX secolo una bottega, all’angolo tra Corso Manthonè e Piazza Garibaldi, che vendeva prodotti alimentari e per la pesca, essendo Pescara, all’epoca, prevalentemente una città di pescatori.

Fu dopo la Prima Grande Guerra, che Luigi D’Amico, subentrato nell’attività di famiglia, dopo il padre Biagio, decise di allargarsi e aprire un bar e un laboratorio di pasticceria. All’interno di questo laboratorio è nato il Parrozzo, caratterizzato dall’impasto giallo, come l’antico pane di granturco, riprodotto con le uova, dalla forma a cupola e dall’esterno scuro, riprodotto col cioccolato, simile alla crosta del pane cotto nel forno a legna.

La ricetta originale è tutt’ora segreta, esclusiva della pasticceria D’Amico, che negli anni è riuscita a far conoscere il dolce fuori regione e a livello internazionale, ma sono in tanti a riprodurre e riproporre il dolce in tutto l’Abruzzo, tant’è che è diventato il dolce tradizionale natalizio abruzzese.

Luigi D’Amico era legato da una forte amicizia con il poeta abruzzese Gabriele D’Annunzio e fu proprio a lui che inviò, per il primo assaggio, il dolce che aveva creato.

 

L’ode al dolce della tradizione scritta da Gabriele D’Annunzio

Il noto poeta abruzzese, Gabriele D’Annunzio, nato e vissuto a Pescara fino al 1981, anno nel quale si è poi trasferito a Roma per i suoi studi universitari, nonostante una vita ricca di eventi e di spostamenti, terminata con l’esilio a Gardone Riviera, è sempre rimasto molto legato alla sua terra d’origine e ai suoi abitanti.

In particolare, la sua amicizia con il pasticcere pescarese è stata mantenuta viva dalla frequente corrispondenza epistolare tra i due e fu in questo modo che Luigi D’Amico gli spedì in dono il dolce che aveva realizzato in onore dell’antico pane rozzo abruzzese.

Il poeta, dopo averlo assaggiato, ne rimase estasiato, tanto era forte in lui il sapore della sua terra, della sua gente, delle tradizioni e tanta era la nostalgia per tutti loro, che decise di celebrarlo in un sonetto e da allora il dolce prese il nome di Parrozzo. Queste le sue parole:

“È tante bbone ‘stu parrozze nove 

Che pare na pazzie de San Ciatté

Chiavesse messe a ‘su gran forne tè

La terre loavurate da lu bbove,

la terra grasse e luistre che se coce,

chiu tonne de ‘na provole, a ‘su foche 

gientile, e che duvente a poche a poche

chiu doce de qualunquea cosa ddoce.

Benedette D’Amiche e San Ciutté

Traduzione: “È tanto dolce questo parrozzo nuovo, che sembra una pazzia di San Cetteo, che abbia messo in questo tuo grande forno, la terra lavorata dal bue, la terra grassa e lucente che si cuoce più tonda di una provola su questo fuoco gentile, e che diventa, a poco a poco, più dolce di qualunque cosa dolce. Siano benedetti D’Amico e San Cetteo”

 

La ricetta del Parrozzo

Ma ora veniamo a noi, ecco la ricetta del dolce tradizionale natalizio abruzzese. Occorre che io faccia una precisazione, per cuocere il Parrozzo, serve uno stampo a forma semisferica come questo:

images Il dolce tradizionale natalizio in Abruzzo: il Parrozzo

 

Gli ingredienti per l’impasto sono:

  • 7 uova piccole oppure 6 grandi
  • 150 gr di mandorle frullate e ridotte a farina
  • 3 0 4 mandorle amare frullate insieme alle altre
  • 150 gr di semolino
  • 200 gr di zucchero
  • buccia grattugiata di un limone biologico
  • 1/2 bicchierino da liquore di amaretto
  • 1 pizzico di sale

Per la copertura al cioccolato:

  • 300 gr di cioccolato fondente
  • 2 cucchiai di olio di semi

 

Il procedimento:

Io rompo le uova e separo i rossi dai bianchi, ponendoli in due ciotole diverse.

In quella dei bianchi, aggiungo un pizzico di sale e monto a neve ferma, metto da parte e passo ai rossi.

Aggiungo ai tuorli la buccia grattugiata di un limone, lo zucchero e monto in una crema spumosa, poi metto da parte lo sbattitore e procedo nell’impastare con una spatola o un cucchiaio.

Nel frattempo accendo il forno a 160/170 gradi statico, imburro e infarino lo stampo.

Aggiungo alla montata dei rossi la farina di mandorle, amalgamando delicatamente con la spatola, poi aggiungo anche il semolino, sempre amalgamando.

A questo punto l’impasto risulta un po’ duro, niente paura, è normale, poi si ammorbidirà con i bianchi montati a neve.

Aggiungo l’amaretto e inizio a incorporare gli albumi montati un po’ per volta, girando l’impasto dal basso verso l’alto.

Una volta finito d’incorporare la montata dei bianchi, metto delicatamente l’impasto nello stampo e lo infilo nel forno per la cottura, che dura all’incirca 40 minuti.

31c5554647dca084bf6b802b68988709-stampo-parrozzo-320x180 Il dolce tradizionale natalizio in Abruzzo: il Parrozzo

Siccome i forni non sono tutti uguali, il vostro potrebbe metterci di più o di meno, per questo, prima di tirare via il dolce dal forno, fate la classica prova stecchino, il quale deve risultare asciutto.

Terminata la cottura, tiro fuori il dolce dal forno e lo faccio raffreddare.

Mentre il dolce raffredda, sciolgo il cioccolato tagliato a pezzi in un tegame, a bagnomaria sul fuoco, aggiungendo l’olio di semi che renderà la glassa bella lucida.

Quando il dolce è completamente freddato, lo capovolgo su una gratella e lo glasso con il cioccolato fuso.

La glassa deve rapprendere e diventare dura a temperatura ambiente, dopodiché il parrozzo è pronto.

parrozzo Il dolce tradizionale natalizio in Abruzzo: il Parrozzo

Il parrozzo, come vi ho già detto, è il dolce tradizionale abruzzese delle feste natalizie, potete prepararlo anche in anticipo, perché, protetto dalla sua glassa, si mantiene perfetto per giorni, ovviamente, vi consiglio di conservarlo in un luogo fresco, io, ad esempio, ne faccio sempre più di uno e li conservo all’interno di una scatola di carta che metto nel sottoscala, che è il luogo più fresco della casa.

Invece di un parrozzo grande, con le stesse dosi che vi ho dato, si possono fare anche dei mini parrozzini, esistono degli stampi di varie misure, anche mignon.

È un ottima idea regalo, all’interno dei cesti o delle confezioni natalizie, vi farà fare un figurone.

 

 

 

 

 

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