Divario retributivo di genere in Italia

Al divario retributivo di genere non sfuggiamo!

Nell’ultimo periodo le notizie relative al divario retributivo di genere in Italia son parecchie

Nonostante in vari settori la forza lavoro femminile sia cresciuta del +10%  nel decennio 2009-2019  a questa, sfortunatamente, non corrisponde un altrettanto aumento dei salari.

Un’incongruenza che va a scontrarsi (e non poco) con quel famoso 1° comma dell’ art.37 della Costituzione che recita :” La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore.[..]”

In questo articolo cerchiamo, dunque, di illustrare per grandi linee in cosa si sostanzia questo divario di genere e quali sono i dati relativi al nostro Paese.

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Divario retributivo di genere- The Web Coffee

Cos’è il divario retributivo di genere?

Per divario retributivo di genere/ gender pay gap s’intende la differenza tra la retribuzione oraria lorda media degli uomini e delle donne espressa sotto forma di percentuale della retribuzione oraria lorda media degli uomini.

Secondo i dati forniti  dal Parlamento europeo è possibile osservare un trend  non troppo rassicurante relativo a questo grande problema.

Circa i due terzi del divario retributivo di genere NON dipende da differenze legate all’età, all’esperienza pregressa in ambito lavorativo, all’istruzione o alla categoria occupazionale.
Esso dipende esclusivamente da fattori di discriminazione di genere, da una mancata applicazione di politiche inclusive, e da altri fattori sociali. 

In questo senso, quindi, non dobbiamo considerare il gender pay gap come un elemento isolato; esso è causa e conseguenza di un sistema complesso quanto il mondo in cui viviamo.

Divario di genere alla base del divario retributivo di genere 

Possiamo dunque immaginare il divario retributivo di genere come il singolo pezzo di una matrioska; costituisce una “piccola” parte di un problema “madre”.

Questo problema più grande è il generale divario di genere o più semplicemente la diseguaglianza di genere che, secondo il Global Gender Gap Report 2020 del World Economic Forum, può essere calcolata e descritta a partire da 4 indici, di cui il gender gap che rientra nel primo indice dell’elenco qui di seguito:

  1. opportunità e partecipazione economiche
  2. istruzione
  3. salute e sopravvivenza
  4. valorizzazione politica

Il quadro complessivo.
Italia VS Mondo 

Nel quadro complessivo, lo studio di questi 4 indici prodotto dal WEF   rivela – senza se e senza ma- una posizione del Bel Paese a dir poco olimpionica.

divario-retributivo-di-genere Divario retributivo di genere in Italia
Divario retributivo di genere- The Web Coffee

Siamo al 76° posto su 153 Paesi presi in esame.

Che sarà mai, dopotutto siamo a metà classifica.

Beh non è proprio così se consideriamo che paesi con uno sviluppo socio-economico sicuramente più problematico del nostro sono di parecchio su di noi.
Un esempio? Il Burundi – con un tasso di corruzione e povertà altissimi, stato che ha abolito solo nel 2008 la pena di morte è al 32° posto.

A qualcuno potrebbe sorgere il ragionevole dubbio riguardo il numero della popolazione in Burundi che corrisponde a circa la metà dei nostri. Giusto.

Per scompaginare eventuali diffidenze, forniamo un altro dato, completamente opposto: Bangladesh, all’8° posto per numero di abitanti secondo i dati forniti dall’ONU, conta una popolazione di 163 046 161 persone. Sapete a che posto è? 50°.
Un 50° posto conquistato sullo sfruttamento legalizzato della manodopera femminile e senza considerare eventuali numeri oscuri? Nessuna obiezione. Ma ciò non deve di certo farci adagiare, soprattutto se considerando solo il divario salariale ci posizioniamo al 125° posto.

Italia VS Europa 

La situazione attuale è triste. E non solo rispetto ai dati confrontati a livello mondiale; anche analizzando le aree dell’Europa Occidentale non ne usciamo illesi.

In Italia vi sono 1,6 milioni di donne in più rispetto agli uomini, ma sono 3,6 i milioni di donne in meno mondo del lavoro. Causa pandemia, il tasso di disoccupazione femminile è al 31,3% rispetto all’8% di quello maschile (dati marzo-maggio 2020). Inoltre, secondo i dati ISTAT i posti di lavoro persi dalle donne a causa del primo lockdown corrispondono all’80% ( dati maggio 2020).

E non è finita qui. Siamo al 17° posto per gender gap su 20 Paesi, dietro di noi Grecia, Malta e Cipro.
In più, stando ai più recenti dati – relativi allo scorso anno- Eurostat ci colloca al 18° su 24 Paesi per gender pay gap nel settore privato, con un divario  del 20,7% . Si parla di circa 3.000 euro lordi in meno in un anno.

Quanti anni servono per colmare il divario di genere e il divario retributivo di genere?

Secondo i  numeri forniti dal report del WEF occorrono 99,5 anni perché venga livellato il divario di genere, 257 se consideriamo l’esclusivo apparato economico.

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