Psicologia

Come aprirsi alle emozioni dolorose

emozioni e come accettarle

Le emozioni sono esperienze articolate da più componenti, sviluppate su un percorso temporale limitato, in linea di massima scatenate da un elemento emotigeno variabile, esterno o interno, come ad esempio un accadimento oppure un ricordo o un pensiero. Come aprirsi alle emozioni dolorose? E perché è importante?

Come aprirsi alle emozioni dolorose?

Le emozioni, quando fisiologiche, sono funzionali alla nostra psiche, e comunicano all’organismo un messaggio, positivo o negativo, importante per il suo funzionamento. Non sono dannose, anzi, hanno un ruolo evolutivo con fine adattativo alla sopravvivenza, segnalandoci quello di cui abbiamo bisogno in un determinato momento.

La paura, ad esempio, ci mette in allerta per qualcosa a cui dobbiamo fare attenzione, la tristezza ci dice che abbiamo bisogno di solitudine, e così via, mostrandoci le nostre necessità di quel determinato momento. Solo assecondandole e ascoltando quello che hanno da dirci, potremo fare spazio all’emozione successiva.

Vergogna, colpa, paura, tristezza, ansia, rabbia, gioia, felicità, sorpresa… Non sempre sono facili da manifestare in una società che ci vuole asettici e sempre al top.

Rimozione, repressione e fuga: le tecniche per ignorare le emozioni

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Come aprirsi alle emozioni dolorose-The Web Coffee

Rimozione e repressione consistono nel nascondere nell’inconscio ciò che ci crea disagio, talvolta perché aprirsi alle emozioni dolorose è inaccettabile dalla società, dalla famiglia, dal nostro status o dai noi stessi, altre volte perché ci ostacola o ci spaventa. Questo può avere conseguenze fisiche sull’organismo: rigidità muscolare, alterazione della postura, insonnia, irritabilità, cardiopalmo, formicolio, sudorazione, fino a obesità o depressione… Ciò accade perché la repressione di un’emozione aumenta la tensione interiore a tal punto che siamo costretti a liberarcene in qualche modo e lo facciamo con l’espressione verbale o fisica.

Un altro modo di ignorare le emozioni è attraverso la fuga, rifugiandosi in attività alternative che ingannevolmente distraggono la mente. L’evitamento dà sollievo nell’immediato, ma non a lungo termine: questo sollievo si ritorce, amplificando in maniera incontrollata l’emozione ignorata e repressa.

Fondamentale, pertanto, è non giudicare le nostre esperienze, ma accogliere gli stati emotivi dando loro il giusto peso.

Nel tentativo di disfarsi del proprio dolore, si ottiene solamente di amplificarlo e restarne intrappolati, trasformando un’esperienza fisiologica in traumatica. Accettarlo, quindi non è sinonimo di debolezza, di passiva tolleranza, ma è un segno di maturità emotiva che ci consente di sbarazzarci della zavorra che ostacola il nostro percorso.

Come aprirsi alle emozioni dolorose: trovare l’equilibrio psichico

Tutto questo rende pertanto evidente come sia necessario aprirsi alle emozioni dolorose, accettarle per mantenere in equilibrio il proprio benessere psichico.

David Hawkins, psichiatra statunitense, scrive che “Lasciare andare consiste nel diventare consapevole dell’emozione, farla emergere, farne appieno esperienza e permetterle di seguire il suo corso, senza cercare di cambiarla o fare qualcosa a proposito. Lasciare andare significa consentire all’emozione di essere elaborata, concentrandosi nel liberare l’energia alla sua base.

Il primo passo è provare l’emozione senza resistenza, paura, condanna o giudizi. Infatti, è l’opposizione all’emozione che la mantiene in vita. Quando smetti di opporre resistenza all’emozione, si trasformerà in una nuova emozione dall’energia più lieve. Un’emozione senza opposizione è destinata a svanire, perché l’energia che la costituisce viene liberata in maniera naturale.”

Esistono diverse tecniche psicoterapeutiche che perseguono tale obiettivo, ma un primo passo può essere tentato in autonomia, prendendo coscienza di quanto sia importante aprirsi alle emozioni dolorose, interiorizzarle per lasciarle andare, consentendo loro di essere come sono, e lasciando loro spazio e possibilità di andare e venire, seguendo un flusso emozionale autonomo.

Non si deve combattere con esse, anzi, in base al principio Zen secondo cui l’acqua torbida si chiarifica meglio lasciandola immobile, è più utile essere disponibile ad abbracciarle e assecondarle.

Consigli su come aprirsi alle emozioni dolorose

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Come aprirsi alle emozioni dolorose-The Web Coffee

Tre atteggiamenti da evitare nei confronti di un’emozione negativa, dunque, sono EVITARLA, OPPORRE RESISTENZA e IDENTIFICARSI CON ESSA, nonostante siano comportamenti che spesso mettiamo in pratica come autodifesa, come arma per tentare ancora una volta di dimenticarci delle nostre emozioni che invece premono e si agitano per uscire allo scoperto.

In genere si tende ad evitare ciò che consideriamo spiacevole, ma questo comporterà un accumularsi dell’emozione negativa, che acquisterà sempre maggiore forza, mettendo in ulteriore tensione lo stato emotivo già instabile.

Altre volte si cerca di opporre resistenza e di relegare l’emozione in un angolo della nostra mente: questo, tuttavia, esercita una forza uguale e contraria. “What you resist, persists” dicono infatti gli inglesi.

Infine, un errore comune è quello di identificarsi con l’emozione provata, portandola a livello di identità: esiste tuttavia una differenza, che se pure piccola è sostanziale tra dire “sono arrabbiato” e “provo rabbia in questo momento”, poiché l’emozione è un qualche cosa che si prova non qualcosa che si è, per definizione ha una durata limitata nel tempo, e non può essere sovrapposta a chi la prova. Questa distinzione permette di prendere le distanze e osservarla con più obiettività.

 

Come aprirsi alle emozioni dolorose

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Come aprirsi alle emozioni dolorose-The Web Coffee

Una delle tecniche che possono essere messe in pratica per aprirsi alle emozioni dolorose è quella di localizzare l’emozione in un punto all’interno del corpo: dall’Inglese e-motion, energia in movimento, l’emozione tende a muoversi, a spostarsi. Il più delle volte ha origine nel petto, e da lì può dirigersi verso l’alto o verso il basso. Occorre quindi prestare attenzione al movimento e alla direzione. Una volta localizzata è necessario assegnare ad essa un colore che normalmente riteniamo rilassante per noi, per poi immaginare il percorso inverso, così da farla tornare verso il punto di origine con un significato positivo e benefico.

Non zittiamo le nostre emozioni, ma al contrario accogliamole, parliamo con loro e ascoltiamo quello che hanno da dirci: non potremo che imparare qualcosa su di noi che ancora non sappiamo.

Lasciamo da parte il rumore, il caos e la frenesia del mondo moderno, fermiamoci un attimo in ascolto, chiudiamo gli occhi e concediamoci del tempo per capirle, così da essere in grado di assecondare i nostri bisogni. Solitudine, cautela, divertimento, ogni emozione ha il suo significato e la sua richiesta, tristezza, paura, gioia: non saremo mai in grado di interpretarle se le zittiamo, talvolta anche ricorrendo a farmaci ansiolitici, antidepressivi…

In conclusione, le emozioni sono una grande forza interna, un segnale, un bagaglio psichico che ci differenzia dalle macchine, che ci permette amare, sognare, sperare… Ma come tutte le grandi forze deve essere gestita e canalizzata, per evitare che diventi distruttiva e prenda il controllo.

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